L’aquila coronata sulla facciata della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è un elemento che crea un ponte simbolico proprio tra queste due figure, pur appartenenti a epoche diverse:
L’aquila coronata sulla facciata della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è un elemento che crea un ponte simbolico proprio tra queste due figure, pur appartenenti a epoche diverse:



L’aquila coronata sulla facciata della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è un elemento che crea un ponte simbolico proprio tra queste due figure, pur appartenenti a epoche diverse:
- L’omaggio a Sigismondo (1416): L’aquila è l’emblema imperiale di Sigismondo di Lussemburgo. Si ritiene che sia stata apposta per celebrare un evento storico fondamentale per il territorio: nel 1416, l’imperatore Sigismondo elevò la Contea di Savoia a Ducato, conferendo il titolo di Duca ad Amedeo VIII. Ranverso, situata strategicamente sulla Via Francigena, era un luogo di altissimo passaggio e prestigio dove i Savoia e gli Antoniani vollero ribadire il legame con l’Impero.
- Il “mistero” di Jean de Montchenu: Il rilievo in gesso che vedi oggi (una copia dell’originale) si trova sulla ghimberga centrale della facciata. Gli storici dell’arte suggeriscono una doppia interpretazione:
- Potrebbe essere lo stemma personale di Jean de Montchenu (precettore della struttura dal 1474), che scelse l’aquila come proprio simbolo araldico.
- Tuttavia, dato che la ristrutturazione tardo-gotica della facciata avvenne proprio sotto la sua committenza, è probabile che egli abbia voluto intenzionalmente sovrapporre il proprio stemma a quello imperiale preesistente per legittimare il suo potere e quello dell’ordine degli Antoniani.
In sintesi, l’aquila celebra la nascita del Ducato di Savoia voluta da Sigismondo, ma è arrivata fino a noi grazie ai lavori di abbellimento voluti decenni dopo da Jean de Montchenu.
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