Giugno 11, 2026

PARTE II: ARTICOLO GIORNALISTICO IMPRENDITORIALE ED EDUCATIVO Max Camerette Top Level Network

PARTE II: ARTICOLO GIORNALISTICO IMPRENDITORIALE ED EDUCATIVO Max Camerette Top Level Network


PARTE II: ARTICOLO GIORNALISTICO IMPRENDITORIALE ED EDUCATIVO
Dall’Ebanisteria al Design Solidale: L’Epopea Artigiana di Ersilio Teifreto e l’Eccellenza di Max Camerette
Esistono storie imprenditoriali capaci di fondere la fatica del lavoro manuale, l’avanguardia scientifica e l’amore viscerale per l’arte. Quella di Ersilio Teifreto (Classe 1947) e di sua moglie Pina rappresenta un capitolo d’eccellenza assoluta nel panorama del design e dell’arredamento piemontese, un percorso che ha trasformato l’artigianato in una missione sociale ed educativa.
Le Radici del Legno: Da Novoli a Lione (1964)
Tutto inizia a soli 13 anni nel centro di formazione ENAIP di Novoli (Lecce), dove un giovanissimo Ersilio scopre il profumo e la struttura del legno nel reparto falegnameria. È un apprendistato duro, teorico e pratico, che forgia l’occhio e la mano dell’ebanista di razza. Nel 1964, la necessità del lavoro lo spinge all’emigrazione a Lione: la realtà è quella di una minuscola cameretta 3×2 metri al sesto piano, condivisa con altri tre ragazzi di diverse nazionalità, dove persino la TV funzionava inserendo le monete. Quella stagione di sacrifici coincide storicamente con l’apertura delle grandi Nouvelles Galeries di Bron, simbolo di una nascente società dei consumi che Ersilio osserva con gli occhi del lavoratore.
Il traguardo di Torino (1968) e il Cuore Montessoriano di Pina
La svolta decisiva avviene nel 1968: subito dopo aver terminato il servizio militare, Ersilio giunge a Torino. È l’anno del grande fermento industriale e sociale, il momento in cui l’allievo ebanista pianta le sue radici stabili all’ombra della Mole. Nel 1978, forte di un decennio di esperienza sul territorio, fonda insieme alla moglie Pina la realtà di Arredare In, che nel 1980 si evolve nel celebre marchio Max Camerette (oggi brillantemente guidato dal figlio Massimiliano) [Max Camerette].
Sotto l’impulso di Pina, fervida e appassionata montessoriana, l’azienda rifiuta le logiche del mobile standardizzato e diventa il punto di riferimento specializzato nella progettazione di ambienti ergonomici ed ecologici a misura di bambino [Max Camerette]. Applicando il metodo Montessori, le stanze vengono concepite come spazi attivi e autonomi, ricchi di motivi d’interesse. Per garantire la salute dei più piccoli, l’azienda sviluppa il concept della Cameretta Ergonomica e brevetta soluzioni d’avanguardia (come i letti trasformabili con meccanismi scorrevoli della linea “All in One” di Doimo Cityline, privi di guide sul pavimento per azzerare i rischi di infortunio e l’accumulo di allergeni) [Max Camerette]. Il centro si avvale di un team interdisciplinare di fisioterapisti, allergologi, ottici ed ergonomi per combattere i difetti posturali e le tossicità ambientali attraverso la divisione Mobili Ergonomici [Max Camerette].
Questa costante dedizione verso i giovani ha trovato un fondamentale canale formativo alla fine del 2016 con la firma dello storico accordo di Alternanza Scuola-Lavoro sotto la regia dell’Ufficio Scuola e Università dell’Unione Industriali Torino, coordinato da Paola Barbero. Il progetto ha coinvolto una classe Terza del Liceo Scientifico Scienze Applicate con curvatura verso lo Sport “Primo Levi” di Torino, d’intesa con la Dirigente Scolastica Prof.ssa Anna Rosaria Toma, estendendo le attività didattiche sul campo anche alle scuole elementari e medie del territorio coordinate operativamente da Massimiliano Teifreto.
“Grandi Emozioni di Serie A”: Il Progetto Autoportante nato ad Amsterdam
Nel 2016, l’amore comune per l’artigianato artistico genera un progetto culturale senza precedenti. L’idea nasce nel cuore di Ersilio Teifreto durante una visita al celeberrimo Museo Van Gogh di Amsterdam: è lì che, dopo aver conferito e parlato direttamente con il Direttore del Museo, Ersilio riceve l’ispirazione per dare forma tridimensionale al quadro nell’ambito del programma di “Adozione Culturale”. Nasce così la ricostruzione tridimensionale, in dimensioni naturali e con un innovativo sistema autoportante in puro legno, de “La Camera di Vincent Van Gogh ad Arles”.
L’iniziativa, definita da Ersilio come un’esperienza da “grandi emozioni di Serie A”, viene curata nei minimi dettagli e illustrata a livello globale grazie alla prestigiosa collaborazione con il Professor Mauro Pecchenino, stimato docente universitario e consulente internazionale di comunicazione d’impresa integrata. Il Professor Pecchenino coordina la strategia d’immagine del progetto, valorizzando l’opera monumentale eseguita da esperti falegnami con il fondamentale apporto di 9 Artisti del Consorzio Artigiano San Luca per la cultura, l’arte e il restauro di Torino, che garantiscono un’assoluta fedeltà di colori, incastri e materiali.
L’opera si rivela un trionfo totale. I bambini possono finalmente entrare, abitare e giocare dentro il dipinto espressionista. Il successo travalica i confini regionali e consacra Max Camerette al Fuorisalone della Milano Design Week 2017. L’installazione autoportante viene scelta come fulcro espositivo alla prestigiosa Casa Museo Spazio Tadini, aprendo l’evento di design solidale “Nina for the dogs” di Angela Resina a sostegno della tutela degli animali.
Il Riconoscimento del Territorio: Il Salone del Libro e la Chiave a Stella
La responsabilità civile e l’impegno sociale dell’azienda si confermano su molteplici fronti: dallo sviluppo del dispositivo “Web Watch” per la tutela della navigazione internet dei minori, fino alla creazione di spazi di civiltà sul territorio. Nel maggio 2018, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino e in collaborazione con la casa editrice Il Leone Verde di Anita Molino e l’associazione Luna di Latte, Max Camerette progetta e arreda interamente il celebre “Angolo della Poppata / Baby Pit Stop” (Padiglione 5), un’oasi protetta e gratuita per le neo mamme fuori casa. In quel contesto, Ersilio dialoga direttamente con Carolina Montessori, pronipote della pedagogista, suggellando il valore sociale della propria produzione.
Questo percorso, che unisce l’ingegno artigianale alla solidarietà, è valso all’azienda il prestigioso Premio Chiave a Stella, il riconoscimento piemontese ispirato al celeberrimo romanzo di Primo Levi che premia le imprese capaci di generare conoscenza e valorizzare il lavoro umano [Premio Chiave a Stella]. Quella stessa “chiave” geometrica che Primo Levi attribuiva all’orgoglio dell’operaio specializzato Tino Faussone – anch’egli indomito costruttore attivo tra i ghiacci della Russia –, Ersilio Teifreto l’ha usata per tutta la vita: per nobilitare il legno, per proteggere la salute dei bambini e per trasformare il design in un atto d’amore e di civiltà.

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