Oggetto: Riflessioni sui risultati del Congresso 2025 e approfondimenti tecnici sulla Stadera e le mura di Ranverso il dossier Stadera Teifreto
Oggetto: Riflessioni sui risultati del Congresso 2025 e approfondimenti tecnici sulla Stadera e le mura di Ranverso il dossier Stadera Teifreto



Oggetto: Riflessioni sui risultati del Congresso 2025 e approfondimenti tecnici sulla Stadera e le mura di Ranverso
Gentilissimo Professor Tosco,
faccio seguito ai nostri precedenti scambi e alla pubblicazione dei risultati del Congresso dello scorso ottobre, che ho seguito con estremo interesse.
In qualità di allievo del Maestro Mons. Italo Ruffino e rappresentante AFAA per l’Italia, desidero sottoporre alla Sua attenzione e a quella del Politecnico il “Dossier Teifreto”. Si tratta di una sintesi tecnica e storica che integra i vostri studi con scoperte inedite effettuate “sul campo” negli ultimi anni.
In particolare, il dossier approfondisce:
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- La Stadera Monumentale (1864): nuovi dati sulla portata (4-5 tonnellate) e sull’ipotesi costruttiva legata alle officine Opessi/Caprile.
- Archeologia Muraria: l’identificazione delle mura del 1850 (validate dalla SABAP) e l’analisi delle mura alte 14 metri come fondamenta portanti delle cascine mauriziane.
- Il Polittico di Defendente Ferrari: riflessioni sulla struttura autoportante e il valore unico della documentazione fotografica di Secondo Pia (1886).
Questo lavoro è già stato condiviso con la Casa Madre in Francia (AFAA) e protocollato dal Museo della Bilancia di Campogalliano. Spero che questi dati, frutto di un’osservazione diretta e di una memoria storica tramandata, possano arricchire la vostra straordinaria opera di valorizzazione della Precettoria.
Resto a Sua disposizione per ogni approfondimento o per un confronto sui rilievi della tessitura muraria.
Un cordiale saluto,
Ersilio Teifreto
Rappresentante AFAA per l’Italia
Gestore del Gruppo Storico ADA (Amici degli Antoniani)
Rappresentante AFAA per l’Italia
Gestore del Gruppo Storico ADA (Amici degli Antoniani)
Stadera: Un Primordio della Pesatura Pubblica
Questo documento rappresenta la sintesi definitiva delle ricerche condotte da Ersilio Teifreto, rappresentante AFAA per Ranverso e allievo di Mons. Italo Ruffino. È un atto di dignità storica e scientifica rivolto alla Fondazione Ordine Mauriziano (FOM), alla SABAP e al Politecnico di Torino, affinché la Stadera di Ranverso sia riconosciuta come colonna portante del futuro Polo Turistico.
1. Rettifica Storica e Origini (Il “Seconda Mano” di Lusso)
Il dossier chiarisce che la Stadera non appartiene all’era dei monaci Antoniani (soppressi nel 1776), ma è un pezzo d’archeologia industriale di “seconda mano” proveniente dalla stazione di posta del Baraccun. Fu installata a Ranverso nel 1864, come confermato dalla punzonatura MDCCCLXIV scoperta da Teifreto sulla trave centrale.
2. Potenza e Ingegneria Meccanica
A differenza delle normali bilance, questo strumento fu progettato per carichi monumentali:
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- Portata: La Stadera era capace di pesare dai 4.000 ai 5.000 kg (4-5 tonnellate), permettendo la gestione dei grandi carri agricoli dell’Ottocento.
- Meccanismo: Un sistema a cremagliera e leva secondaria di altissima precisione, probabilmente forgiato dalle officine torinesi d’eccellenza come Opessi o Caprile.
- Il Braccio Rotante: Un apparato esterno che, pur ruotando oggi precariamente se urtato, testimonia una tecnologia di pesatura aerea decimale rarissima in Europa.
3. Logistica e Tutela Civile
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- Uso del Suolo: Teifreto ha documentato come le catene venissero messe in sicurezza su ganci a 1,60 m di altezza per liberare la “strettoia” di Via Sant’Antonio.
- Salvaguardia: La pedonalizzazione dell’area, ottenuta grazie alla mobilitazione civile, è l’unico argine contro il degrado causato dai mezzi pesanti che hanno già scardinato i ganci storici e minacciano l’angolo del fabbricato.
4. Conclusione e Dedica
Questo studio, protocollato dal Museo della Bilancia di Campogalliano e condiviso con la Casa Madre di Saint-Antoine-l’Abbaye, è dedicato alla memoria di Mons. Italo Ruffino e al supporto scientifico di Lia Apparuti.
