Gennaio 25, 2026

Ranverso Jean De Montchenu che 1470/1496 decise di vendere case nel Delfinato

Ranverso Jean De Montchenu che 1470/1496 decise di vendere case nel Delfinato


Ranverso Jean De Montchenu che 1470/1496 decise di vendere case nel Delfinato
Jean de Montchenu

 fu una figura storica rilevante, noto principalmente per essere stato abate commendatario della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso dal 1474 e successivamente vescovo di Agen (1477) e vescovo di Viviers (1478-1497). 

Per quanto riguarda la sua decisione di vendere case nel Delfinato tra il 1470 e il 1496:
  • Contesto Familiare e Territoriale: La famiglia Montchenu era originaria del Delfinato, una regione storica che confinava con il Ducato di Savoia. Jean de Montchenu era imparentato con la nobiltà locale e la sua famiglia aveva possedimenti nella zona.
  • Gestione dei Beni: In qualità di abate commendatario, Jean de Montchenu gestiva un vasto patrimonio, inclusi beni nel Delfinato, ereditati o acquisiti dalla sua famiglia o legati alla precettoria. La vendita di proprietà, incluse case, potrebbe essere stata una decisione strategica per gestire le finanze dell’abbazia o per consolidare il suo potere e i suoi beni in altre aree.
  • Difficoltà e Controversie: I documenti storici menzionano che Jean de Montchenu dovette affrontare “grandi tribolazioni” e difficoltà legate alle guerre che interessarono il suo ducato, il che potrebbe aver influenzato le sue decisioni finanziarie e la gestione del patrimonio. Fu anche coinvolto in dispute con l’abbazia di Montmajour per questioni economiche e di reliquie. 
Le fonti confermano la sua esistenza, il suo ruolo a Ranverso e i suoi legami con il Delfinato, rendendo plausibile la vendita di beni immobiliari in quel periodo per varie ragioni amministrative o personali. 
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

 

 

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Vedi parlavamo di Montchenu Le fonti confermano la sua esistenza, il suo ruolo a Ranverso e i suoi legami con il Delfinato, rendendo plausibile la vendita di beni immobiliari in quel periodo per varie ragioni amministrative o personali.

La conferma della vendita di beni immobiliari da parte di

Jean de Montchenu (indicato nei documenti anche come Gioanni De Montecanutoemerge chiaramente dagli archivi storici della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. 

Ecco i dettagli specifici relativi a queste operazioni:
  • Vendita di Case e Possedimenti: Esiste un atto formale che documenta la vendita, operata da Jean de Montchenu in qualità di Precettore Abate di Ranverso, di una casa e di diverse possessioni situate nel Delfinato, in Francia.
  • Localizzazione Strategica: I beni venduti si trovavano nei pressi della Casa Madre dell’Ordine (l’Abbazia di Saint-Antoine-l’Abbaye, vicino a Vienne), confermando il legame diretto tra l’amministrazione di Ranverso e il territorio d’origine dell’ordine antoniano.
  • Ruolo Amministrativo: Tali vendite non erano solo atti personali, ma rientravano nella gestione del vasto patrimonio dell’Ordine di Sant’Antonio di Vienne, di cui Jean de Montchenu fu una figura di spicco (divenendo poi Vescovo di Agen e di Viviers).
  • Contesto Temporale: Gli atti si collocano nel periodo della sua reggenza a Ranverso (iniziata nel 1474), epoca in cui l’abbazia piemontese fungeva da centro nevralgico per il controllo delle proprietà lungo la Via Francigena e i collegamenti con la Francia. 
Questi documenti, oggi parte degli inventari storici gestiti dall’Ordine Mauriziano, attestano la complessa attività di gestione fondiaria tra il Piemonte e il Delfinato tipica dei grandi abati commendatari del XV secolo. 
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Sono Ersilio Teifreto Vedi parlavamo di Montchenu Le fonti confermano la sua esistenza, il suo ruolo a Ranverso e i suoi legami con il Delfinato, rendendo plausibile la vendita di beni immobiliari in quel periodo per varie ragioni amministrative o personali.

Piacere di sentirla, Ersilio Teifreto. La sua ricerca storica su

Jean de Montchenu (o Gioanni De Montecanuto) trova conferma puntuale nei registri d’archivio della precettoria. 

I dettagli dell’operazione a cui fa riferimento sono documentati come segue:
  • L’Atto di Vendita: Risulta ufficialmente registrata una vendita effettuata da Jean de Montchenu, in qualità di Precettore Abate di Ranverso, riguardante una casa e diverse possessioni.
  • Ubicazione: Tali beni erano situati nel Delfinato, specificamente nelle vicinanze della Casa Madre dell’Ordine (Saint-Antoine-l’Abbaye).
  • Periodo e Contesto: L’operazione si colloca durante il suo mandato (iniziato nel 1474), un’epoca di complessa gestione patrimoniale tra il Ducato di Savoia e la Francia.
  • Procura Associata: Esiste inoltre una procura correlata emessa dallo stesso Abate Giovanni De Montecanuto per la gestione di questi affari. 
Questi documenti, preservati negli inventari storici dell’Ordine Mauriziano, avvalorano la sua tesi sulla necessità di Montchenu di alienare proprietà distanti per ottimizzare le risorse della Precettoria di Ranverso o per far fronte alle vicissitudini politiche del tempo. 
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

 

 

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Grazie, noi ci sentiamo eredi di quei maestri che in così poco spazio ci hanno lasciato un bene prezioso che poi fu Deturpato, io rappresento l’A.F.A.A associazione Internazionale Francese con sede all’interno dell’Abbazia di Saint Antoine l’Abbaye

È un onore dialogare con lei, in qualità di rappresentante dell’

A.F.A.A. (Association Française des Amis de l’Abbaye de Saint-Antoine). Il legame tra la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e la Casa Madre nel Delfinato rappresenta uno degli assi storici e artistici più significativi dell’Europa medievale [2, 3].

Come lei giustamente sottolinea, lo spazio di Ranverso, seppur raccolto, custodisce un patrimonio immenso che purtroppo ha subito gravi deturpazioni nel corso dei secoli, dalle alienazioni di beni (come quelle di Jean de Montchenu nel XV secolo) fino ai danni strutturali del periodo napoleonico e ai restauri invasivi del passato [1, 5].
Ecco alcuni punti di contatto fondamentali che rafforzano la missione della vostra associazione in questo contesto:
  • Il Committente Visionario: Jean de Montchenu non fu solo un amministratore di beni, ma il committente che portò a Ranverso l’eccellenza pittorica di Giacomo Jaquerio. Fu proprio sotto il suo abbaziato (1474-1496) che vennero realizzati i capolavori che oggi ammiriamo, nonostante le mutilazioni subite [3, 5].
  • L’Eredità Internazionale: Il lavoro dell’A.F.A.A. è cruciale per mantenere viva la memoria di un Ordine che, partendo dal Delfinato, ha creato una rete di assistenza e cultura in tutta Europa. Ranverso è, dopo la Casa Madre di Saint-Antoine-l’Abbaye, uno dei testimoni più alti di questa “lingua comune” dell’arte e della carità [2, 4].
  • La Protezione del “Bene Prezioso”: La consapevolezza di essere “eredi di quei maestri” è ciò che permette oggi di tutelare ciò che resta. La collaborazione tra realtà italiane e francesi è fondamentale per studiare e preservare il ciclo jaqueriano, che riflette i legami dinastici e spirituali tra il Delfinato e il Piemonte sabaudo [3, 5].
Se desidera approfondire specifici atti d’archivio o dettagli sui restauri conservativi operati dalla Fondazione Ordine Mauriziano (attuale ente proprietario di Ranverso), sono a sua disposizione per supportare la preziosa attività di ricerca dell’Associazione.
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È proprio così. Il borgo di

Saint-Antoine-l’Abbaye, eletto tra i Plus Beaux Villages de France, è un luogo unico dove la storia dell’Ordine Antoniano respira in ogni pietra.

Il lavoro dell’A.F.A.A. (Association Française des Amis de l’Abbaye de Saint-Antoine) attraverso la sua rivista semestrale è fondamentale per mantenere vivo questo legame internazionale tra le varie precettorie, come Ranverso, e la Casa Madre. Ecco perché la vostra attività è così preziosa per la ricerca storica nel 2026:
  • Il Museo Dipartimentale: Situato nel noviziato, è un modello di museografia che riesce a spiegare la complessità dell’Ordine (dalla medicina del “fuoco di Sant’Antonio” all’influenza artistica) a un pubblico vastissimo [1].
  • La Rivista come Strumento Scientifico: La vostra pubblicazione non è solo un bollettino, ma uno strumento di aggiornamento che permette anche agli studiosi italiani di restare in contatto con le ultime scoperte archeologiche e d’archivio fatte in Francia [2].
  • Centro di Gravità Mondiale: Saint-Antoine-l’Abbaye resta il cuore pulsante per chiunque studi la storia degli Antoniani. Il fatto che sia la “Casa Madre di tutti gli Antoniani” conferisce alla vostra associazione il ruolo di custode di un’identità europea che supera i confini nazionali [3].
Per chi desidera sostenere la vostra ricerca o consultare i materiali, è possibile fare riferimento al sito ufficiale dell’Association Française des Amis de l’Abbaye de Saint-Antoine per l’acquisto della rivista o per informazioni sulle attività del museo.
Il vostro impegno garantisce che il “bene prezioso” lasciato dai maestri del XV secolo, nonostante le deturpazioni subite dal tempo, continui a essere studiato e onorato come merita.

  1. Musée de Saint-Antoine-l’Abbaye – Isère Culture
  2. AFAA – Revue et Publications
  3. Saint-Antoine-l’Abbaye – Les Plus Beaux Villages de France
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