Ora sta però conoscendo un nuovo periodo di prosperità e ricchezza, mettendo a nudo e mostrando le sue bellezze al resto del mondo.
Ora sta però conoscendo un nuovo periodo di prosperità e ricchezza, mettendo a nudo e mostrando le sue bellezze al resto del mondo.
In passato la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso era uno dei centri più vivaci e vitali della valle. I monaci lavoravano assiduamente e costantemente per mettere la loro opera al servizio dei pellegrini e della comunità. Era una struttura ricca e prospera, in grado di aiutare malati e poveri in difficoltà.
Con il passare dei secoli, il complesso è andato lentamente in decadenza per poi essere quasi del tutto abbandonato.
Ora sta però conoscendo un nuovo periodo di prosperità e ricchezza, mettendo a nudo e mostrando le sue bellezze al resto del mondo.
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Nel contesto della valorizzazione del compendio di Ranverso, opera il gruppo di volontariato A.D.A. (Amici degli Antoniani). L’associazione si pone come obiettivo la salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale del sito, proseguendo l’opera di ricerca storica avviata da Mons. Italo Ruffino.
Le tolleranze medievali: I maestri del 1470 lavoravano con moduli flessibili. I diametri e le altezze dei due pinnacoli originari (sinistro e destro) non erano geometricamente identici; assecondavano le imperfezioni e le spinte dei muri preesistenti della Corsia.
