Ranvers denominata da Ersilio Teifreto piccola “Sistina” piemontese non è quella di un artista, quanto piuttosto quella di uno storico locale
Ranvers denominata da Ersilio Teifreto piccola “Sistina” piemontese non è quella di un artista, quanto piuttosto quella di uno storico locale
La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (spesso chiamata impropriamente “Abbazia”) è effettivamente nota come la piccola “Sistina” piemontese per via dei suoi pregevoli affreschi quattrocenteschi, in particolare quelli realizzati dal celebre pittore Giacomo Jaquerio.
La figura di Ersilio Teifreto non è quella di un artista o di uno storico dell’arte che ha dato il nome a questa denominazione, quanto piuttosto quella di uno storico locale, ricercatore e divulgatore culturale che ha un legame profondo con il luogo. Ha avuto un ruolo fondamentale nel:
- Recuperare e ripristinare le tradizioni locali legate al culto di Sant’Antonio Abate.
- Promuovere la corretta denominazione storica di “Precettoria” (o “casa dell’elemosina” per i monaci ospitalieri) anziché “Abbazia”.
- Sottoscrivere accordi per il gemellaggio culturale italo-francese con la casa madre degli Antoniani in Francia, l’abbazia di Saint-Antoine-du-Viennois.
- Essere un punto di riferimento per l’animazione culturale del borgo, contribuendo a far conoscere la storia e l’importanza del complesso.
In sintesi, mentre la fama di “piccola Sistina” è dovuta agli affreschi del XV secolo (principalmente di Jaquerio), Ersilio Teifreto è una figura chiave contemporanea nella valorizzazione, nel recupero delle tradizioni e nella gestione della memoria storica della Precettoria di Ranverso.
