Ottobre 12, 2017

Ma cosa accomuna Ranverso un borgo sotto le montagne della Valle di Susa con Novoli un paese tra i due mari al centro del Salento?Il Santo eremita, padre del monachesimo, era maestro di osservanza. Il suo culto in Occidente storicamente provato nella notte dei tempi si diffuse a Novoli nel V secolo./

Ma cosa accomuna Ranverso un borgo sotto le montagne della Valle di Susa con Novoli un paese tra i due mari al centro del Salento?Il Santo eremita, padre del monachesimo, era maestro di osservanza. Il suo culto in Occidente storicamente provato nella notte dei tempi si diffuse a Novoli nel V secolo./

 

                                                                                        

Il gemellaggio virtuale voluto nel 2013 dalla famiglia Teifreto di origini Novolesi, dal Monsignore Italo Ruffino L'Antoniano, Teresa Ponzetto,Ugo Nespolo,  artista che ha impreziosito la Fòcara con i suoi numeri nel 2013, Elvino Politi esperto della storia del Santo del fuoco a Novoli, insieme a tutti i volontari culturali  e devoti inseriti nel progetto:

"La diffusione dell'intitolazione di  luoghi  sacri e feste dedicate a Sant'Antonio Abate.

 

Breve storia di Santa Maria De Novis attuale Novoli

IL RAPPORTO DI NOVOLI PER IL SUO SANTO PROTETTORE

Il culto per Sant'Antonio Abate risale dopo la sua morte nel 356, prima di diffondersi in tutto il mondo toccò gli abitanti di Novoli, infatti non si è mai capito perché"li paesani te Noule" venivano ngiurati "scuri te facce".
C'erano forse dei riferimenti con popolazioni Egiziane dove nacque il Santo?
Di certo sappiamo che i fedeli a Novoli arrivano anche a piedi nudi per pregare Sant'Antonio Abate del fuoco per ottenere una grazia, o per grazia ricevuta, proclamando il Santo del fuoco "primo cittadino Novolese"
Allora perchè non pensare che Novoli d'altronde geograficamente molto vicina all'Impero d'Oriente, è storicamente provato possa avere accettato il culto per il Santo del fuoco fin dal primo momento? Sul punto più alto della Fòcara dove il vento non lo puoi fermare, viene fissata con una  Bardatura l'opera  in legno del Santo araconeta scolpita a mano  in puro artigianato artistico dal Maestro Salamac, pure la Fòcara al passaggio del Santo in processione si Inchina mentre i fedeli pregano, e lanciano palloni aerostatici nel cielo scintillante. 

La devozione iniziò prima a diffondersi tra i contadini, poi nei paesi e nelle campagne. La religiosità popolare ha associato alla figura del Santo del fuoco il maiale, il campanello, il bastone a forma di Tau, un libro in mano con il fuoco. E addirittura la chiesa associò il maialino a uno dei suoi santi più popolari. Cioè Antonio Abate, il vecchio dalla barba bianca la cui ricorrenza, che cade proprio il 17 Gennaio apre i battenti del carnevale.

Il Santo eremita, padre del monachesimo, era maestro di osservanza. Il suo culto in Occidente  storicamente provato nella notte dei tempi si diffuse  a Novoli nel V secolo.
Per gli emigranti fuori casa per lavoro, il richiamo di ritornare per le feste del paese è un'ideale ritorno nei luoghi nativi. Ritrovare le proprie radici, gli amici d'infanzia, passeggiare chiacchierando nella piazza del paese, un'occasione per riaccendere una fiamma mai spenta. Servirà anche a tramandare ai figli e nipoti le tradizioni, la cultura, e la storia dei luoghi. Per gli anziani invece è un ripercorrere le tappe della vita di cui sono stati protagonisti..              

Molti autorevoli commentatori della Divina Commedia fanno esplicito riferimento al verso 124 del Canto XXIX del Paradiso:
"Di questo ingrassa il porco Sant'Antonio"
Quasi ad alludere al fatto che i religiosi approfittavano della credulità popolare per far "ingrassare" i porcellini. Peraltro, per devozione a S. Antonio, rappresentato accompagnato da un porco (che è il simbolo del demonio che lo aveva tentato ripetutamente in tutte le forme), nei paesi cristiani, nel medioevo, si andava in cerca di elemosine (La questua) per costruire la Fòcara di Novoli, oppure un ospedale nel luogo di Ranverso (TO) nel nome dell'eremita egiziano, fondatore della vita monastica.
Inoltre, come ricordato, l'ordine monastico degli Antoniani introdusse la tradizione di incassare i maiali col frutto delle elemosine del popolo, ed il popolo, considerandoli benedetti, si guardava dal maltrattarli, anzi contribuiva ad allevarli, cioè a dirla con Dante Alighieri: "pagando di moneta senza conio

La storia originaria della Chiesa sul culto del Santo del fuoco a Novoli nasce intorno  all'anno 1.000, la statua di Sant'Antonio Abate

del 1700 era in legno scolpito e rivestita d'argento,  poi  nella  seconda metà dell'800 andò in cenere quindi fu necessario restaurarla così come la vediamo oggi ritrovata per caso nei locali de Santuario ai piedi del Santo non c'era il maiale, e non era più vestito da monaco Copto  ma da Benedettino gli Antoniani  riconoscevano i Francesi  come Monaci, ben presto nell'iconografia il Santo diventa Taumaturgo viene aggiunto il bastone , il tau a forma di stampella e croce di Gesù, il campanello per i lebbrosi e malati contaggiosi che davano l'annuncio che stavano arrivando  e gli animali, la nicchia che si intravede  vicino alla statua del Santo nella Chiesa  di Novoli conserva ancora una relique con un pezzo di braccio del Santo araconeta  arrivata a Novoli nel 1924 donata  per devozione dal comune di Tricarico.

 A Novoli quando in famiglia stava per  arrivare un problema serio si invocava la grazia a Sant'antoniu miu te lu fuecu dicendo:

(Oimmena c'è fuecu cca sta bbene a casa mia)

Presso i Greci nella regola del Santo  dicevano che  era prevista la penitenza  l'astinenza  vinitrici sui mali.

 

Ma cosa accomuna Ranverso un borgo sotto le montagne della Valle di Susa con Novoli un paese tra i due mari al centro del Salento?

Progetto

Il culto per Sant’Antonio Abate a Ranverso in Piemonte  inizia nel 1.188 quando  le reliquie del santo durante il Medioevo vengono portate  a Vienne in Francia  e li fondano l'Ordine Ospedaliero chiamato: Ordine degli Antoniani,   in questo luogo di Ranverso gli Antoniani  costruirono lungo la via Franigena,una Chiesa e un Ospedale per assistere e curare i pellegrini che si recavano verso Roma per proseguire alla volta della terra Santa Gerusalemme passando nei pressi di Santa Maria De Novis attuale  Novoli per arrivare a Otranto e imbarcarsi.

Nel santuario di Novoli dal 1.400 in poi arrivarono i cavalieri dell'Ordine degli Antoniani, e si trasforma questa Chiesa in un vero e proprio Ospedale  una vera Commenda , dopo  tanti anni  gli Ordini Militari venivano soppressi  anche quello degli Antoniani, e confluiranno tutti nell'Ordine Costantiniano  di Napoli. Poi vengono ancora sopprressi tutti gli Ordini Religiosi  e la Chiesa di Novoli passerà alla Diocesi  in maniera Ufficiale . La facciata  con lo stemma dll'Ordine  Costantiniano  è ancora perfettamente  visibile  sulle terrazze dell'Intercapedine della Chiesa. 

Breve storia di Ranverso

Qui a Ranverso dal 1.188 ha trovato larga diffusione non solo in alcuni centri urbani, ma anche e soprattutto nell’ambiente delle valli alpine e delle 
 campagne,è avvenuto perché nella religiosità popolare alla figura del Santo è stato associato il maiale, con il grasso del quale gli Antoniani alleviavano le piaghe provocate dal cosiddetto fuoco di S. Antonio (herpes zoster).
Sant’Antonio fu quindi considerato prima il patrono dei maiali e poi di tutti gli animali domestici, che il 17 gennaio, giorno della sua festa liturgica, venivano portati in chiesa perché fossero benedetti.
Il progetto si propone di ricercare e classificare immagini del Santo, che sono facilmente riconoscibili perché caratterizzate, oltre che dalla presenza del maiale, anche dal bastone a forma di tau e da una campanella.
Per dare uniformità alla ricerca, che vedrà impegnati non solo soci degli Amici della Fondazione ordine del Mauriziano, ma anche persone esterne all’Associazione, è stata elaborata una scheda in cui vengono indicati la natura dell’immagine (affresco, statua….), la collocazione (chiesa, pilone, casa privata….), il luogo, la datazione, lo stato di conservazione, eventuali notizie ricavate da fonti orali o scritte e tutte le altre informazioni che sarà possibile reperire.

Redazionale di Ersilio Teifreto

 

 

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