Gennaio 14, 2026

Professioni legate al Santo: Fornai, macellai, veterinari e Vigili del Fuoco rappresentano l’eredità sociale della Precettoria. Animali di utilità sociale: Cani per non vedenti, unità cinofile delle Forze dell’Ordine e cani da addestramento porterebbero un valore aggiunto etico alla benedizione, superando il concetto di mera “esposizione agricola

Professioni legate al Santo: Fornai, macellai, veterinari e Vigili del Fuoco rappresentano l’eredità sociale della Precettoria. Animali di utilità sociale: Cani per non vedenti, unità cinofile delle Forze dell’Ordine e cani da addestramento porterebbero un valore aggiunto etico alla benedizione, superando il concetto di mera “esposizione agricola

 

 

 

 

La proposta di evoluzione per la festa di Sant’Antonio di Ranverso del 2026 tocca punti centrali della moderna gestione dei beni culturali immateriali, specialmente in relazione al riconoscimento ottenuto dall’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale).
Evoluzione vs. Consolidamento (Normativa ICPI)
Il riconoscimento dell’ICPI definisce il patrimonio immateriale come un insieme di pratiche che le comunità devono poter “mantenere e ripensare” per garantirne la trasmissione. 
  • Contro la staticità: Per regolamento, un bene immateriale non può rimanere identico a se stesso (“congelato”); deve evolvere per restare vitale per la società contemporanea.
  • Inclusione delle Categorie Protette: Sostituire o affiancare i trattori (mezzi inanimati e ingombranti) con le categorie storicamente e simbolicamente protette dal “Santo del deserto” rifletterebbe meglio l’iconografia di Antonio:
    • Professioni legate al Santo: Fornai, macellai, veterinari e Vigili del Fuoco rappresentano l’eredità sociale della Precettoria.
    • Animali di utilità sociale: Cani per non vedenti, unità cinofile delle Forze dell’Ordine e cani da addestramento porterebbero un valore aggiunto etico alla benedizione, superando il concetto di mera “esposizione agricola”. 
Criticità del “Pranzo Sociale” e Accessibilità
La questione del costo del momento conviviale (citato a circa 40 Euro) solleva un tema di democrazia culturale:
  • Rischio di Monopolio: Se la festa diventa un evento “per pochi”, perde la sua natura di “festa vera e semplice” e di unione per l’identità del borgo.
  • Valorizzazione Pubblica: Secondo le linee guida sulla valorizzazione dei beni culturali, le celebrazioni devono favorire la fruizione collettiva e non essere limitate da barriere economiche che escludano parte della comunità. 
Proposta per il 2026
Per evitare che la festa di Ranverso diventi un evento statico, la direzione suggerita per il 18 gennaio 2026 potrebbe essere: 
  1. Diversificazione del sagrato: Ridurre lo spazio per i mezzi meccanici a favore di rappresentanze delle categorie protette (ambulanze, soccorso alpino, unità cinofile).
  2. Accessibilità: Promuovere momenti conviviali più inclusivi (es. “panini benedetti” o ristori diffusi) per evitare l’immagine di un evento elitario.
  3. Nuovo Format: Integrare le visite guidate già previste (come “Sant’Antonio, il fuoco sacro e gli animali”) con testimonianze dirette di chi oggi svolge le “professioni del Santo”. 
  • Contro la staticità: Per regolamento, un bene immateriale non può rimanere identico a se stesso (“congelato”); deve evolvere per restare vitale per la società contemporanea.
  • Inclusione delle Categorie Protette: Sostituire o affiancare i trattori (mezzi inanimati e ingombranti) con le categorie storicamente e simbolicamente protette dal “Santo del deserto” rifletterebbe meglio l’iconografia di Antonio:
    • Professioni legate al Santo: Fornai, macellai, veterinari e Vigili del Fuoco rappresentano l’eredità sociale della Precettoria.
    • Animali di utilità sociale: Cani per non vedenti, unità cinofile delle Forze dell’Ordine e cani da addestramento porterebbero un valore aggiunto etico alla benedizione, superando il concetto di mera “esposizione agricola”.

 

 

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