Agosto 21, 2023

Non risultano importanti conflitti con S. Antonio di Ranverso, le cui proprietà – non sottoposte a carichi fiscali, ma inserite nei confini di Buttigliera – si sono sviluppate nella zona settentrionale e orientale del comune e che in età moderna è strutturato come Commenda con propri confini (vedi A.S.T., Carta in misura delle valli di Susa e Bardonecchia, secolo XVIII) fino alla soppressione dell’ordine antoniano, i cui beni saranno incorporati dall’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano).

Non risultano importanti conflitti con S. Antonio di Ranverso, le cui proprietà – non sottoposte a carichi fiscali, ma inserite nei confini di Buttigliera – si sono sviluppate nella zona settentrionale e orientale del comune e che in età moderna è strutturato come Commenda con propri confini (vedi A.S.T., Carta in misura delle valli di Susa e Bardonecchia, secolo XVIII) fino alla soppressione dell’ordine antoniano, i cui beni saranno incorporati dall’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano).

↓ Premi per utilità

Form di ricerca

CERCA

Ricerca Parametrica

Tu sei qui

Home » Torino » Buttigliera Alta

Buttigliera Alta

AutoriGherner, Ugo
Anno Compilazione1996
Anno RevisioneVERSIONE PROVVISORIA
ProvinciaTorino.
Area storicaBassa Valsusa.
Abitanti6605 (ISTAT 1991).
Estensioneha 525 (ISTAT 1991), 657 (SITA 1991).
ConfiniIl territorio di Buttigliera Alta è delimitato a nord dalla Dora Riparia, che lo separa dai territori di Avigliana e Caselette; a sud dal crinale della collina che separa la valle di Susa da quella del Sangone e che costituisce il confine con Reano; a est e a ovest due linee pressoché rette congiungono, con andamento nord-sud, tali confini naturali, separando il territorio di Buttigliera Alta rispettivamente da Rosta e da Avigliana.
FrazioniFerriera, S. Antonio di Ranverso.
Toponimo storicoRisultato dello scorporo da Avigliana.., nel 1619, dei tre nuclei demici di Buttigliera, Uriola (denominazioni di origine tardomedievale: vedi gli Statuti di Avigliana) e Case Nicola, il territorio corrispondente all’attuale comune è prevalentemente indicato come «Butigliera e Uriola» nella documentazione sei-settecentesca. Il nucleo di Buttigliera è talvolta accompagnato dalla dizione «di Susa» per indicare la più vasta area di appartenenza, talaltra da quella «di Avigliana»,non solo a indicare la vicinanza geografica, ma anche come residuo della passata appartenenza a quel comune; l’ufficializzazione del toponimo attuale risale al 1862 (R.D. del 21 dicembre).
DiocesiTorino.
PieveNei secoli centrali del medioevo, la zona corrispondente all’attuale comune fa parte del territorio sottoposto alla pieve di S. Maria di Avigliana (nel borgo vecchio), poi priorato dipendente dalla Prevostura di Oulx (conferma papale del 1156, CASIRAGHI, La diocesi di Torino nel medioevo. Torino 1979 (B.S.S. 196), pp. 63 sgg., pertinente alla diocesi di Torino. Documentata in età tardomedievale e moderna la dipendenza della chiesa di S. Marco, situata nel borgo di Buttigliera, da quella di S. Giovanni nel borgo nuovo di Avigliana, che era stata eretta in parrocchia nel 1324, dipendente dalla Prevostura del Moncenisio e non sottoposta (attestazione del 1366, CASIRAGHI, La diocesi di Torino cit. p. 102) all’autorità della pieve aviglianese.; nel 1595 è autorizzata l’erezione di S. Marco in parrocchia (A. Arciv. Torino, 7.1.9, Visita pastorale Broglia).
Altre Presenze EcclesiasticheDiffusa presenza patrimoniale, dalla fine del secolo XII, di S. Antonio di Ranverso, in età moderna strutturata in Comanderia e, dalla soppressione dell’ordine antoniano nel 1776, passata all’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Lungo la Dora, in località Desertis, diritti mulini, battitoio, ripatico) di S. Michele della Chiusa, che nel 1218 ne investe S. Antonio di Ranverso (CANCIAN, CASIRAGHI 1993, p. 178; Archivio di Stato di TORINO >Sezioni Riunite > Prefettura di Torino > Atti amministrativi > Versamento 2001 > Culti > Buttigliera Alta fraz. Ferriera ; Sezioni Riunite > Prefettura di Torino > Atti amministrativi > Versamento 2001 > Culti > Buttigliera Alta; Sezioni Riunite > Ordine di Malta > Commenda di Buttigliera; Archivio di Stato di TORINO > Materie ecclesiastiche > Abbazie > Ranverso Sant’Antonio).
Luoghi ScomparsiLizascum, villa Sancti Columbani.
Comunità, origine, funzionamentoIn età tardomedievale e moderna «borghi» di Avigliana (vedi Statuti di Avigliana), Buttigliera, Uriola e Case Nicola se ne distaccano all’inizio del secolo XVII, in seguito allo scorporo dei «luoghi e pertinenze di “Butigliera, Uriola et Case di Nicola» dal «patrimonio» dei duchi di Savoia e «dal mandamento et giudicatura di Avigliana», al fine di una loro vendita e infeudazione a Giovanni Carron, segretario ducale (1619: Archivio Carron, fald. 19, edito, in M.P. RUFFINO (a cura di), Un paese di carte. La nascita del Comune e della Parrocchia di Buttigliera Alta nei documenti degli archivi storici. Condove. 1995, pp. 82 sgg.).
Il territorio del nuovo comune (vedi Confini) viene «ritagliato» all’interno del territorio aviglianese, seguendo, a nord e a sud, i confini naturali del comune di Avigliana (la Dora e il crinale della collina morenica fra la valle di Susa e la val Sangone), verso est i confini con Rivoli (attualmente Rosta) e verso ovest lungo una linea pressoché retta, che congiunge i confini naturali sud e nord separando da Avigliana la zona di più fitta presenza patrimoniale degli abitanti del nuovo comune. Viene inglobata una porzione del territorio di S. Antonio di Ranverso (esteso anche sul territorio di comuni limitrofi), e che appare nettamente distinto, con propri confini, che seguono i contorni delle proprietà ancora nella cartografia di metà Settecento (A.S.T., Corte, Carte topografiche per A e B, Susa, n. 3/VI, Carta in misura delle valli di Susa e di Bardonnèche, sec. XVIII).
Negli anni immediatamente precedenti, emergono come elementi di spinta verso l’autonomia amministrativa l’insoddisfazione dei futuri Buttiglieresi per la ripartizione dei carichi fiscali, la qualità della presenza dei rappresentanti dei due borghi (il terzo, Case Nicola, è demicamente meno importante e, sembra di capire, rappresentato da Buttigliera negli organismi comunali aviglianesi) e, più in generale, il peso dei futuri Buttiglieresi nelle decisioni comunali. Un primo sbocco è rappresentato dall’erezione in parrocchia della locale chiesa di S. Marco, favorita dalle gerarchie ecclesiastiche, che si fanno interpreti della volontà in tal senso delia maggoranza della popolazione. Istanze di separazione vengono avanzate nei primi anni dei secolo XVII, ma ottengono risposte contraddittorie da parte del duca.
     L’elemento decisivo è la vendita, e la successiva infeudazione, a Giovanni Carron, segretario ducale sabaudo. La comunità è giuridicamente costituita al momento della presa di possesso del feudo (2 maggio 1619; Arch. Carron, fald. 19) da parte del delegato di Giovanni Carron, il quale nomina il Podestà e giusdicente di quei luoghi; gli uomini delle tre borgate nominano i sindaci, i consiglieri e gli altri ufficiali della comunità e i capi di casa si riuniscono nella chiesa parrocchiale di Buttigliera per il giuramento di fedeltà al nuovo signore. Negli anni immediatamente successivi (1619, 1622), si procede alla delimitazione territoriale e alla separazione dal Registro di Avigliana (1622; A.S.T., Provincia di Susa, Avigliana, m. 4; A.S.T., Patenti ducali, reg. 38; Arch. Carron, Fald. 18. Si veda anche: Archivio di Stato di TORINO, Sezioni Riunite > Archivi notarili > Atti dei notai della tappa di Torino > Primo versamento > Notai diversi > Libro della comunità di Buttigliera). Nel 1648 l’ormai conte Carron (A.S.T., Patenti ducali, Reg. 55) ottiene il diritto di eleggere i andaci (A .C .Buttigliera Alta, Ordinati., fasc. I). Nei medesimi anni, il Carron ottiene il giuspatronato sulla parrocchiale (Arch. parrocchiale di Buttigliera, documenti vari 1620-1770, edito, in M.P. RUFFINO (a cura di). Un paese di carte cit. pp. 71 sgg.).
StatutiNon vi sono Statuti, ma Bandi campestri (emessi da Giuseppe Gaetano Carron, marchese di San Tomrnaso e di Avigliana, conte di Buttigliera e di Rosta per Avigliana, Buttigliera, Rosta; approvazione da parte del Senato del 1725, agosto 17).
CatastiData la nascita relativamente recente del comune, nel locale A. Storico Comunale di Buttigliera Alta. non sono conservati Catasti [Archivio di Stato di TORINO >Sezioni Riunite > Catasti > Catasto sabaudo > Allegato I. Libri delle misure generali e degli estimi delle province del Piemonte > Circondario di Susa > Mandamento di Avigliana > ButtiglieraSezioni Riunite > Catasti > Catasto francese > Allegato A. Mappe del catasto francese > Circondario di Susa > Mandamento di Avigliana > ButtiglieraSezioni Riunite > Catasti > Catasto francese > Allegato B. Mappe parcellari francesi > Circondario di Susa > Mandamento di Avigliana > ButtiglieraSezioni Riunite > Catasti > Catasto francese > Allegato H. Calcoli trigonometrici, lucidi di mappe ed altra documentazione preparatoria del catasto francese > Dipartimento di Po > Circondario di Susa > Buttigliera; Sezioni Riunite > Catasti > Catasto francese > Allegato G. Sommarioni ed altri documenti relativi all’estimo ed alla misura > Circondario di Susa > Buttigliera; Sezioni Riunite > Catasti > Catasto Rabbini > Circondario di Susa > Registri e atti diversi > ButtiglieraSezioni Riunite > Catasti > Catasto Rabbini > Circondario di Susa > Mappe, reti poligonali e linee territoriali > ButtiglieraArchivio di Stato di TORINO > Carte topografiche e disegni > Carte topografiche serie III > Buttigliera; Archivio di Stato di TORINO > Carte topografiche e disegni > Carte topografiche segrete > Buttigliera 19 A I Rosso; Archivio di Stato di TORINO > Carte topografiche e disegni > Carte topografiche per A e per B > Buttigliera].
OrdinatiLa serie degli Ordinati parte dal 1633.
Dipendenze nel MedioevoIl territorio di Avigliana, di cui fa parte quello di Buttigliera, è all’interno delcompreso nel comitato carolingio di Torino. Fra IX e X secolo è compreso nella vasta marca di Ivrea; quando questa è smembrata in marche di dimensioni inferiori, a metà del secolo X, entra a far parte della marca di Torino, governata ereditariamente dagli Arduinici. Il marchese Olderico Manfredi ebbe dall’imperatore Ottone III la concessione dell’immunità sulle ricchezze fondiarie della famiglia, che si estendevano anche sul territorio aviglianese, e probabilmente in questo periodo gli Arduinici fecero erigere il castello sul monte Pezzulano. Tenuta saldamente in mano dall’arduinica Adelaide fino alla morte, dal 1091 la marca si disgregò e la zona fra S. Ambrogio e Torino fu teatro di contese fra il vescovo torinese – che mirava alla costruzione di un principato vescovile di cui Rivoli, saldamente in mano all’episcopio torinese, era l’avamposto verso la valle di Susa – e gli Urnbertini, conti di Moriana-Savoia, che controllavano il valico del Moncenisio e la media valle di Susa fino a S. Ambrogio.
Nel secolo XII la zona aviglianese fu prevalentemente e via via più saldamente sotto il controllo dei co nti sabaudi, diventando il centro propulsore della loro espansione verso la pianura, attuata anche attraverso un’attenta politica stradale, di cui fu espressione la protezione accordata, dalla fine del secolo XII, alla precettoria di S. Antonio di Ranverso, in territorio di Buttigliera, sulla strada di Francia. Nel 1235 Amedeo IV concedeva al fratello i suoi .possessi «da Avigliana in giù» e nel medesimo anno firmava una pace con i Torinesi, nella quale chiedeva che il vescovo di Torino non accampasse diritti su Avigliana. Nella seconda metà del secolo XIII, dopo l’acquisizione del controllo di Rivoli nel 1247, il potere sabaudo si estende fino a Torino e nella zona aviglianese è stabilmente operante una delle castellanie – di cui fa parte anche Buttigliera – in cui si articola localmente il potere dei conti, e poi duchi, sabaudi.
FeudoDominio immediato dei duchi di Savoia in quanto parte del territorio aviglianese, il feudo di Buttigliera, Uriola e Case Nicola nel 1619 è infeudato ai Carron (Lettera patente di infeudazione, 25 aprile 1619, Arch. Carron, fald. 19); nel 1631 è eretto in contado (A.S.T., Patenti ducali, Reg. 55), nel 1650 in marchesato (A. MANNO, Patriziato subalpino, s.v. Carron).
Mutamenti di distrettuazioneProvincia di Susa (istituita dal duca di Savoia Carlo Emanuele I nel 1621).
Mutamenti TerritorialiDall’istituzione del Comune, per scorporo dal territorio di Avigliana, non avvengono mutamenti duraturi.
ComunanzeTerre di proprietà dell’Ordine Mauriziano nel territorio di Buttigliera Alta soggette a servitù di pascolo a favore della comunità di Buttigliera per circa 23 ettari in regioni Praia del Molino, Flamberto,Madonna dei Boschi (C.U.C., Provincia di Torino, Buttigliera Alta). 1837: Transazione per regolare i diritti di pascolo su terre dell’Ordine Mauriziano spettanti agli abitanti di Buttigliera Alta (1. cit). 1925: Affrancamento dei terreni di uso civico mediante il pagamento di lire 4.000 al comune da parte dei proprietari (1. cit.). Terre utilizzabili come bosco e pascolo dal comune di Rivoli in Buttigliera: ettari 36 [C.U.C., Provincia di Torino, Rivoli].
Liti Territoriali1604-1622: Lite fra Buttigliera e Avigliana (A.S.T. Corte, Paesi per A e B, rn. 54, Buttigliera) (vedi testo).
1719: Le comunità di Rivoli, Buttigliera, Rosta, Rivera, S. Mauro, Avigliana, l’abbazia di Camerletto e la Certosa di Collegno sono diffidate a farsi rappresentare in occasione della misura delle proprietà della Comanderia di Ranverso (A.S.T., Corte, Regolari certosini, Mombracco, serie 3, voll. 10, cit. in F.S. PROVANA DI COLLEGNO, Notizie e documenti d’alcune certose del Piemonte. I, Torino 1594, II, Torino 1900, II, p. 169).
I lavori seguiti alla Perequazione del 1731 portano a controversie per l’attribuzione di porzioni di territorio con Reano (21 giornate di bosco attribuite a Reano), con Rosta (63 e 540 – oppure 567, secondo le dichiarazioni dei due comuni – giornate attribuite a Rosta) (A.S.T., Camerale, II Archiviaz., capo 21, n. 101).
FontiA.A.T. (Archivio Arcivescovile di Torino).
A.A.T., 7.1.9, Visita pastorale Broglia.A.C.B. (Archivio Storico del Comune di Buttigliera Alta).
     Rriordinato nel 1998.A.C.F. , Arch. privato Carron presso la Fonda.
     Probabilmente utile, ma non consultato.A.C.V. (Archivio. Privato Carron presso Villa San Tommaso, Buttigliera Alta).
     Sono stati usati alcuni documenti – in genere copie di atti giacenti presso 1’A.S.T. – editi in Ruffino 1995.A.S.T. (Archivio di Stato di Torino).
A.S.T., Corte, Paese per A e B;
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche segrete, Borgonio B 1 Nero, Mazzo 1, “CARTA COROGRAFICA / DEGLI / Stati di S.M. il Re di SARDEGNA / data in luce / dall’Ingegnere / BORGONIO / nel 1683 / corretta ed accresciuta / nell’anno 1772”. Borgonio (Ingegnere) [Stagnon 1772] Carta corografica degli Stati di terraferma di S.M. il Re di Sardegna. Copie 2 una in fol. 17, compresa la tabella di riunione; colla divisione per governi e la seconda composta di fol. 16 colla divisione della Provincia ed un’altra copia in 4 fol. (Manca la copia composta di fogli 16). (Note: Sul verso: “Carta III. / continente il Marchesato di Susa, il Contado di / Nizza, e le Provincie di Pinerolo, e Cuneo, con la maggior / parte di quella di Torino, piccola parte delle rispettive / Provincie di Moriena, Ivrea, Alba, Mondovì, e / Principato d’Oneglia, con le Frontiere di Francia / e parte della Provenza, il Principato di Monaco, e / piccola parte del Genovesato”. L’originale seicentesco dal titolo “Carta generale de’ Stati di Sua Altezza Reale” fu disegnato da Tommaso Borgonio ed inciso da Giovanni Maria Belgrano. Per l’edizione settecentesca qui conservata vennero aggiunti alcuni fogli raffiguranti i paesi di nuovo acquisto incisi da Stagnone su disegni di Castellino, Galletti e Boasso e vennero anche apportate alcune modifiche ai fogli disegnati dal Borgonio. Cfr. anche Carte Topografiche per A e B, PIEMONTE, n. 23 e Carte Topografiche Segrete, BORGONIO B 5 nero), Foglio 3, 1772, . Vedi mappa.
A.S.T., Camerale, II Archiviaz., Perequazione del Piemonte, capo 21;
A.S.T., Camerale, Carte topografiche per A e B, Susa;B.R.T. (Biblioteca Reale di Torino).
B.R.T., ms. Storia patria. Relazioni degli intendenti, secolo XVIII.C.U.C. (Commissariato per la Liquidazione degli Usi Civici, Torino).
C.U.C., Provincia di Torino, Rivoli.
BibliografiaBARRAJA E., Ranverso. s.l.a.BERTEA C., NIGRA C,. S. Antonio di Ranverso ed Avigliana. in «Società piemontese di Archeologia e belle arti», 1923CANCIAN P., CASIRAGHI G., Vicende, dipendenze e documenti dell’abbazia di S. Michele della Chiusa. Torino 1993 (B.S.S. 210)CASIRAGHI G., La collegiata di S. Maria della Stella: capacità di rinnovamento dell’organizzazione ecclesiastica a Rivoli nel tardo medioevo. in «B.S.B.S.» LXXXI (1963), pp. 30- 111CASIRAGHI G., La diocesi di Torino nel medioevo, Torino 1979CLARETTA G., Notizie sulla più antica carta di franchigia e sui principali statuti dei conti di Savoia accordati al comune di Avigliana. in «Atti dell’Accademia delle scienze di Torino», 1874CROSETTO A., DONZELLI C., WATAGHIN C., Per una carta archeologica della valle di Susa. in «B.S.B.S.» 79 (198I), pp. 355-412DEMOTZ B., La géographie administrative médiévale; l’exemple du comté de Savoie (début XIIIe-début XIVe siècles). «Le moyen âge», 50 (1974)DOSIO R., Ferriera. Una fabbrica un paese. Da Vandel ad Agnelli. Industria lavoro e vita nella bassa valle di Susa. Torino 1965GHERNER U., NESTA P. , PATRIA L., Avigliana medievale: dal castello ai borghi, in 10 anni di palio ad Avigliana. Avigliana s.a. [ 199I], pp. 4-16GHERNER U., Un professionista, funzionario del Duecento: Broco notaio di Avigliana. in «BSBS» LXXXV (1967), pp. 387-443I primi passi. Note storiche su Buttigliera Alta, s.l.a.PARI F., La torre della Bicocca, castello di Buttigliera Alta (Valle di Susa e la borgata Malan nel contesto dell’antico sistema viario della valle, in «Segusium», 22 (1986), pp. 79-100PATRIA L., Da villaggio a città. Rivoli nella storia dell’Ancien régime alpino. in Rivoli. Guida agli itinerari turistici. La storia, i monumenti, il castello, il Museo della Stampa. Torino 1992, pp. 1-33F.S. PROVANA DI COLLEGNO, Notizie e documenti d’alcune certose del Piemonte. I, Torino 1594, II, Torino 1900, II, p. 169RUFFINO I., Le origini della precettoria antoniana di Ranverso (Torino). in «B.S.B.S.», 1952RUFFINO I., Le prime fondazio ni ospedaliere in Alta Italia. in Monasteri in Alta Italia dopo le invasioni saracene e magiare (sec. X-XII) (Relazioni e comunicazioni presentate al XXXII Congresso storico subalpino, III Convegno di storia della Chiesa in Italia., Torino 1966, pp. 541-570RUFFINO M.P., (a cura di), Un paese di carte. La nascita del Comune e della Parrocchia di Buttigliera Alta nei documenti degli archivi storici. Condove, 1995SERGI G., I confini del potere. Marche e signorie fra due regni medievali. Torino 1995SERGI G., Potere e territorio lungo la strada di Francia. Da Chambéry a Torino fra X e XIII secolo. Napoli 1981
Descrizione ComuneButtigliera AltaSulla formazione del territorio di Buttigliera Alta agiscono in modo determinante, sia in età romana sia in età medievale – e per alcuni aspetti anche oltre -, l’assetto politico e quello viario, strettamente connessi. Il territorio di Buttigliera Alta è infatti situato lungo la via delle Gallie, che si sviluppa sulla sponda destra della Dora dalla pianura torinese verso Rivoli e che, proprio nel territorio dell’attuale comune di Buttigliera Alta, ha un importante snodo viario, in cui avviene il passaggio alla sponda sinistra per raggiungere, in località Malan (Drubiaglio, frazione di Avigliana), il limes fra la Regio I e il regno coziano.
     In quello snodo viario doveva esistere un ponte, scomparso in età alto medievale e sostituito in piena età medievale da un traghetto e/o un ponte di barche, poi da una passerella, attestata, pur con soluzioni di continuità, fino ai primi decenni del secolo XX, che metteva in comunicazione l’area di S. Antonio di Ranverso/Buttigliera con Milanere/Almese e Camerletto/Caselette.
     Sembra plausibile l’ipotesi che l’insediamento di S. Antonio di Ranverso, negli ultimi anni del secolo XII, di S. Antonio di Ranverso sia avvenuto su tale antico nucleo stradale romano. L’andamento viario di età romana sarà uno dei fattori dello sviluppo del territorio comunale di Rivoli anche sulla sponda sinistra della Dora, nella zona alle falde del Musiné (vedi schede Rivoli Caselette, Almese), dove confina, in modo spesso conflittuale, con il territorio di Avigliana (CROSETTO A., DONZELLI C., WATAGHIN C. 1981; Avigliana. Città di arte e di storia 1996; PATRIA 1992; SERGI 1981; CASIRAGHI 1983; PARI 1986; DOSIO 1985).
     In età medievale avviene un mutamento dell’assetto viario della zona, con il prevalere del percorso sulla sponda destra della Dora – lungo la Via Francigena, che in quel tratto assume la denominazione di Via publica Rippolarum, o anche di Via Fura, a indicarne la pericolosità -, che esalta la funzione stradale di Avigliana, in prossimità della quale avviene ora preferentemente il passaggio alla sponda sinistra della Dora.
     La zona aviglianese, allo sbocco in pianura della valle di Susa, è il centro di un importante sistema viario in cui l’asse della Via Francigena è intersecato dalla Via Levata, che conduce a Pinerolo, Piossasco e la valle Sangone, dal Caminum Collis Lycii, che, attraverso Almese e Col S. Giovanni, porta alle valli di Lanzo; dalla Strata Vercellensis, che, all’altezza di S. Antonio di Ranverso – come si è detto grazie a un traghetto -, conduce a Caselette e, di lì, alla pianura, senza transitare per Torino (Avigliana. Città di arte e di storia, 1996).
     All’interno della marca arduinica, dalla metà dei secolo X alla morte di Adelaide nel 1091, la zona fra S. Ambrogio e Rivoli è teatro di contesa fra i vescovi di Torino, che controllavano Rivoli e i conti di Moriana-Savoia, che riuscirono a controllare in modo sempre più sicuro Avigliana nel corso del secolo XII. Il favore accordato dai conti di Savoia ad Avigliana – ne è un segno la data molto precoce per i domìni sabaudi valsusini, il 1139, di una discussa carta di franchigia giuntaci in una copia molto tarda: v. CLARETTA 1874 – e l’impianto di una castellania pienamente funzionante dalla metà del secolo XIII (DEMOTZ 1974, GHERNER 1987} significano per Avigliana un notevole sviluppo anche demografico con il lento decadere del borgo vecchio, il prevalere della nuova parrocchiale di S. Giovanni sull’antica plebe mariana, l’addensarsi dell’insediamento alle falde del monte Pezzulano, su cui sorge il castello di probabile origine arduinica, la nascita e lo sviluppo di borghi al di fuori della cinta murata cittadina (GHERNER, NESTA, PATRIA 1991).
     Lo sviluppo di Buttigliera e Uriola, attestati dagli statuti tardomedievali di Avigliana come «borghi», si inserisce in tale processo, con caratteristiche di stabilità insediativa che sono riscontrabili dalla presenza, nel secolo XVII, di numerose famiglie già attestate in età tardomedievale (Primi passi). Indice del collegamento fra lo sviluppo del centro di Buttigliera e l’espansione urbanistica di Avigliana è l’appartenenza della cappella – poi parrocchiale – di S. Marco alla cura di S. Giovanni, che dal 1324 sostituisce S. Pietro di Fologna nelle funzioni parrocchiali a scapito dell’antica pieve mariana e la cui istituzione è probabilmente un’iniziativa delle magistrature comunali aviglianesi (Avigliana. Città d’arte 1996).
     L’attuale territorio di Buttigliera costituisce in età medievale la parte orientale del territorio di Avigliana e ne segue le sorti fino al distacco come comune autonomo all’inizio del secolo XVII. La protezione accordata alla precettoria di S. Antonio di Ranverso – al limite del territorio aviglianese e in corrispondenza del passaggio alla sponda sinistra delia Dora e quindi della strata Vercellensis – fa del territorio che farà parte del comune di Buttigliera un sicuro confine con il territorio di Rivoli (attualmente Rosta) e manterrà, fino alla soppressione dell’ordine antoniano nel 1776, e anche oltre, con il passaggio all’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, una propria fisionomia distinta dal comune di Avigliana e poi di Buttigliera, pur rientrando nei loro confini.
     Dalle vicende che portarono, fra gli ultimi anni del secolo XVII e i primi del successivo, al distacco delle comunità di Buttigliera, Uriola e case Nicola dal comune di Avigliana emergono con chiarezza alcuni elementi determinanti: la separazione geografica dei tre centri da quello aviglianese; la condizione di subordinazione delle popolazioni dei tre borghi rispetto al centro di Avigliana per quanto riguarda sia la ripartizione dei carichi fiscali sia la qualità e il peso della rappresentanza dei tre borghi nelle strutture amministrative comunali; l’aggregazione della comunità avvenuta intorno all’erezione della parocchiale; la convergenza fra le aspirazioni della comunità e quelle delle gerarchle ecclesiastiche; le necessità finanziarie del ducato, che portano allo scorporo da Avigliana e alla vendita del feudo. E’ raramente menzionato, nella documentazione di questi anni, il nucleo dernico di Case Nicola, i cui membri sono tuttavia presenti nelle varie fasi della vicenda (si vedano gli elenchi dei capi di casa): evidentemente il piccolo nucleo veniva sentito dagli abitanti come un tutt’uno con Buttigliera, mentre era necessaria la specificazione, della sua esistenza quando si trattava di descrivere il territorio, come avviene nelle patenti di infeudazione.
     Dalla fine del secolo XVI, si fa strada nelle gerarchle ecclesiastiche la necessità dell’erezione in parrocchia della chiesa buttiglierese di S. Marco e Sebastiano, motivata sia dalla distanza – «unum bonum milliarem»; «trabuchi mille cento» – dalla chiesa di S. Giovanni di Avigliana (che esercita la cura d’anime per un’area di un miglio e mezzo al di là delle mura cittadine) sia .dal numero di anime, circa quattrocento, esclusi bam bini e minori (A. Arciv. Torino, 7.1.4., 7.1.5, Visita apostolica Peruzzi, 1584). Qualche anno più tardi, la chiesa è officiata «pro commoditate populi» da un sacerdote della cura di S. Giovanni per quanto riguarda la comunione e l’estrema unzione, mentre gli altri sacramenti sono amministrati nella chiesa di S. Giovanni e le sepolture avvengono nel cimitero di S. Pietro, unito come cura a S. Giovanni (A. Arciv. Torino, 7.1.9, Visita apostolica Broglia, 1595). La chiesa di S. Marco, situata nel borgo di Buttigliera, rappresenta un luogo di aggregazione anche della comunità di Uriola: ciò è confermato dall’esistenza in S. Marco di un altare delle famiglie Rossi e Aschieri «ac aliorum de Burgo Urioliae» (1. cit).
     Mons. Broglia constata che la maggioranza della popolazione desidera che la chiesa sia eretta in parrocchiale, ordina un’inchiesta sull’argomento che da esito positivo e, l’anno successivo, alla presenza del podestà di Avigliana, tutti i capi di casa di Buttigliera e Uriola si riuniscono nella chiesa di S. Marco per istituire la dote della parrocchia (Arch. Carron, fald. 16), che viene eretta nel 1597, con riserva di giuspatronato da parte della comunità. Seguono poi la nomina del vicario e del parroco (1604 e 1605, l. cit).
     L’erezione di S. Marco in parrocchia fa nascere una lite sui diritti di decimazione fra S. Giovanni di Avigliana e la nuova parrocchia: la lite si trascina per una ventina d’anni ed è risolta nel 1624 a favore di S. Giovanni (Sentenza del Nunzio apostolico, in Arch. Carron, fald. 15, edito in RUFFINO 1995), che deve però versare annualmente a S. Marco 10 scudi d’oro a integrazione della dote della nuova parrocchia, ma acquisisce il diritto – condiviso con la comunità parrocchiale di S. Marco – di presentazione del rettore della cura buttiglierese. Si stabilisce in tal modo una supremazia di S. Giovanni su S. Marco, simboleggiata dall’obbligo di questa a offrire ogni anni un libbra di cera.
     L’erezione in parrocchia spinge gli uomini di Buttigliera a chiedere, nel 1603, la separazione da Avigliana, ma il parere del governo del ducato è negativo. Le ragioni degli abitanti dei tre borghi trovano tuttavia parziale ascolto, in quanto, nel 1604, viene decisa una loro maggiore presenza nelle strutture comunali di Avigliana (9 consiglieri di Buttigliera e Uriola nel Consiglio comunale, una volta ogni quattro anni un sindaco eletto dai due borghi e gli altri tre anni un vicesindaco, un viceesattore per i due borghi, esenzione dai carichi locali aviglianesi, nessuna imposizione di carichi senza esposizione dei causati a Buttigliera e Uriola). Ulteriori pressioni portano alla sospirata separazione – pagata 500 ducatoni – nel 1607 dal registro di Avigliana, che comporta un esattore diverso da quello di Avigliana e la facoltà di nominare un proprio Consiglio; ma nel 1610 Avigliana ottiene la revisione della separazione.
     Sono le esigenze economiche del ducato a dare una svolta definitiva: nel 1619 il duca vende il feudo di Buttigliera e Uriola a Giovanni Carron, suo segretario, nonostante le proteste di Avigliana: il ricavato della vendita -3.000 ducatoni – è destinato al pagamento dell’esercito ducale. Durante la presa di possesso del feudo (2 maggio 1619), il delegato di Giovanni Carron nomina il Podestà e giusdicente di quei luoghi; gli uomini delle tre borgate costituiscono i sindaci, i consiglieri e gli altri ufficiali della comunità e i capi di casa si riuniscono nella chiesa parrocchiale per il giuramento di fedeltà al nuovo signore. La delimitazione territoriale avviene i successivi 24 e 25 maggio 1619, alla presenza dei rappresentanti di Avigliana (che abbandonano le operazioni al termine della prima giornata), Rivoli, Buttigliera e Reame, piantando cinque termini e lasciando in sospeso alcune questioni, che verranno poi risolte tre anni più tardi, nel 1622, quando viene definita anche la separazione dal Registro di Avigliana.
     Negli anni immediatamente successivi all’acquisto del feudo di Buttigliera, il conte Carron acquista diritti e terre sia in Buttigliera sia in Avigliane e in Rosta (vedi le schede relative), si pone come mediatore delle esigenze dei Buttiglieresi presso la corte torinese, si presta, in numerose occasioni, a prestare il denaro necessario per il pagamento delle imposte ducali. Il processo di «dipendenza economica della comunità di Buttigliera nei suoi confronti» (RUFFINO 1995) è completato:nel 1648, quando l’ormai conte Carron ottiene il diritto di eleggere i sindaci secondo le seguenti modalità: il Consiglio Generale elegge tre coppie di cittadini – uno di Buttigliera e uno di Uriola -, all’interno delle quali – se ritenuto utile anche rompendole – il Signore nomina due sindaci; dopo di che, eleggerà cinque consiglieri e gli altri cinque saranno eletti dai sindaci. Tale situazione si riflette anche nell’organizzazione della comunità parrocchiale: nel 1653 il Carron ne otterà il giuspatronato.
     In età contemporanea, l’insediamento si sviluppa anche nella zona settentrionale, in regione Colatti, dove la ditta Vandel acquista un mulino e relativi diritti sulle acque da S. Antonio di Ranverso per potervi impiantare una fabbrica metallurgica (chiodi). La ditta Vandel, all’inizio dei secolo XX, costruisce case per i propri operai e tecnici, costituendo un tipico villaggio industriale di inizio secolo, che successivamente si ingrandisce con altri edifici residenziali.
     Non risultano importanti conflitti con S. Antonio di Ranverso, le cui proprietà – non sottoposte a carichi fiscali, ma inserite nei confini di Buttigliera – si sono sviluppate nella zona settentrionale e orientale del comune e che in età moderna è strutturato come Commenda con propri confini (vedi A.S.T., Carta in misura delle valli di Susa e Bardonecchia, secolo XVIII) fino alla soppressione dell’ordine antoniano, i cui beni saranno incorporati dall’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano).

Altri articoli

  • Marzo 15, 2024
    ll progetto (avviato dall’aprile 2006)
  • Marzo 15, 2024
    AFAA Siège social de ASSOCIATION FRANCAISE DES AMIS DES ANTONINS.

Eventi e Feste

Eventi e Feste

Schede

Schede