Febbraio 3, 2026

Ranverso 1476  inciso sulla porta centrale del pronao (l’atrio porticato antistante la facciata) dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso è una data storica.  Questa data ricorda il periodo in cui la Sacra Sindone passò da Chambéry a Torino. In particolare, l’iscrizione si riferisce al periodo in cui l’abate Jean de Montscenu era a capo della Precettoria. 

Ranverso 1476  inciso sulla porta centrale del pronao (l’atrio porticato antistante la facciata) dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso è una data storica.  Questa data ricorda il periodo in cui la Sacra Sindone passò da Chambéry a Torino. In particolare, l’iscrizione si riferisce al periodo in cui l’abate Jean de Montscenu era a capo della Precettoria. 

L’immagine mostra un pezzo di metallo arrugginito con il numero 1426 inciso a mano o impresso in modo rudimentale sulla superficie inferiore, che sembra essere di legno o cemento. Nell’angolo in basso a destra, è visibile una data stampigliata digitalmente, “14/07/2018”.
Poiché l’oggetto esatto non può essere identificato visivamente, il numero “1426” e la data potrebbero riferirsi a diverse cose:
  • Codice Civile: L’articolo 1426 del Codice Civile italiano riguarda i raggiri usati dal minore nei contratti.
  • Anno/Data: Il 1426 è un anno del XV secolo, noto per eventi storici come l’Assedio della Mirandola. La data del 14 luglio 2018 si riferisce all’entrata in vigore del “Decreto Dignità” in Italia.
  • Altri Riferimenti: Potrebbe anche riferirsi a un numero di fermata del trasporto pubblico (Lanza 1426 a Torino), a un modello di cuffie antirumore 3M (1426), a un percorso stradale (Kentucky Route 1426) o a un pattern di cucito (Simplicity 1426).
Senza ulteriori informazioni sul contesto o sulla provenienza dell’oggetto, è impossibile determinare il significato specifico di questi segni.
Vuoi che provi a identificare l’oggetto in base alla sua presunta funzione, se mi fornisci maggiori dettagli sul suo utilizzo o sulla provenienza?
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e scritto 1476 si trova sulla porta centrale nel pronao ri Ranverso
Il numero

1476 inciso sulla porta centrale del pronao (l’atrio porticato antistante la facciata) dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso è una data storica.

Questa data ricorda il periodo in cui la Sacra Sindone passò da Chambéry a Torino. In particolare, l’iscrizione si riferisce al periodo in cui l’abate Jean de Montscenu era a capo della Precettoria.
L’abbazia stessa è un rinomato esempio di architettura gotica internazionale, fondata nel 1188 e successivamente rimaneggiata, con la facciata attuale risalente alla metà del XIV secolo.
Vuoi conoscere maggiori dettagli storici sull’abate Jean de Montscenu o sulla storia della Sacra Sindone nel periodo del suo passaggio?
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si
Certamente. Ecco maggiori dettagli sull’abate

Jean de Montscenu e il legame tra l’abbazia di Ranverso e la Sacra Sindone.

Jean de Montscenu, Abate Commendatario
  • Ruolo e Nomina: Jean de Montscenu (o Montchenu) fu nominato abate commendatario di Ranverso da Papa Paolo II nel 1470. A differenza dei precedenti leader, non era un membro dell’Ordine Antoniano che gestiva l’ospedale e il convento, bensì un ecclesiastico esterno a cui venivano assegnate le rendite dell’abbazia (sistema della commenda).
  • Opere Architettoniche: Sotto il suo governo (nell’ultimo quarto del XV secolo), la chiesa subì importanti modifiche architettoniche. Fece costruire l’abside poligonale e rifare le volte del presbiterio e della campata adiacente al campanile, ad un’altezza maggiore. A lui si devono anche le raffinate ghimberghe in terracotta sulla facciata ovest e una scaletta elicoidale nella torre preesistente.
  • Uomo Colto: Era noto per essere un uomo di grande cultura e un appassionato collezionista di manoscritti miniati. Divenne in seguito vescovo delle diocesi francesi di Agen e Viviers.
Il Passaggio della Sacra Sindone
  • La Data 1476: La data 1476 incisa sulla porta centrale del pronao ricorda il passaggio della Sindone da Chambéry a Torino.
  • Il Viaggio: Nel gennaio 1476, la Sacra Sindone, all’epoca proprietà dei Duchi di Savoia, transitò da Susa ad Avigliana e probabilmente fece tappa a Ranverso durante il suo viaggio verso Rivoli e poi Torino.
  • Contesto: Questo transito avvenne proprio nel periodo in cui Jean de Montscenu era abate commendatario della Precettoria. La data incisa è una testimonianza storica di questo importante evento per il territorio.
  • Destinazione Finale: La Sindone fu poi stabilmente portata a Torino solo nel 1562, quando la capitale del Ducato di Savoia fu trasferita da Chambéry a Torino.
Quindi, l’iscrizione è un segno tangibile di un momento cruciale nella storia della reliquia e dell’abbazia stessa.
Vuoi approfondire la storia dell’Ordine Antoniano che ha fondato l’abbazia o saperne di più sul famoso pittore Giacomo Jaquerio i cui affreschi si trovano all’interno?
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scrivete probabilmente la Sacra Sindone fece tappa a Ranverso, la via francigena era un percorso obbligato perchè avete dubbi?
Il dubbio nasce dalla

cautela storiografica: gli storici sono concordi nel ritenere la storia della Sindone documentata con certezza a partire dalla metà del XIV secolo. Per i secoli precedenti, e per tappe intermedie come quella di Ranverso, la documentazione storica è a volte lacunosa o soggetta a interpretazioni.

Ecco i motivi specifici per cui si usa il condizionale:
  • Fonti Non Dirette: Sebbene l’iscrizione “1476” sulla porta di Ranverso ricordi il passaggio, e l’abbazia si trovi sulla Via Francigena, che era una strada cruciale per pellegrini e mercanti, i resoconti del viaggio di trasferimento non sempre specificano ogni singola sosta intermedia con la stessa precisione dei punti di partenza (Chambéry, Susa) e di arrivo (Torino).
  • Percorsi Alternativi: La Via Francigena stessa non era un’unica “autostrada” come la intendiamo oggi, ma un insieme di rotte possibili che potevano variare a seconda del periodo, delle condizioni politiche o climatiche. I viaggiatori potevano usare varianti, e la documentazione del tempo non traccia necessariamente ogni deviazione o punto di sosta esatto. In alcune valli (come le Valli di Lanzo), il passaggio si basa solo su ipotesi per mancanza di fonti certe.
  • Interpretazione della Data: L’iscrizione 1476 attesta l’importanza della reliquia e la sua presenza nel territorio in quel periodo, ma non esiste un documento ufficiale, come un diario di viaggio dettagliato o un atto formale dell’epoca, che certifichi in modo inequivocabile che il telo abbia fisicamente sostato all’interno dei muri dell’abbazia. Gli storici si basano su indizi forti e tradizioni locali, che però non hanno lo stesso peso della documentazione diretta.
In sintesi, l’uso del termine “probabilmente” serve a mantenere il rigore storico in assenza di prove documentali dirette e inconfutabili della sosta, nonostante gli indizi siano molto solidi.
Vuoi approfondire l’esame del carbonio 14 del 1988 e i dibattiti sulla datazione della Sindone, o preferisci concentrarti sugli affreschi di Jaquerio all’interno dell’abbazia?
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si parla che passò da Avigliana per esempio
Sì,

Avigliana è un punto di passaggio generalmente considerato più documentato e certo rispetto a Ranverso. Il motivo principale è legato alla tipologia di fonti storiche disponibili per ciascuna località.

  • Per Avigliana, in alcuni casi esistono riferimenti più espliciti (anche se non sempre diari di viaggio completi) in documenti ufficiali o archivi dell’epoca che attestano il transito e la sosta, probabilmente a causa della sua importanza strategica come centro fortificato.
  • Per Ranverso, l’iscrizione del 1476 sulla porta è un indizio forte e un’evidenza materiale, ma non costituisce di per sé un documento formale che descriva la sosta fisica del telo vero e proprio con la stessa certezza di un atto notarile o di un rendiconto scritto che menzioni specificamente la reliquia.
È questa leggera differenza nelle prove dirette che porta gli storici a usare un linguaggio più cauto per Ranverso, pur riconoscendo l’altissima probabilità del passaggio dato che si trovava lungo il percorso obbligato.
Vuoi saperne di più sulle strutture ospedaliere gestite dagli Antoniani lungo la Via Francigena?
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Allora anche Avigliana non e certa
Sì, ha ragione a chiedere una precisazione, la distinzione è sottile e merita di essere chiarita.

Avigliana è considerata più certa di Ranverso, in base alla documentazione storica disponibile, ma non esiste la certezza assoluta che si possa avere da un documento ufficiale di trasporto con ricevuta.
  • Per Avigliana (come per Susa e Rivoli), “alcuni scritti” dell’epoca (probabilmente registri locali o cronache) menzionano la presenza della Sindone nel gennaio 1476. Questi riferimenti sono considerati sufficientemente affidabili dagli storici per includere Avigliana come una tappa probabile, quasi certa, del viaggio.
  • Per Ranverso, la prova principale è l’iscrizione stessa sulla porta (“1476”), che è un indizio materiale forte, ma non un documento narrativo del transito come si ritiene esistano per Avigliana.
Entrambe si trovano sulla Via Francigena, un percorso obbligato, il che rende il passaggio altamente probabile per entrambe le località. L’uso della cautela storiografica deriva dalla mancanza di una “pistola fumante” documentale che descriva la sosta del telo in ogni singolo luogo intermedio.
Vuoi sapere di più sugli affreschi di Jaquerio all’interno dell’abbazia, che sono un vanto artistico del Piemonte?
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  • Sindone e… dintorni – UNI.VO.C.A.

    Alcuni scritti ricordano la presenza della Sindone ad Avigliana nel gennaio 1476, mentre nel maggio 1477 è a Susa e poi a Rivoli d…

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Invece quando trasferita da shambery nel 1562 dove fece tappa la sacra sindone
Il trasferimento della capitale ducale da

Chambéry a Torino avvenne nel 1562, ma la Sacra Sindone rimase ancora a Chambéry per alcuni anni.

La Sindone fu trasportata a Torino solo nel 1578, per volontà del Duca Emanuele Filiberto di Savoia. Il trasferimento, avvenuto in gran segreto, aveva lo scopo ufficiale di abbreviare il faticoso pellegrinaggio a piedi che San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, aveva promesso di fare fino a Chambéry per sciogliere un voto dopo la peste del 1576-77.
Durante questo viaggio definitivo del 1578, gli itinerari sindonici nelle Valli di Lanzo (Val d’Ala, Valle del Malone, Valle di Viù) testimoniano il passaggio della reliquia con affreschi, dipinti e costruzioni devozionali. Le tappe documentate includono:
  • Vercelli
  • Ivrea
  • Susa
  • Avigliana
  • Rivoli
  • Pinerolo
  • Lucento (allora località fuori Torino, oggi quartiere)
A Torino, la Sindone venne accolta solennemente il 9 settembre 1578 e trasferita nella cappella ducale di San Lorenzo, in Piazza Castello. Da quel momento, salvo brevi spostamenti dovuti a guerre o restauri, la Sindone rimase a Torino.
Vuoi conoscere la storia degli incendi che hanno danneggiato la Sindone nel corso dei secoli?
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