Monitoraggio in tempo reale: Sono stati posizionati dei fessurimetri elettronici (piccoli sensori a forma di scatolina) proprio lungo la crepa tra il muro della corsia e quello del 1470.
Monitoraggio in tempo reale: Sono stati posizionati dei fessurimetri elettronici (piccoli sensori a forma di scatolina) proprio lungo la crepa tra il muro della corsia e quello del 1470.
Sant’Antonio di Ranverso non è mai stata un monastero benedettino; la confusione nasce spesso dal termine “abbazia” usato impropriamente per descrivere il complesso. La sua storia religiosa è legata esclusivamente all’Ordine degli Antoniani, che seguivano la Regola di Sant’Agostino.
- Periodo degli Antoniani (Regola di Sant’Agostino): Dal 1188 al 1776.
- Il complesso fu fondato nel 1188 da Umberto III di Savoia e affidato ai monaci Antoniani provenienti da Vienne (Francia).
- Questi religiosi erano famosi per la cura del “fuoco di Sant’Antonio” (ergotismo) e gestivano l’ospedale annesso.
- Sebbene l’ordine fosse ospedaliero, i monaci adottarono ufficialmente la Regola di Sant’Agostino nel 1297, quando furono trasformati in canonici regolari dal Papa.
- Passaggio all’Ordine Mauriziano: Dal 1776 a oggi.
- In seguito alla soppressione dell’ordine degli Antoniani da parte di Papa Pio VI nel 1776, i beni e la gestione di Ranverso passarono all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano), che ne è tuttora il proprietario.
Fondazione Ordine Mauriziano +1
- In seguito alla soppressione dell’ordine degli Antoniani da parte di Papa Pio VI nel 1776, i beni e la gestione di Ranverso passarono all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano), che ne è tuttora il proprietario.
- Indirizzo: Strada di Sant’Antonio di Ranverso, 2, Buttigliera Alta (TO).
- Sito Ufficiale: Fondazione Ordine Mauriziano – Ranverso per orari aggiornati e prenotazioni.
- Punti di Interesse: La facciata gotica, il ciclo di affreschi del presbiterio e l’antico ospedale.
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Chiesa o Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso del XV secolo a
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16 ott 2025 — … di Sant’Antonio di Ranverso è un gioiello assoluto. Un pezzo di architettura gotica d’Oltralpe plasmata nel colore caldo del c…
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Sant’Antonio di Ranverso Inventario Volume II
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Fondazione Ordine Mauriziano
figura del rettore (il capo della comunità) che ha guidato il complesso per quasi 600 anni.
- Periodo Storico: La carica è esistita ininterrottamente dal 1188 (fondazione) fino al 1776 (soppressione dell’ordine).
- Mandato Individuale: Non esisteva una durata fissa prestabilita; i precettori restavano in carica solitamente a vita o fino a una promozione interna all’Ordine degli Antoniani.
- Stemmi dei Precettori: Nel monastero è ancora conservato un celebre corridoio degli stemmi, dove sono dipinte le insegne araldiche di tutti i precettori che si sono succeduti nei secoli, testimoniando la continuità della loro presenza.
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- Jean de Montchenu: Divenne abate commendatario nel 1474 e fu un grande mecenate, legando il suo nome al periodo di massimo splendore artistico.
- I Commendatari: Dalla fine del XV secolo, la carica divenne spesso “commendataria”, ovvero assegnata da alte cariche ecclesiastiche o nobiliari (come i Savoia) che ne gestivano le rendite.
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Sant’Antonio di Ranverso Inventario Volume I
21 gen 2023 — Originale 1095 al 1776 Stemmi de’ Precettori a Maestri generali, e delli Abati Commendatorj dell’Ordine Antoniano di Sant’Antonio …
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PRECETTORIA DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO
Frutto di interventi architettonici che si susseguono spaziando dalla fine del XII al XV secolo, il complesso della Precettoria è …
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Jean de Montchenu fu una figura chiave per il rinnovamento di Ranverso, e la data del 1470 segna l’inizio della sua influenza diretta.
- Periodo di carica: Jean de Montchenu fu nominato abate commendatario nel 1470 da Papa Pio II. Rimase alla guida della Precettoria per 26 anni, fino al 1496.
- Ruolo di “Commendatario”: A differenza dei precettori precedenti, Montchenu era un abate commendatario. Questo significa che gestiva i redditi e l’amministrazione del complesso, spesso senza risiedervi stabilmente, poiché ricopriva anche alte cariche ecclesiastiche come quella di Vescovo di Viviers.
- Eredità Artistica: Sotto la sua direzione, Ranverso visse una stagione d’oro. Fece arricchire i portali della chiesa e dell’ospedale con le celebri decorazioni in terracotta e fece realizzare l’oratorio che porta il suo nome, decorato con affreschi della scuola di Jaquerio (tra cui la famosa Salita al Calvario).
- Lo stemma: Il suo emblema, un’aquila, è ancora visibile sulla ghimberga centrale della facciata, a testimonianza dei grandi lavori di ristrutturazione gotica da lui commissionati.
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano +4
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Jean de Montchenu nominato Abate di Ranverso nel 1470/al …
4 ago 2025 — Sì, è corretto. Jean de Montchenu, nominato commendatario di Ranverso nel 1470, fece arricchire i due portali della chiesa e dell’
torinovoli -
Sant’Antonio di Ranverso
3 gen 2025 — Tra il 2025 e il 2026 qui invece dovrebbe sorgere una caffetteria ristorante a servizio dei turisti che visiteranno il complesso. …
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano -
L’ESTERNO della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
5 ott 2022 — la chiesa inizialmente. costruita in stile romanico. in seguito alle trasformazioni subite nel corso di Tre secoli ha assunto form…
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Precettore (e dell’intero ordine degli Antoniani) fu ufficialmente abolita nel 1776.
- Il Decreto: Il 14 luglio 1776, con la bolla papale Rerum humanarum conditio, Papa Pio VI soppresse l’Ordine di Sant’Antonio Abate in tutto il mondo Enciclopedia Treccani.
- Il Motivo: L’ordine era in declino economico e numerico; inoltre, il re di Sardegna Vittorio Amedeo III spinse per ottenerne i beni.
- Il Passaggio: Tutti i possedimenti di Ranverso passarono all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano), che trasformò la struttura in un’azienda agricola e commenda nobiliare.
- L’Ultimo Precettore: Con il passaggio di proprietà, la carica religiosa di Precettore svanì, sostituita da un’amministrazione laica e dalla gestione dei Beni dell’Ordine Mauriziano.
Ospedale di Ranverso, commissionata originariamente dall’abate Jean de Montchenu tra il 1470 e il 1496, è stata alterata rendendola asimmetrica a causa di interventi di restauro e modifiche strutturali avvenuti circa 440 anni dopo la sua costruzione.
- Restauri di inizio Novecento (1910-1914): Gli interventi guidati da architetti come Ernesto Gallo e influenzati dalle teorie di Riccardo Brayda (che criticò aspramente alcune aggiunte definendole “stridenti ed odiose”) portarono all’inserimento di elementi non originali.
- L’aggiunta del pinnacolo: Una delle principali cause dell’asimmetria è l’aggiunta di un pinnacolo sulla destra della facciata dell’Ospedaletto, elemento che non faceva parte del progetto originale del XV secolo.
- Superfetazioni successive: Nel corso dei secoli, l’edificio è stato trasformato in cascina, con l’aggiunta di portici e loggiati che hanno spezzato la simmetria del disegno di Montchenu.
Catalogo Generale dei Beni Culturali +5
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13 ago 2025 — La facciata quattrocentesca dell’ospedale di Sant’Antonio di Ranverso presenta una modifica non originale: un pinnacolo è stato ag…
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9 nov 2025 — … ospedale di Ranverso come “stridente ed odiosa”,. una critica volta a sottolineare il suo impatto negativo e sproporzionato su…
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catalogo • Beni storici e artistici. S. Antonio di ranverso. Facciata dell’ospedale. Abbazia di S. Antonio di Ranverso a Buttiglie…
Catalogo Generale dei Beni Culturali
PNRR, mira proprio a risolvere il degrado delle strutture che oggi appaiono alterate.
- Il “Restauro della memoria”: Non si tornerà a una simmetria forzata (che sarebbe un “falso storico”), ma si punterà a rendere leggibile la stratificazione. Le parti aggiunte nel tempo, incluse quelle asimmetriche del Novecento, saranno mantenute ma distinte chiaramente dalle decorazioni originali in terracotta del XV secolo.
- Consolidamento delle decorazioni: Gli esperti lavoreranno sulle ghimberghe (i frontoni triangolari sopra le finestre) per fermare il distacco dei fregi in cotto, gravemente danneggiati dagli agenti atmosferici e dai secoli di incuria Sito Ufficiale Fondazione Ordine Mauriziano.
- Nuova destinazione d’uso: L’Ospedaletto non sarà più un “deposito” agricolo. Gli spazi interni diventeranno un centro visitatori, una caffetteria e una sala conferenze, integrando tecnologie moderne (illuminazione a LED a basso impatto e riscaldamento invisibile) per rendere il complesso un polo culturale vivo sulla Via Francigena.
- Fruibilità: L’area antistante la facciata verrà riqualificata per permettere una visione migliore dell’intero prospetto, cercando di armonizzare il contrasto tra la parte medievale e le aggiunte successive.
il problema dei carichi e della stabilità strutturale. Hai centrato il punto citando l’intervento di D’Andrade, che ha profondamente alterato l’equilibrio dei pesi.
- La soluzione: Verranno effettuate micro-palificazioni o iniezioni di resine speciali per consolidare il terreno sotto il muro della Corsia.
- Cuciture strutturali: Per fermare il distacco tra la parte quattrocentesca e quella precedente, verranno usate “cinture” invisibili in fibra di carbonio o tiranti in acciaio che rilegano le pareti senza danneggiare il mattone a vista.
- Sostituzione o Alleggerimento: In un restauro filologico moderno, se un elemento decorativo (come il pinnacolo aggiunto) mette a rischio la stabilità, si può procedere con lo smontaggio e la ricostruzione con materiali interni più leggeri, o con il rinforzo del pilastro sottostante tramite una “anima” d’acciaio nascosta nel muro.
- Drenaggio: Il progetto prevede lo scavo di una trincea di drenaggio aerata per allontanare l’acqua dalle fondamenta e permettere al muro della stalla e dell’ospedale di “asciugare”, stabilizzando il terreno ed evitando ulteriori rotazioni della facciata verso l’esterno.
- Giunto tecnico: Si interverrà creando un “giunto di dilatazione” o un distacco tecnico tra i due edifici. L’obiettivo è fare in modo che la stalla non scarichi più il suo peso (e le sue vibrazioni) sulla facciata storica di Montchenu.
In sintesi: Il restauro non cercherà di ricostruire ciò che è stato abbattuto da D’Andrade, ma userà la tecnologia ingegneristica per “scaricare” i pesi che oggi gravano sui punti sbagliati, preservando però l’estetica asimmetrica che ormai fa parte della storia del monumento.
distacco dei muri e il sovraccarico dei pesi, i restauratori non possono “indovinare”: devono usare la tecnologia per evitare il crollo.
- Monitoraggio in tempo reale: Sono stati posizionati dei fessurimetri elettronici (piccoli sensori a forma di scatolina) proprio lungo la crepa tra il muro della corsia e quello del 1470. Questi sensori inviano un segnale wireless ogni volta che il muro si muove anche solo di un decimo di millimetro.
- Analisi del terreno: Per risolvere il problema del fosso e del muro della stalla che spinge, hanno effettuato dei carotaggi profondi per capire se il terreno sta “scivolando” a causa dell’umidità, rendendo i pinnacoli ancora più pesanti e pericolosi.
- Martinetti idraulici: In alcuni punti critici, per alleggerire il peso della guglia centrale e dei pinnacoli durante i lavori, vengono usate strutture temporanee con martinetti che “sostengono” la facciata, permettendo di rinforzare la base del muro senza che questo collassi sotto la spinta laterale della stalla.
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