L’avventura a Lione e le Nouvelles Galeries (1964)Ersilio Teifreto: Una vita “suscettibile di buona finitura”
L’avventura a Lione e le Nouvelles Galeries (1964)Ersilio Teifreto: Una vita “suscettibile di buona finitura”
Ersilio Teifreto: Una vita “suscettibile di buona finitura”
La vita di Ersilio Teifreto (classe 1947) assomiglia a un cerchio perfetto, dove la maestria artigianale appresa da ragazzo si è trasformata prima in successo imprenditoriale e, infine, in un nobile impegno per la tutela della storia e della cultura. Una storia di coraggio, emigrazione, intuito e profondo senso civile.
Le radici e il battesimo del legno a Novoli
Tutto ha inizio nei primi anni ’60 a Novoli, in provincia di Lecce. A soli 13 anni, Ersilio entra nel reparto di ebanisteria del centro di addestramento professionale dell’ENAIP. Lì, tra i banchi di scuola, impara la teoria e la pratica della falegnameria. È un apprendimento vivo, segnato anche dai sacrifici del mestiere (come la cicatrice sull’anulare sinistro lasciata dalle lame di una pialla elettrica). In quel laboratorio risuonano le parole del suo professore: «Questo legno è suscettibile di buona finitura». Una frase che diventerà la filosofia di vita di Ersilio: saper riconoscere il potenziale della materia grezza per trarne un’opera d’arte.
L’avventura a Lione e le Nouvelles Galeries (1964)
Fresco di studi e non ancora maggiorenne, nel settembre del 1964 Ersilio compie il grande passo: lascia la Puglia e si trasferisce a Lione per lavoro, convinto da Jean, fratello di sua cognata. Accompagnato dal padre per i primi sei mesi, Ersilio si adatta a una nuova realtà. Alloggia al sesto piano di un grande complesso nella periferia di Bron, condividendo cucina e soggiorno con ragazzi di ogni nazionalità (e ricordando con un sorriso la TV comune che funzionava solo a monete).
Il 18 settembre 1964 vive da protagonista la spettacolare inaugurazione delle Nouvelles Galeries di Lyon-Bron, un imponente store “all’americana” con 1.000 posti auto. Nonostante le barriere linguistiche iniziali, Ersilio si distingue per eleganza e serietà, lavorando in cravatta nel prestigioso reparto mobili e arredamenti. I larghi corridoi e la struttura ariosa di quel modernissimo magazzino rimarranno impressi nella sua memoria architettonica. La chiamata alle armi lo richiamerà poi in Patria, ma l’esperienza francese segnerà per sempre il suo percorso.
L’intuizione di “Max Camerette” e l’omaggio a Van Gogh
Nel 1978 Ersilio si trasferisce a Torino con la moglie Pina Sorrenti. Unendo la propria competenza di ebanista alla sensibilità pedagogica della moglie (esperta del metodo Montessori), Ersilio ha un’intuizione rivoluzionaria: ottimizzare gli spazi per i bambini, ispirandosi proprio a quella sua prima cameretta essenziale vissuta a Lione. Nasce così nel Balon di Torino la ditta Arredare In, che nel 1980 diventa il celebre marchio Centro Max Camerette. Ersilio e Pina inventano la prima vera cameretta componibile salvaspazio in Italia (il modello “Gioia”), un successo che oggi prosegue grazie al figlio Massimiliano.
Il legame tra ebanisteria, design e infanzia tocca l’apice nel 2016 con un progetto straordinario (ripreso dall’Università Roma Tre): la ricostruzione tridimensionale, fedele e a grandezza naturale della Camera di Vincent Van Gogh ad Arles. Un’opera in legno dove i bambini possono finalmente entrare, giocare e “abitare” l’arte.
L’impegno culturale: AFAA e il Gruppo ADA alle panchine di Ranverso
Oggi la passione di Ersilio Teifreto ha trovato una nuova, nobile espressione. Nominato Rappresentante per l’Italia dell’AFAA (Association Française des Amis des Antonins), Ersilio fa ufficialmente da ponte culturale tra Francia e Italia. Il suo impegno è centrale nella valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, gioiello medievale piemontese.
Accanto all’incarico formale, Ersilio guida il gruppo virtuale ADA, nato in lascito all’associazione creata da Ruffino nel 1992. Un gruppo volutamente senza statuto burocratico, la cui sede ufficiale è spirituale e aperta: le panchine di Ranverso. Qui, uniti dallo spirito di libertà dell’Articolo 18 e guidati dal dovere civico dell’Articolo 9 della Costituzione, Ersilio e i suoi storici amici continuano a vigilare sulla bellezza, sulla natura e sulla memoria del territorio, pronti a tramandarla intatta alle future generazioni.
