Ottobre 12, 2017

La stele ottagonale in pietra scolpita manualmente si trova nella gradevole piazzetta di fronte all’ingresso dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso si può notare un grosso masso erratico sormontato da una stele ottagonale ricoperta del simbolo Tau nella sommità esisteva una croce distrutta dal Generale Catinat.

La stele ottagonale in pietra scolpita manualmente si trova nella gradevole piazzetta di fronte all’ingresso dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso si può notare un grosso masso erratico sormontato da una stele ottagonale ricoperta del simbolo Tau nella sommità esisteva una croce distrutta dal Generale Catinat.

Chiesa Abbaziale nella Precettoria di Sant’Antonio di RANVERSO

 

Molti Torinesi non conoscono il luogo di Ranverso, venendo da Rivoli si prosegue in direzione Avigliana imboccare Corso Moncensio prima di arrivare a Ferriera si incontra un nuova Rotatoria svoltare a sinistra e imboccare il bellissimo viale che conduce all’abbazia,fu fondata nel 1188 da Umberto III di Savoia e poi dato in concessione ai Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne. I Canonici dipendevano dal Priorato del ‘Rivo Inverso’ da cui nasce la storpiatura del nome in ‘Ranverso’.

Da ricordare che l’iconografia di Sant’Antonio Abate è sempre raffigurata insieme ad un maialino che i frati infatti allevavano per curare il ‘fuoco di sant’Antonio’. Si tratta di una patologia molto dolorosa provocata dall’Herpes Zoster che produce sfoghi sulla pelle. Causato da un virus, crea uno sfogo cutaneo a forma di cintura (l’etimologia di Zoster è appunto ‘cintura’) lungo il decorso dei nervi, soprattutto quelli toracici. L’unico rimedio conosciuto all’epoca consisteva nello spalmare sulla parte malata del grasso animale.

Gli affreschi all’interno della chiesa sono di particolare pregio e tra questi ne spicca uno decisamente insolito raffigurante la donazione dei maialetti.

A partire dal 1271 nella chiesa di San Dalmazzo in via Doragrossa (attuale via Garibaldi) per concessione del vescovo Gaufrido, avevano la particolarità di portare sempre con sé i loro maiali. Contraddistinti da un collare blu, erano liberi di vagare per le strade e furono gli unici animali che, durante il periodo della peste del 1630, non ebbero restrizioni e poterono continuare a girare indisturbati per la città.

Nella gradevole piazzetta di fronte all’ingresso dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso si può notare un grosso masso erratico sormontato da una stele ottagonale in pietra verde locale scolpita manualmente e ricoperta del simbolo Tau nella sommità sulla pietra bianca esisteva una croce distrutta dal Generale Catinat.

autore Ersilio Teifreto

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