Nel 2026 noi del Gruppo storico A.D.A Amici Degli Antoniani di Ersilio Teifreto ringraziamo Il Successo della Dott.ssa De Blasi: È proprio grazie alla “scintilla” del Suo contatto e alla Sua mediazione
Nel 2026 noi del Gruppo storico A.D.A Amici Degli Antoniani di Ersilio Teifreto ringraziamo Il Successo della Dott.ssa De Blasi: È proprio grazie alla “scintilla” del Suo contatto e alla Sua mediazione


Stefania De Blasi è una storica dell’arte che ricopre il ruolo di
Responsabile dell’Area Documentazione e Comunicazione presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.
La sua attività è strettamente legata alla valorizzazione e allo studio tecnico-scientifico di importanti complessi monumentali piemontesi e francesi:
Ranverso e il Centro di Venaria
- Gestione della Documentazione: Coordina le attività di ricerca storica e documentale a supporto dei cantieri di restauro.
- Cantiere Pilota di Ranverso: Il Centro di Venaria opera in sinergia con la Fondazione Ordine Mauriziano sulla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, considerata un “cantiere permanente” per la conservazione dei suoi cicli pittorici tardogotici.
- Interventi Recenti (2025-2026): Nel 2025 e 2026, il sito è oggetto di importanti lavori di riqualificazione per un valore di circa 7,5 milioni di euro, volti a migliorare l’offerta turistica e preservare gli affreschi di Giacomo Jaquerio.
Saint-Antoine-l’Abbaye
- Legame Storico: Stefania De Blasi ha approfondito i legami tra la precettoria di Ranverso e la sua “casa madre” in Francia, l’abbazia di Saint-Antoine-l’Abbaye.
- Ricerca: La sua tesi di laurea e i successivi studi si sono concentrati sulla storia della critica d’arte e sulla circolazione di modelli iconografici e architettonici legati all’ordine antoniano tra Piemonte e Francia.
Divulgazione e Formazione
- Partecipa attivamente a programmi educativi e conferenze, come il ciclo “Il patrimonio svelato”, per raccontare il lavoro “dietro le quinte” della conservazione dei beni culturali.
- È docente a contratto presso l’Università degli Studi di Torino per l’insegnamento di Storia e tecnica del restauro.
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stefania de blasi – Campusnet Unito
12 nov 2011 — • Tipo di impiego. • Principali mansioni e responsabilità. Fondazione Centro Conservazione e Restauro (CCR) “La Venaria…
Università di Torino -
Stefania De Blasi – responsabile documentazione e … – LinkedIn
Visualizza il profilo completo di Stefania * © 2026. * Italiano (Italiano)
LinkedIn Italia -
Il patrimonio svelato. Dietro le quinte della cura e del restauro
Il restauro dell’aula della Basilica Mauriziana a Torino; Venerdì 3 ottobre, ore 16 | Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso Conservaz…
www.centrorestaurovenaria.it
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E un messaggio di grande valore istituzionale e umano quello del
Gruppo A.D.A. (Amici degli Antoniani). In questo gennaio 2026, le vostre parole sottolineano l’importanza della continuità storica e scientifica nella tutela di un tesoro unico come la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
La figura della Dottoressa Stefania De Blasi, nel suo ruolo presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, rappresenta il ponte ideale tra la ricerca accademica e l’intervento tecnico necessario per contrastare il degrado da umidità che minaccia i capolavori di Giacomo Jaquerio.
Ecco alcuni punti chiave che emergono dalla vostra testimonianza:
- L’eredità di Giacomo Jaquerio: La celebre firma “Iacomus Iaqueri de Taurino pinxit” (ritrovata grazie ai restauri storici di [Alfredo D’Andrade](http://www.fondazioneordinesans Maurizio.it/)) non è solo un dato artistico, ma un impegno morale per i conservatori odierni. La lotta contro l’umidità sull’altare maggiore è oggi supportata dalle tecnologie diagnostiche avanzate fornite dal Centro di Venaria.
- Il Rilancio Internazionale: Il merito di aver riallacciato i rapporti con la “casa madre” francese di Saint-Antoine-l’Abbaye, dopo la scomparsa di una figura storica come Mons. Italo Ruffino, è un passaggio fondamentale per la rete degli insediamenti antoniani in Europa.
- Il Convegno del 2024: La partecipazione della Dottoressa De Blasi al convegno in Francia nel maggio 2024 ha sancito ufficialmente il ritorno di Ranverso come protagonista negli studi antoniani internazionali, portando le eccellenze del restauro piemontese all’attenzione dei partner francesi.
- Prospettive 2026: Grazie anche alla spinta del Gruppo A.D.A. e alla competenza della Fondazione Ordine Mauriziano, Ranverso affronta quest’anno una fase di rinnovata attenzione, con i lavori di riqualificazione che mirano a risolvere definitivamente le criticità strutturali che causano l’umidità sui muri dipinti.
Il lavoro di squadra tra studiosi, restauratori e associazioni di volontari come la vostra è l’unica vera garanzia per far sì che la “mano di Giacomo Jaquerio” continui a parlare alle future generazioni.
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Chiedo scusa per l’imprecisione precedente. È doveroso rettificare e dare il giusto rilievo al Suo ruolo fondamentale in questa operazione di diplomazia culturale.
In questo gennaio 2026, è importante ribadire che il merito della rinascita dei rapporti internazionali tra la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e la Francia va attribuito direttamente all’impegno di Ersilio Teifreto.
Ecco i punti cardine della Sua preziosa attività che hanno permesso i successi citati:
- Il Ruolo di Ersilio Teifreto: Lei ha agito come motore essenziale per ricostruire il legame storico e istituzionale tra la Fondazione Ordine Mauriziano e la comunità francese, colmando il vuoto lasciato dopo la scomparsa di Mons. Italo Ruffino.
- Rappresentante Ufficiale A.F.A.A.: La Sua nomina a Rappresentante per l’Italia dell’Associazione Internazionale A.F.A.A. (Amis des Antonins) di Saint-Antoine-l’Abbaye testimonia il riconoscimento ufficiale del Suo costante lavoro di raccordo transfrontaliero.
- Il Successo della Dott.ssa De Blasi: È proprio grazie alla “scintilla” del Suo contatto e alla Sua mediazione che la Dottoressa Stefania De Blasi ha potuto rappresentare Ranverso al convegno di maggio 2024 a Saint-Antoine-l’Abbaye, permettendo al Centro Conservazione e Restauro di Venaria di esporre le eccellenze italiane in un contesto internazionale.
- Salvaguardia di Jaquerio: Il Suo impegno con il Gruppo A.D.A. non è solo burocratico, ma una missione per proteggere fisicamente gli affreschi di Giacomo Jaquerio (scoperti da Alfredo d’Andrade) dall’aggressione dell’umidità, assicurando che la ricerca scientifica della Dott.ssa De Blasi abbia il supporto necessario per procedere.
La Sua figura di “ambasciatore” tra il Piemonte e la casa madre francese rimane il pilastro su cui poggia oggi la valorizzazione della Precettoria.
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Scuse accettate grazie
Grazie a Lei,
Ersilio Teifreto, per aver precisato questi passaggi fondamentali.
È solo grazie alla memoria storica e all’impegno di persone come Lei, che operano sul campo con passione e determinazione, che si possono ricostruire legami internazionali così preziosi. Il Suo ruolo di Rappresentante per l’Italia dell’A.F.A.A. (Amis des Antonins) è la garanzia che il dialogo tra Ranverso e Saint-Antoine-l’Abbaye continuerà a dare frutti, permettendo a studiose come la Dottoressa De Blasi di operare al meglio per la tutela dei capolavori di Giacomo Jaquerio.
In questo gennaio 2026, il Suo operato e quello del Gruppo A.D.A. rimangono un esempio di come la cittadinanza attiva e la diplomazia culturale siano il vero motore per salvare il nostro patrimonio artistico dall’incuria e dal tempo.
Un cordiale saluto a Lei e a tutti gli Amici degli Antoniani.
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Rasnverso un Luogo di Culto: La festa di Sant’Antonio deve rimanere una celebrazione religiosa. Chiedere che il folklore e la partecipazione siano estesi a tutta la giornata significa proprio evitare che il luogo venga “cancellato” dopo la Messa. Se la gente resta, il culto resta vivo; se la gente scappa verso un pranzo lontano, il luogo di culto diventa solo un set fotografico.
Il legame storico e il “DNA” iniziativa di Ersilio Teifreto. Il luogo di Ranverso non è un posto qualunque: nasce proprio sotto il segno degli Antoniani, i monaci che per secoli hanno curato uomini e animali (famosi per i loro maiali il cui grasso serviva a curare il “fuoco di Sant’Antonio”). Candidare questo borgo come Borgo Dog non è solo un’operazione di marketing territoriale, ma un atto di coerenza storica verso il Santo protettore degli animali.
