Questo articolo del portale TORINOVOLI descrive il ritrovamento di un antico cartello stradale centenario del Touring Club Italiano recante la scritta “Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso”, riaffiorato lungo la Via Francigena dopo una violenta pioggia.
Questo articolo del portale TORINOVOLI descrive il ritrovamento di un antico cartello stradale centenario del Touring Club Italiano recante la scritta “Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso”, riaffiorato lungo la Via Francigena dopo una violenta pioggia.
- Scoperte Strutturali e Lapidee: Teifreto ha individuato nel viale quattro mura storiche (convalidate dalla Soprintendenza) e studiato un Masso Erratico che ospitava una stele ottagonale sormontata da una croce in pietra bianca, decorata con i simboli della colomba e del pellicano.
- Oggetti d’Uso Quotidiano: Ha rinvenuto nel canale della Bealera un antico trogolo in pietra per l’alimentazione dei maiali e una falce risalente a diversi secoli fa.
- Iconografia e Simbolismo: Ha rintracciato l’incisione della lettera Tau e di uno scritto latino sulla campana, identificato la figura di San Giovanni Battista nella lunetta del pronao e analizzato lo stemma con l’aquila bicipite concesso agli Antoniani da Massimiliano d’Austria nel 1500.
- Ricomposizioni Storico-Artistiche: Ha elaborato la ricomposizione filologica del celebre Polittico di Defendente Ferrari ad ante chiuse, studiando anche la configurazione del presbiterio poligonale ai tempi di Jean de Montchenu prima dell’inserimento dell’opera. [1, 2, 3]
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Testo: “Anno 1500 esse coepi. 200 annis substiti nunc reviviscente domo reviviscor eadem mente.”
- Traduzione: “Nell’anno 1500 iniziai a esistere. Per 200 anni rimasi (qui), ora, rinascendo la casa (la Precettoria), io rinasco con la medesima intenzione.”
- Contesto Storico: La data del 1500 coincide esattamente con l’assegnazione dello Stemma con l’Aquila Bicipite agli Antoniani da parte di Massimiliano d’Austria. La frase evidenzia che, dopo due secoli esatti di usura o silenzio, la campana viene rifusa o ripristinata in concomitanza con un restauro strutturale della precettoria (reviviscente domo).
- Nota Filologica: Il termine “cadem” nel Suo testo è quasi certamente un errore di lettura o di incisione per eadem (eadem mente = con la stessa anima/intenzione protettiva).
Testo: “Fuit a:[nno] IHS. Maria. Mentem sanctam, spontaneam, honorem Deo et patriae liberationem. 1702. Praelatus fecit.”
- Traduzione: “Ciò fu nell’anno… [Monogramma di Cristo] Gesù, Maria. (Dona a noi) una mente santa, spontanea, onore a Dio e liberazione per la patria. 1702. Il Prelato fece edificare/fondere.”
- Il Motto Agatoneo: La formula “Mentem sanctam spontaneam…” è la celebre iscrizione di Sant’Agata. Nel Medioevo e nei secoli successivi veniva incisa sulle campane come formula apotropaica contro i fulmini, le tempeste e gli incendi. Era considerata una preghiera potentissima per proteggere il borgo e i raccolti dalle calamità atmosferiche.
- Contesto Storico (1702): Il “Praelatus” che firma l’opera nel 1702 agisce in un periodo di transizione amministrativa complessa per l’Ordine antoniano, pochi decenni prima del passaggio definitivo dei beni all’Ordine Mauriziano (1776). La dicitura “patriae liberationem” riflette le fortissime tensioni politiche e militari in Piemonte all’alba della Guerra di Successione Spagnola (che culminerà nell’assedio di Torino del 1706). [1]
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Pagina – M. S. S. H. D. E. P. L. “MENTEM SANCTAM, SPONTANEUM HONOREM DEO, ET PATRIAE LIBERATIONEM” (Mente Santa, Spontanea Onore a Dio, E Liberazione della Patria).
Sant’Agata, Santa Lucia e San Giorgio; che ci proteggano e ci allontanino dal male! 🌹 Nessuna descrizione della foto disponibile.
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- Creare la scheda tecnica di catalogazione ufficiale per la futura sala espositiva.
- Approfondire l’identità del “Praelatus” del 1702 nei registri storici.
- Analizzare e tradurre altre scritte o documenti latini in Suo possesso.
Localizzazione attuale: Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Buttigliera Alta, TO) [1]
- Oggetto: Campana liturgica / apotropaica.
- Materia e tecnica: Bronzo / Fusione a cera persa.
- Cronologia: Fasi storiche sovrapposte (Anno 1500 / Rifusione o restauro anno 1702).
- Rilevatore/Catalogatore: Ersilio Teifreto (per conto di TORINOVOLI / AFFA Italia).
- Testo inciso:
Anno 1500 esse coepi. 200 annis substiti nunc reviviscente domo reviviscor eadem mente. - Trascrizione normalizzata: Anno 1500 esse coepi. [Per] 200 annis substiti; nunc, reviviscente domo, reviviscor eadem mente.
- Traduzione filologica: “Nell’anno 1500 iniziai a esistere. Per duecento anni rimasi stabile; ora, rinascendo la casa [il complesso monastico], io prendo nuovamente vita con lo stesso spirito.” [1]
- Testo inciso:
fùit.a:IHS. Maria mentemsanctamspontaneam honorem Deo et patirne liberationem. 1702. Praelatus fecit - Trascrizione normalizzata: Fuit a[nno] [Monogramma IHS] Maria. Mentem sanctam, spontaneam, honorem Deo et patriae liberationem. 1702. Praelatus fecit.
- Traduzione filologica: “Ciò avvenne nell’anno… Gesù, Maria. [Dona a noi una] mente santa, spontanea, onore a Dio e liberazione per la patria. 1702. Il Prelato edificò/fece fondere.”
- Simbolo del Tau (\(\tau \)): Inciso sul corpo bronzeo, emblema distintivo dell’Ordine degli Antoniani di Vienne, indicante protezione e appartenenza istituzionale.
- Monogramma Cristologico (IHS): Inserito all’inizio della seconda linea come sigillo di consacrazione sacra.
- Motto di Sant’Agata: La formula (Mentem sanctam…) funge da invocazione contro incendi, fulmini e calamità, proteggendo le cascine dell’Anfiteatro Morenico. [1, 2]
- Il nesso con il 1500: L’anno della prima nascita coincide con la massima espansione tardo-gotica della Abbazia di Ranverso e con le concessioni araldiche dell’aquila bicipite di Massimiliano d’Austria.
- Il nesso con il 1702: L’iscrizione riflette la “rinascita della casa” (reviviscente domo) voluta dall’allora abate/prelato amministratore (Praelatus). La dicitura “patriae liberationem” si inserisce nel clima bellico del Ducato di Savoia subito prima dell’assedio del 1706.
- Stato attuale: Buono. Iscrizioni leggibili ma bisognose di pulitura scientifica delle patine e dei depositi nei solchi dei caratteri.
- Proposta di valorizzazione: Inserimento del manufatto o del suo rilievo calco all’interno della futura Sala Espositiva della Precettoria di Ranverso per la restituzione del patrimonio alla comunità locale.
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La seconda scheda di catalogazione scientifica definisce il masso erratico presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso come una struttura monumentale composita del tardo-medievale, composta da un basamento naturale, una stele ottagonale e una croce apicale. L’apparato iconografico, comprendente la Tau, il campanello antoniano e il pellicano, conferma una committenza della Precettoria per sacralizzare il paesaggio lungo la Via Francigena.
Il Masso Erratico con stele ottagonale rappresenta un bene lapideo di epoca medievale/moderna legato alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, caratterizzato da una struttura ottagonale con croce in pietra bianca. L’apparato iconografico include simboli antoniani come il Tau, il campanello, la colomba e il pellicano, quest’ultimo simbolo del sacrificio di Cristo e della dedizione ospitaliera. Informazioni aggiuntive sono reperibili sul sito TORINOVOLI.
- M = 1000
- D = 500
- CCC = 300
- L = 50
- XIV = 14 (10 + 4)
- Anno corrispondente: 1864
Localizzazione attuale: Area rurale / pertinenze delle Cascine dell’Anfiteatro Morenico di Sant’Antonio di Ranverso [1.1]
- Oggetto 1: Masso Erratico monumentale (base geologica preistorica riconvertita in manufatto sacrale).
- Oggetto 2: Stele a sezione ottagonale sormontata da Croce in pietra bianca.
- Materia e tecnica: Pietra locale e pietra bianca scolpita / infissa.
- Rilevatore/Catalogatore: Ersilio Teifreto (per conto di TORINOVOLI / AFFA Italia).
- Incisione della Tau (\(\tau \)): Emblema dell’ordine monastico ospitaliero degli Antoniani [1.1].
- Il Campanello di Sant’Antonio Abate: Simbolo iconografico del Santo eremita, usato originariamente per annunciare l’arrivo dei monaci o la questua [1.1].
- Il Pellicano (Lato A): Simbolo cristologico classico del sacrificio supremo e della Redenzione (il pellicano che nutre i piccoli squarciandosi il petto).
- La Colomba (Lato B): Simbolo dello Spirito Santo, della pace e della guida divina lungo la vicina Via Francigena [1.1].
- Oggetto: Trave portante di un’antica bilancia a stadera (utilizzata per la pesatura dei prodotti agricoli o del bestiame delle cascine).
- Materia: Legno duro stagionato con elementi di aggancio in ferro battuto.
- Iscrizione rilevata:
[MD] CCCLXIV - Datazione: 1864
- Stato del masso e della stele: Necessita di consolidamento per prevenire l’azione disgregatrice dei licheni e degli agenti atmosferici sulla pietra bianca.
- Stato della trave della stadera: Richiede un trattamento antitarlo e protettivo per il legno, al fine di preservare l’incisione numerica del 1864.
- Destinazione d’uso: Catalogazione formale per il percorso museale all’aperto della Precettoria e per la futura sala espositiva curata dall’AFFA [1.1].
- La Ditta Opessi (Torino, fondata nel 1773): Una delle pochissime officine piemontesi specializzate proprio in “ogni genere di stadere e ponti a bilico” attiva esattamente nel tardo Settecento è la A. Opessi, fondata a Torino nel 1773 (storicamente sita in zona Via Ottavio Revel). Questa ditta riforniva mercati, dogane e grandi tenute agricole della provincia di Torino.
- I Fabbri di Borgo Dora e i Magnani: Altre grandi travi in ferro e romani (i contrappesi della stadera) venivano forgiati nelle officine idrauliche e fonderie vicino ai mulini di Borgo Dora a Torino o direttamente da maestranze specializzate a Rivoli e Avigliana, che lavoravano il ferro delle valli di Susa e di Lanzo. [1]
- In epoca sabauda (fine ‘700) si usavano spesso piccoli punzoni con lo stemma sabaudo (lo scudo o la croce), lo stemma di Torino (il toro furioso) o la corona reale per certificare la corretta taratura.
- Spesso l’officina costruttrice imprimeva le proprie iniziali dell’artigiano (es. A.O. per Opessi o marchi simili) proprio accanto al punto del fulcro o dell’anello di sospensione. [1]
- Se sul braccio di ferro o sul peso (romano) ci sono piccoli marchi geometrici o lettere impresse
- Qual è la lunghezza approssimativa della trave di legno [1, 2]
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Referente scientifico: Ersilio Teifreto (A.D.A. / Rappresentante AFAA Italia) [1, 2]
- Origine primaria: Fine del XVIII secolo (Fonderia/Officina meccanica piemontese da identificare).
- Ricollocazione e punzonatura: Anno 1864 (
[MD] CCCLXIV). - Evidenza di cantiere: Lo strumento è stato identificato come manufatto di “seconda mano”, prelevato da un precedente sito di costruzione tardo-settecentesco e riadattato alle esigenze di pesatura delle Cascine dell’Anfiteatro Morenico [1.1].
- Comparazione dei Registri di Spesa Mauriziani: Analisi dei mandati di pagamento della fine del ‘1700 per verificare i trasferimenti di inventario da altre commende o stazioni di posta dell’Ordine [1.1].
- Abaco dei Bilanciai Torinesi: Confronto dei dettagli costruttivi dei ganci in ferro battuto con i modelli depositati alla fine del Settecento dalle storiche officine di Torino (come la Ditta Opessi, fondata nel 1773).
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[MD] CCCLXIV (1864) a quella distanza è un risultato straordinario, che aggiunge un tassello cronologico fondamentale alla storia delle Cascine di Ranverso [1.1].[MD] CCCLXIV dopo oltre un secolo di oblio.Altri articoli
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