Marzo 8, 2021

LETTERA AL COMUNE

LETTERA AL COMUNE

LETTERA AL COMUNE

                                                           Torbole Casaglia

                                                                            Gentilissimo Sig. Sindaco

                                                                            Gentilissimi Consiglieri

                                                                            Comune di Torbole Casaglia

Oggetto: appello per mantenere pubblica l’area 467

Vi scriviamo questa lettera per argomentare le ragioni che hanno spinto numerosi cittadini a costituirsi in un comitato civile denominato “COMITATO PER IL NO ALLA VENDITA DELL’AREA PUBBLICA”, nato con l’unico obiettivo di evitare la vendita dell’area che abbiamo chiamato “467”, ovvero l’area verde di quasi 90.000 mq – per la maggior parte già adibita a parco – di via Donatori di Sangue a Torbole Casaglia.

La notizia relativa alla possibile intenzione di vendere espressa dall’Amministrazione ci ha spinto a promuovere informazioni e sensibilizzare tutta la cittadinanza sul valore di mantenere l’area pubblica con iniziative quali: la redazione di un volantino informativo che è stato distribuito in tutte le case, un’assemblea pubblica organizzata il 19 gennaio 2018 che ha visto oltre centotrenta partecipanti; la costituzione formale del Comitato che in pochi giorni ha superato le 450 firme, la pubblicazione del sito www.area467torbolecasaglia.it.

La raccolta delle adesioni sta proseguendo sia on line che in forma tradizionale.

Emerge l’interesse diffuso nella popolazione di tutelare questa ricchezza che, per le ragioni che di seguito riportiamo, chiediamo venga mantenuta a fruizione dell’intera collettività di Torbole Casaglia e che, a parer nostro, ha un valore non monetizzabile.

La nostra area 467, come tutte le aree adibite a parco e con piantumazioni significative:

  • ha una funzione ecologico ambientale perché contribuisce a regolare gli effetti dei picchi termici estivi e pertanto mitiga gli effetti negativi prodotti dagli edifici e dall’asfalto circostanti;
  • ha una funzione sociale e ricreativa fornendo benessere collettivo, solidarietà, occasioni di incontro e rendendo più vivibile e a dimensione familiare il paese;
  • ha una funzione di promozione della salute, è elemento migliorativo delle condizioni psicologiche e dell’umore delle persone che ne usufruiscono, influenza la durata e la qualità della vita degli anziani “healthy aging” (cfr studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2006);
  • ha una funzione culturale e didattica in quanto la presenza del parco costituisce elemento in grado di favorire la conoscenza delle scienze naturali e dell’ambiente soprattutto per le nuove generazioni;
  • ha una funzione estetica ed architettonica, considerato che la presenza del verde migliora decisamente il paesaggio del paese integrandolo in armonia con la campagna;
  • favorisce la mobilità sostenibile: il cammino e l’uso della bicicletta integrando la rete ciclopedonale del nostro paese;
  • svolge un ruolo protettivo nei confronti delle fasce più svantaggiate dal punto di vista socio-economico, per esempio di chi non ha i mezzi per accedere alle strutture sportive private;
  • ha una stretta connessione con gli obiettivi delle politiche energetiche per il miglioramento climatico del pianeta (protocollo di Kioto).

L’area “467” per cui ci stiamo impegnando affinché rimanga pubblica è estremamente strategica per i seguenti motivi:

  • è a fianco del polo scolastico di Torbole Casaglia ed è fruibile immediatamente da tutti i ragazzi dei tre ordini scolastici (materna, elementare, medie). Si sono svolte in questi anni numerose gare campestri (anche a livello provinciale) che in questi anni sono state organizzate oltre ad altri eventi sportivi;
  • è un polmone verde centrale al paese perché equidistante tra i due abitati di Torbole e Casaglia e in asse con la piazza comunale;
  • è uno spazio, per la maggior parte (50.000 mq) già adibito a parco, che va mantenuto pubblico e verde anche nella prospettiva di possibili future espansioni urbanistiche limitrofe;
  • è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 sottoscritti dal Comune nel Patto dei Sindaci e monitorati nell’ambito del progetto Pianura Sostenibile pubblicato sul sito del Comune.

Le intenzioni di vendita di questa area che è “nostra”, espresse sia in Consiglio Comunale che in Commissione Urbanistica, ci lasciano sconcertati e preoccupati quanto determinati a proseguire nelle azioni di promozione del comitato per la salvaguardia della nostra ricchezza.

Vi invitiamo pertanto a nome del comitato a valutare con molta attenzione le nostre argomentazioni perché il vostro ruolo è quello sia di promuovere incondizionatamente il bene pubblico che quello di farsi carico della petizione che sta raccogliendo un così largo, crescente e trasversale consenso.

Torbole Casaglia 2/2/2018

Giuseppe BonfardiniMarco MoscaAntonio Terna
Comitato Liberi Cittadini

Lettera aperta al Sindaco di Ozzano dell’Emilia, Sig. Luca Lelli

Lettera aperta al Sindaco di…

Oggetto: “Polo Rifiuti”, richiesta di precise garanzie per i cittadini di Ozzano dell’Emilia.

Egregio signor Sindaco,

il Consiglio Comunale Straordinario del 03 Febbraio u.s. con i suoi contenuti ha lasciato nello sconcerto tutti i presenti, cittadini certamente interessati e attivi partecipanti come non mai, visto che alle 01,30 del 04.02 ve ne era ancora una consistente presenza!
L’Amministrazione Comunale ha disatteso la primaria funzione del Consiglio Comunale Straordinario, quella di informare e fornire risposte alle numerosissime domande poste dai cittadini di Ozzano e Comuni limitrofi come San Lazzaro di Savena e Castenaso; l’incontro con l’Amministrazione Comunale ha così prodotto un risentimento che si sta allargando nella popolazione, cosa di per sé non positiva per la politica e per la vita sociale.

La pianificazione degli argomenti e gli elevati toni polemici di ospiti e rappresentanti delle Istituzioni, a nostro avviso sono stati una scelta sbagliata, nel suo complesso letta come netto fronte di opposizione nei confronti dei cittadini.
Ciò nonostante il comitato crede ancora e opera al fine di trovare un equilibrio maggiore delle cose.
Per raggiungere tale risultato occorre certamente la condivisione da parte dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco per i nuovi e aggiornati obbiettivi, irrinunciabili, rispetto alle scelte fatte all’epoca.
Così come richiesto anche durante il Consiglio Comunale Straordinario, riteniamo necesaria la creazione di un tavolo di concertazione per approfondimenti e ricerca della soluzione. La condizione determinante è che vi sia una sincera volontà di collaborazione, ne riformuliamo quindi la richiesta e attendiamo una sollecita risposta.

Gli incartamenti, le parole, le assicurazioni per quanto possano valere, così come la procedure di VIA, non garantiscono assolutamente i cittadini. Questa diffusa convinzione si è maturata per vari motivi e principalmente a fronte di aspetti oggettivi di contenuti che sono progressivamente emersi.

La procedura di VIA nella fattispecie non considera la partecipazione dei cittadini né dei costituiti comitati e la dimostrazione più evidente è che le osservazioni presentate dal comitato a Luglio 2015 non hanno ancora trovato alcuna forma di risposta.

I progetti sono nel frattempo cambiati, tutto procede ma senza che né l’Amministrazione Comunale, Città Metropolitana e altri compreso i Servizi abbiano mai cercato realisticamente una condivisione né la preliminare concertazione che mai c’è stata.

In particolare assistiamo impotenti ad uno spettacolo ove leggi vengono nominate e richiamate continuamente nella loro essenza e che non vengono ancora applicate, o in via di applicazione, riorganizzazioni degli enti, o semplicemente leggi che permettono ancora di fatto di scegliere ciò che conviene al momento, creando in questo contesto un comprensibile sconcerto nelle persone, definitivamente stanche di quelli che vengono definiti “i soliti giochetti della politica”. Il risultato è che la procedura di VIA in corso segue principi datati e non le nuove leggi esistenti; quale giustizia? quali risultati ci si possono realmente aspettare?

Ciò nonostante i cittadini sanno che è il Sindaco, insieme all’Amministrazione Comunale, che può e deve intervenire per fornire le risposte necessarie e ancor più le garanzie mancanti. Il Sindaco è espressione della collettività che amministra ed è “ufficiale di governo”.
Ancor più, l’adeguamento dell’azione amministrativa alle disposizioni comunitarie e alle direttive e raccomandazioni del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo, oramai di immediata applicazione nel diritto interno, dilatano di fatto il regime di responsabilità per Sindaco, Amministratori e Dirigenti; responsabilità che si estende anche alla materia civile, penale e amministrativa.
Il Comune risulta tuttora la cellula ideale di organizzazione della comunità, per il benessere, la qualità di vita, la sicurezza e salute pubblica dei cittadini. La prevenzione territoriale, la tutela degli interessi diffusi e la condivisione solidale delle risorse sono elementi attuali, lo sono per il Comune ed in particolare per il Comitato Liberi Cittadini.
A seguito di quanto sopra, elenchiamo i principali temi e aspetti macroscopici che richiedono una Risposta di Garanzia del Sindaco, nei confronti della Cittadinanza tutta:

A) La perizia tecnica presentata dal comitato sostiene che la SIA del proponente e la procedura di VIA non prendono in considerazione aspetti sostanziali quali:

  1. valutazione degli impatti cumulativi, (sentenze varie),(Herambiente/G2Servizi/Imm. Varignana);
  2. valutazione impatti sanitari secondo le linee guida;
  3. applicazione del principio di precauzione, (sentenza del Consiglio di Stato);
  4. valutazione alternative di progetto, (vari riferimenti normativi non sono stati considerati).

Il Delegato all’Ambiente per la Città Metropolitana, Avv. Minganti, durante il consiglio comunale aperto, ha affermato che la procedura VIA è stata eseguita correttamente analizzando tutti gli aspetti che possono creare un impatto negativo.
Ricordando che l’accordo procedimentale (Rep. nr. 605/2011) pianifica la realizzazione di due nuovi impianti produttivi affiancati a quello già esistente di Herambiente, riteniamo necessario che la valutazione dell’impatto sanitario debba considerare i singoli impianti, in una ottica generale e appunto “cumulativa”. (vedi DM-Tutela Territorio e Mare N°52 del 30.03.2015, punto 4 e 4.1 che definisce una diversa trattazione dell’intero progetto.

Specificatamente “…un singolo progetto deve essere considerato anche in riferimento ad altri progetti localizzati nel medesimo contesto ambientale e territoriale.

Tale criterio consente di evitare che la valutazione ambientale dei potenziali impatti ambientali sia limitata al singolo intervento senza tenere conto dei possibili impatti ambientali
derivanti dall’interazione con altri progetti localizzati nel medesimo contesto ambientale e territoriale, ecc….consente di evitare la frammentazione artificiosa di un progetto, di fatto
riconducibile ad un progetto unitario, eludendo l’assoggettamento obbligatorio a procedura di verifica….ecc”.).

Nulla fatto di tutto ciò, chiediamo quindi che il Sindaco, responsabile della salute dei suoi cittadini, rilasci impegno formale di garanzia, sulla totale assenza di impatti negativi per la salute della popolazione residente.

B) L’Amministrazione comunale di Ozzano dell’Emilia nella lettera di considerazioni del 14 gennaio u.s., ha posto alcune questioni, tra le quali l’esclusione dell’entrata e stoccaggio nell’area dei rifiuti classificati pericolosi e l’esclusione dello stoccaggio di quei rifiuti per cui sia previsto solo un codice di attività di tipo D e quindi destinati direttamente a smaltimento.

Infine stigmatizza la necessità di coerenza e conformità delle attività non ammesse dal POC vigente che ammette nell’area “un impianto per la gestione dell’attività di raccolta e selezione di materiali riciclabili” .

Facciamo espressa richiesta e riteniamo necessario che il Sindaco rilasci impegno formale di garanzia, sul totale mantenimento ed accoglimento nella forma più restrittiva di tutti i punti citati.
Ulteriormente, nell’ipotesi che il progetto possa ottenere il rilascio della valutazione di impatto positiva e dell’autorizzazione ex art. 208, il Sindaco rilasci impegno formale di garanzia, e operi per la non modificabilità di tali vincoli così impostati, anche nel caso di qualunque eventuale richiesta potesse giungere di varianti o altro.

Per inciso, non è stato compreso il senso dell’asserzione di un Assessore che assicurava la vigilanza per impedire l’ingresso di rifiuti pericolosi, in antitesi con le dichiarazioni del Delegato Minganti.

C) I due Proponenti di cui all’Accordo Procedimentale del 27 Giugno 2011, sono ulteriormente proprietari di vaste aree agricole e confinanti con i terreni frazionati e oggetto dell’accordo;

chiediamo che il Sindaco rilasci impegno formale di garanzia che in nessun caso e con nessun tipo di atto urbanistico – comunale o sovra comunale – possano venire concesse estensioni territoriali dei singoli impianti; né incrementi costruttivi all’interno di tali aree in conseguenza di maggiori indici di edificabilità.

D) La problematica del traffico indotto, pur nella evidente criticità dell’area, non è stata minimamente affrontata, tantomeno sotto l’aspetto cumulativo;

chiediamo che il Sindaco rilasci impegno formale di garanzia che il traffico veicolare indotto dagli impianti non creerà alcun tipo di effetto peggiorativo, inerente la sicurezza stradale e la salute.

Crediamo Le risulti evidente, Sig. Sindaco, che le nostre richieste sono dettate dalla necessità di perseguire gli obiettivi e le finalità del comitato in osservanza dello statuto e nel rispetto di un elevato numero di sostenitori e aderenti.

Sempre secondo questo spirito intendiamo sottoporle ulteriormente una rielaborazione delle osservazioni originariamente presentate che seguirà a breve.

Ciò che risulta evidente, è che la procedura di VIA è regolamentata ma lascia ugualmente al Proponente uno spazio eccessivo di autonomia gestionale e interpretativa, che vi sono molti aspetti critici e con palesi lacune.

La conseguente limitazione delle prescrizioni che risulterebbero necessarie, preoccupa i cittadini e lascia come unico baluardo i potenziali successivi e periodici controlli e monitoraggi delle Istituzioni.

E’ questa situazione che intendiamo sottoporre alla sua attenzione e allo scopo ribadiamo la richiesta di un tavolo di concertazione.

Pensiamo che il Sindaco non possa ignorare questi aspetti e altresì debba trattare di questi argomenti e farsene debito carico nei rapporti con Arpae, AUSL, Città Metropolitana, Regione.

La procedura di VIA non è conclusa e non può ritenersi anticipatamente conclusa.

Distinti saluti,
Enrico Gaiardi,
Presidente del Comitato Liberi Cittadini

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