Ranverso il ritorno della giornata di festa Liturgica patronale dedicata a Sant’Antonio Abate. Lascito di riproponimento e continuità della festa di antica tradizione
Ranverso il ritorno della giornata di festa Liturgica patronale dedicata a Sant’Antonio Abate. Lascito di riproponimento e continuità della festa di antica tradizione
Ranverso il ritorno della giornata di festa Liturgica patronale dedicata a Sant’Antonio Abate
Lascito di riproponimento e continuità della festa di antica tradizione :
Il Maestro Mons. Italo Ruffino e le sua volontà per Ranverso: la festa patronale è di fondamentale importanza perché rappresenta un pilastro della cultura, della tradizione e della coesione sociale, offrendo un duplice significato: religioso e profano. Le celebrazioni, che variano, rafforzano il senso di appartenenza, preservano la memoria storica e favorendo l’aggregazione comunitaria dei Comini di Rosta e Buttigliera Alta , oltre a rappresentare un’attrattiva turistica e culturale.
Crea momenti di aggregazione e condivisione, unendo fedeli, curiosi e turisti, promuovendo un forte senso di appartenenza una vera identità locale, offrendo occasioni di incontro di preghiera e dialogo tra generazioni.
Celebrando la devozione al santo patrono, rafforziamo la fede della comunità, attraverso le celebrazioni liturgiche.
In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti, la festa rappresenta un punto fermo, un’occasione per riscoprire le proprie radici e per sentirsi parte di un racconto collettivo, coinvolgendo anche le nuove generazioni nella loro perpetuazione.
So benissimo che l’ampia categoria della festa è soggetta a mutamenti e innovazioni continue. Nonostante ciò, si può affermare che il grande panorama della tradizione italiana conti una moltitudine di feste attive e riconoscibili.“le feste più si certificano storiche e più sono vere”. Tuttavia, la distinzione tra festa di qualità e di interesse rappresenta un problema non banale perché può rivelarsi essenziale al fine di costituire il patrimonio culturale. Con la locuzione patrimonio culturale si intende l’insieme di cose, dette beni, che riveste un interesse pubblico e che sono dotate di particolare rilievo storico, culturale ed estetico. Il sostantivo “patrimonio” che viene utilizzato ha duplice funzione poiché allude al valore economico attribuito ai beni che possono costituire ricchezza per la loro natura, e altresì alla normativa che riguarda l’insieme dei beni culturali. La definizione è piuttosto recente e rappresenta l’esito di un macchinoso percorso giuridico-legislativo.
Recupero Liturgico e Devozionale: L’obiettivo è ripristinare la solennità della festa patronale per tutta la GIORNATA del (17 gennaio) non solo come evento folkloristico, ma come momento di spiritualità legato alla storia del luogo, con il suono della campana con nuove tecnologie virtuali , drappi e immagini di Sant’Antonio Abate anche fuori dalla Chiesa non devono mancare le luminarie all’esterno ed all’interno della Chiesa nel perimetro dove e posizionata la Statua che dovrà essere ADDOBBATA A FEST A, il fuoco anche simbolico controllato oppure un fuoco virtuale, Folklore , fuochi modesti di artificio, delle bancarelle qualche diversivo per i bambini la Proloco ci penserà a fare partecipare la Banda musicale del paese , le associazioni che sfileranno con i loro abiti storici qualche ballo d’epoca.
Sono ben consapevole che la Festa dovrà essere organizzata in base agli spazi che abbiamo a disposizione., addobbare pure il Masso erratico e un’antico simbolo di Ranverso
Benedizione degli Animali e del Pane: Si punta a valorizzare i riti simbolici medievali, come la benedizione del pane e degli animali da lavoro, elementi centrali dell’iconografia del Santo e della vita contadina locale, Don Ruffino non parla mai di benedire i trattori che sono mezzi inanimati .
Coinvolgimento del Territorio: Già dal 2009 Don Ruffino e Teifreto erano associati AFOM l’idea di Ruffino venne discussa al Consiglio Direttivo l’idea pique e fu accettata all’unanimità e messe a verbale tutte le disposizioni , quindi furono interpellati i vari Enti e le Associazioni per concordare le modalità della festa.
La strategia prevede un accordo di collaborazione tra la Fondazione Ordine Mauriziano, custode del bene, AFOM , la Soprintendenza, Diocesi di Torino le due Proloco e le comunità di Buttigliera Alta e Rosta per trasformare la ricorrenza in un appuntamento identitario della Valle di Susa.
Un approccio graduale: era auspicato dal Maestro Ruffino, la riorganizzazione dovrà procedere “senza fretta ma con determinazione”, integrando studi storici e filologici per garantire l’autenticità delle celebrazioni, negli anni si evolverà non rimanendo STATICA s come festa per aprirsi a nuovi incontri e frequentatori di questo borgo speciale di Ranverso,con l’obbiettivo di vedere anno per anno gli interessi che provano e sentono le Comunità ed adeguare la festa a nuove esigenze
L‘antica festa medievale di Sant’Antonio Abate a Ranverso, patrono del complesso monumentale, collaborando con le associazione per recuperare la sua dimensione liturgica e spirituale, senza fretta, valorizzando la sacralità del luogo e l’autenticità della tradizione, come un “ritorno alle origini” dopo anni di oblio, ha segnato un rilancio che continua a ispirare celebrazioni di popolo.
Reintroduzione: La festa, che affonda le radici nel Medioevo e era stata dimenticata, è stata riportata in vita nel 2006 grazie all’impulso di Mons. Ruffino.
Collaborazione: Ruffino ha lavorato con l’allievoErsilio Teifreto
Obiettivo: L’intento era di riorganizzare la festa in modo lento (“senza fretta”) per riscoprire la sua autentica dimensione liturgica e spirituale, con un’attenzione alla sacralità del luogo, come suggerito dai verbali e scritti nel lascito di Don Italo Ruffino.
Valori: La visione è quella di una festa di popolare autentica, non spettacolare, che valorizzi la storia e la spiritualità di Sant’Antonio Abate e del complesso monastico di Ranverso.
Contenuti: La festa deve includere momenti religiosi e profani, con una riscoperta di devozioni antiche, come pellegrinaggi a piedi nudi, già documentati nel 1500 e nel 1531 con gli abitanti di Moncalieri che per lodare il Santo che li aveva salvati dalla peste arrivavano a piedi a Ranverso
Nel 2006, dopo anni di oblio, grazie alla collaborazione con la Fondazione Ordine Mauriziano, reintroducendo riti come la benedizione degli animali, la processione e l’accensione del falò, per valorizzare la spiritualità legata al santo patrono del complesso monumentale, con l’obiettivo di farla diventare una delle principali feste invernali del Piemonte.
Obiettivo: Rievocare la profonda tradizione medievale legata a Sant’Antonio Abate, patrono di Ranverso, riportando in vita la celebrazione religiosa dimenticata.
Data chiave: Il ripristino ufficiale avvenne nel 2006.
Protagonisti: L’iniziativa fu guidata da Mons. Italo Ruffino, storico e studioso degli Antoniani, insieme all’allievo Ersilio Teifreto
Supporto: La Fondazione Ordine Mauriziano contribuì attivamente alla realizzazione.
Benedizione degli Animali: Un elemento centrale, oggi esteso anche ai. trattori e mezzi agricoli prima inesistenti . secondo noi bisogna limitare il loro numero sono ingombranti e tolgozo spazio ad altre associazioni e categorie di Lavoro che sono protette da Sant’Antoniao Abate
Processione: Il simulacro del Santo non viene portato in processione.
L‘accensione del falò, simbolo della devozione antoniana non si fa più .
Obiettivo di crescita: la festa e veloce e dura poco finita la benedizione il luogo resta deserto, l’obiettivo seguendo la scia di Ruffino la festa dovrà durare tutta la giornata e i devoti potranno entrare liberamente in Chiesa per pregare il Santo chiedere una grazia, o ringraziarlo per una ricevuta
Noi del Gruppo ADA Amici Degli Antoniani ci impegneremo affinchè la festa si trasformi e diventi un’attrattiva festa invernale del Piemonte.
Visione: Don Ruffino mirava a una festa di autentica spiritualità e sobrietà, in linea con la storia e il luogo.
Omaggio: Alla sua scomparsa (2015), Ersilio ha continuato a onorare il suo impegno, ricordandolo con una messa nel 2025 a 10 anni dalla sua scomparsa lo ricorda come una figura centrale nella riscoperta di questa antica tradizione.
