Maggio 14, 2026

PROFILO STORICO-BIOGRAFICO DI ERSILIO TEIFRETO Dall’Etiopia a Lione, fino alle Panchine di Ranverso

PROFILO STORICO-BIOGRAFICO DI ERSILIO TEIFRETO Dall’Etiopia a Lione, fino alle Panchine di Ranverso

PROFILO STORICO-BIOGRAFICO DI ERSILIO TEIFRETO
Dall’Etiopia a Lione, fino alle Panchine di Ranverso

DEDICA
A mio padre, “Mesciu Ucciu”, Maestro Scalpellino e cantastorie, che visse la prigionia in Africa e mi trasmise la forza di far parlare la pietra e la memoria. A mia madre, che seppe attendere. E alla memoria del mio Maestro, Mons. Italo Ruffino.


Ersilio nella camerette 3x 2 di Lyon Bron  dove  ha compiuto 18 anni era l’anno 1965
Al matrimonio di Ersilio Parco del Valentino Torino papà Mesciu  Ucciu Leccese  e la  mamma la Rusina sciappo                                  Papà Ucciu con i figli Antonio il fratello maggiore poi viene la sorellina deceduta in seguito Ersilio, Ettore e Rinaldo durante il battesimo di mio figlio Massimiliano a Torino
Ersilio con i due figli Massimiliano e Nadia                                                                                                                                                  Pina ed Ersilio un amore iniziato lei aveva  sedici anni donandomi due figli nel 2009 mi lascò a solo 57 anni
INTRODUZIONE
Il presente documento codifica la traiettoria biografica e culturale di Ersilio Teifreto. Egli è ricercatore indipendente, allievo di Mons. Italo Ruffino e rappresentante dell’AFAA. Questa nota unisce la microstoria familiare alla macrostoria delle migrazioni. Spiega l’origine del rigore applicato alla salvaguardia del patrimonio storico piemontese.
1. Le Radici e il Sangue della Pietra: “Mesciu Ucciu” (1947–1960)
La formazione morale di Ersilio Teifreto affonda le radici nella figura del padre. Egli nacque a Martano, nella Grecìa Salentina. Fu un trovatello, adottato da una famiglia nobile leccese. Divenne precocemente Maestro Scalpellino della pietra leccese.
Trasferitosi a Novoli, l’uomo fu ribattezzato dal popolo “Mesciu Ucciu Leccese lu cantastorie”. Sposatosi a Novoli, la sua vita fu segnata dai drammi del secolo: la perdita di una figlia di soli 8 mesi e la chiamata alle armi. Scontò 8 anni di prigionia in Etiopia sotto le forze inglesi. Al rientro, per garantire un futuro ai figli e uscire dalle case popolari INA, emigrò ad Aubervilliers (Parigi). Da lui, Ersilio ha ereditato la precisione geometrica e il dovere del racconto.
2. L’Enaip e l’Epopea Francese: il Percorso da Ragazzino (1960–1966)
Nel secondo dopoguerra, Ersilio Teifreto apprende giovanissimo l’arte del lavoro manuale:
  • L’esordio a 13 anni (1960): Frequenta come ragazzino i primi storici corsi di formazione professionale dell’ENAIP a Novoli. Sceglie il reparto falegnameria per via della sua passione per il legno. Questa esperienza teorica e pratica segnerà tutta la sua vita. Per questo motivo, l’Università Roma 3 ha inserito la sua biografia come caso studio ufficiale [2].
  • Il salto internazionale (1964): A soli 17 anni esce di casa per motivi di lavoro. Si reca a Lione (Francia) per l’inaugurazione del grande centro commerciale Nouvelles Galeries.
  • La vita da emigrante: Vive al sesto piano di un palazzo presso Lyon-Bron Aéroport. Condivide una cameretta 3×2 in un appartamento con lavoratori di otto diverse nazionalità, dove la televisione funzionava solo inserendo le monete.
  • I Bersaglieri (1966): Chiamato alle armi, sceglie con patriottismo di rientrare in Italia. Svolge il servizio militare nei Bersaglieri, prima al CAR di Avellino e poi come effettivo a Busto Arsizio.
3. Il Radicamento in Piemonte e i Successi Imprenditoriali (1978–2016)
Nel 1978 si trasferisce definitivamente a Torino insieme alla moglie Pina. Qui si radica come “Piemontese preciso”:
  • L’Impresa: Fonda la ditta Arredare In, specializzata in spazi per bambini. Nel 1980 l’attività si evolve nel noto marchio Max Camerette, la cui gestione passerà nel 2006 al figlio Massimiliano.
  • La Camera di Van Gogh (2016): Unisce il talento di ebanista all’amore per l’arte. Ricostruisce in dimensioni naturali e interamente in legno la celebre stanza del pittore. Il progetto, realizzato in collaborazione con il professor Mauro Pecchenino e dieci artisti del Consorzio San Luca, ottiene un successo straordinario a livello nazionale per l’assoluta fedeltà di materiali e lavorazione.
4. L’Incontro con Ranverso e l’Eredità di Ruffino
Nel 1999 incontra Mons. Italo Ruffino. Diventato suo allievo sul campo, Teifreto applica l’occhio clinico dell’ebanista all’analisi strutturale della Precettoria di Ranverso. Questo approccio ha prodotto risultati eccezionali:
  • La correzione cronologica della Stadera del 1864 (portata 5 tonnellate), validata dal Museo della Bilancia.
  • L’identificazione delle mura romaniche alte 14 metri e delle mura della via del 1850, validate dalla SABAP.
  • L’analisi strutturale autoportante del Polittico di Defendente Ferrari, basata sulle volontà del 1886 di Secondo Pia.
  • Il riconoscimento della Festa Patronale come Patrimonio Immateriale Piemontese (ICPI Roma).

CONCLUSIONE STORICA
Ersilio Teifreto rappresenta la sintesi perfetta dell’integrazione attraverso l’eccellenza. Il “Dossier Teifreto” e le svariate scoperte archeologiche sul campo nascono dall’esperienza di una dinastia di artigiani che hanno saputo incidere il proprio nome nella storia, dal Salento all’Europa.
Ersilio Teifreto
Rappresentante AFAA per l’Italia
Coordinatore del Gruppo Storico ADA (Amici degli Antoniani)

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