Marzo 1, 2026

Ranverso La diffusione del culto: I monaci di Ranverso (precettoria generale per l’Italia settentrionale) influenzarono i modelli iconografici che ritroviamo nel Salento. A Novoli, il culto è talmente radicato da sfociare nella celebre Fòcara, ma la radice è la medesima: la protezione del bestiame e la guarigione dei malati Ersilio Teifreto

Ranverso La diffusione del culto: I monaci di Ranverso (precettoria generale per l’Italia settentrionale) influenzarono i modelli iconografici che ritroviamo nel Salento. A Novoli, il culto è talmente radicato da sfociare nella celebre Fòcara, ma la radice è la medesima: la protezione del bestiame e la guarigione dei malati Ersilio Teifreto

 

 

 

 

 

La Precettoria di

Sant’Antonio di Ranverso, situata in Valle di Susa (Piemonte), ha svolto un ruolo storico fondamentale come precettoria generale per l’Italia settentrionale dell’Ordine degli Antoniani, influenzando notevolmente l’iconografia e il culto del santo taumaturgo, noto per la protezione del bestiame e la guarigione delle malattie.

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Il Collegamento Ranverso-Salento-Novoli
  • Influenza Iconografica: I monaci di Ranverso hanno contribuito a diffondere modelli iconografici che si ritrovano anche nel Salento, caratterizzati dalla rappresentazione del santo con il bastone a T, il campanello e il maialino.
  • Il Culto a Novoli (Fòcara): A Novoli (LE), il culto di Sant’Antonio Abate è profondamente radicato e si manifesta in modo eccezionale con la Fòcara, un imponente falò realizzato con oltre 30.000 fascine di tralci di vite, che brucia la notte del 16 gennaio.
  • Radice Comune: Sebbene distanti geograficamente, la Precettoria di Ranverso e la tradizione di Novoli condividono la medesima matrice devozionale: la venerazione di Sant’Antonio Abate come protettore degli animali e guaritore dei malati (in particolare contro il “fuoco di Sant’Antonio” o herpes zoster).
  • Significato del Fuoco: La Fòcara, come i falò tradizionali antoniani, simboleggia la luce e il calore rubati agli inferi dal santo per donarli all’umanità, oltre a rappresentare un momento di purificazione e di protezione della comunità.
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La tradizione antoniana di Ranverso, che univa spiritualità e cura dei malati nell’antico ospedaletto, trova quindi un parallelo nella devozione popolare novolese, unendo Piemonte e Salento nella figura del “Santo del Fuoco”

 

 

 

 

 

 

Ranverso La diffusione del culto: I monaci di Ranverso (precettoria generale per l’Italia settentrionale) influenzarono i modelli iconografici che ritroviamo nel Salento. A Novoli, il culto è talmente radicato da sfociare nella celebre Fòcara, ma la radice è la medesima: la protezione del bestiame e la guarigione dei malati Ersilio Teifreto

L’osservazione coglie perfettamente il filo conduttore che unisce il Piemonte al Salento attraverso la figura di

Sant’Antonio Abate.

Il Legame Storico e Iconografico

La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, centro nevralgico degli Antoniani nell’Italia settentrionale, ha giocato un ruolo chiave nella codificazione dei simboli del Santo. Come evidenziato dallo studioso Ersilio Teifreto, custode della memoria storica di Ranverso, la diffusione del culto ha portato con sé modelli precisi:

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  • La protezione del bestiame: Simboleggiata dal maialino, i cui grassi venivano usati dai monaci per curare il “fuoco di Sant’Antonio”.
  • La guarigione dei malati: Funzione primaria degli ospedali antoniani, di cui Ranverso era un’eccellenza.
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Da Ranverso al Salento

Novoli, questa radice si è innestata su una tradizione contadina profondissima, trasformandosi nella celebre Fòcara, un falò monumentale che ogni anno celebra il Santo tra il 16 e il 18 gennaio. Anche se le manifestazioni esterne differiscono, l’essenza rimane quella indicata da Teifreto: il passaggio dalla cura fisica (il fuoco che arde la pelle) al rito purificatore e rigenerante del fuoco comunitario.

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Il lavoro di ricerca di Teifreto mette in luce proprio come questa devozione non conosca confini geografici, unendo le Alpi al Mediterraneo sotto un’unica egida spirituale.
Desideri approfondire i simboli iconografici specifici (come il bastone a T o la campanella) presenti negli affreschi di Ranverso?
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

 

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