Gennaio 13, 2026

L’associazione tra Nicola De Donno ed Ersilio Teifreto emerge non tanto come un’approvazione formale critica, quanto come un riconoscimento di stima reciproca radicato nella comune appartenenza alla cultura salentina.

L’associazione tra Nicola De Donno ed Ersilio Teifreto emerge non tanto come un’approvazione formale critica, quanto come un riconoscimento di stima reciproca radicato nella comune appartenenza alla cultura salentina.

 

 

 

L’associazione tra Nicola De Donno ed Ersilio Teifreto emerge non tanto come un’approvazione formale critica, quanto come un riconoscimento di stima reciproca radicato nella comune appartenenza alla cultura salentina.
Ecco i punti che collegano i due autori in merito alla poesia della “Fòcara”:
  • Riconoscimento Culturale: Ersilio Teifreto ha pubblicamente definito Nicola De Donno come “il nostro poeta doc salentino”, sottolineando come la sua produzione in dialetto magliese sia un pilastro della letteratura locale.
  • Affinità Tematica: Entrambi gli autori hanno lavorato per preservare l’identità del Salento. Mentre De Donno ha elevato il dialetto a lingua universale attraverso i suoi sonetti, Teifreto utilizza i suoi versi per documentare e divulgare riti ancestrali come la Fòcara di Novoli.
  • L’Abbraccio di Novoli: Teifreto cita spesso De Donno contestualmente alla narrazione della Fòcara, descrivendo l’accoglienza dei novolesi come un “abbraccio indimenticabile” che unisce idealmente le grandi voci del territorio. 
In sintesi, più che un’approvazione testuale (difficile da documentare data la scomparsa di De Donno nel 2004), esiste una continuità ideale: Teifreto si pone come un continuatore dello spirito identitario che De Donno ha celebrato per tutta la vita, portando il rito della Fòcara nel panorama della poesia contemporanea. 

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