Marzo 14, 2021

La struttura base dell’organizzazione templare era chiamata “domus”, “magione” o “precettoria”. Il Templare responsabile della conduzione e di quanti dimorano nella casa era il precettore. RILEY-SMITH J. ,The Knights of St. John, in Jerusalem and Cyprus c.1050 – 1310, Londra, 1967, pp. 329-330; Cit. in BURMAN, p. 68;

La struttura base dell’organizzazione templare era chiamata “domus”, “magione” o “precettoria”. Il Templare responsabile della conduzione e di quanti dimorano nella casa era il precettore. RILEY-SMITH J. ,The Knights of St. John, in Jerusalem and Cyprus c.1050 – 1310, Londra, 1967, pp. 329-330; Cit. in BURMAN, p. 68;

La struttura base dell’organizzazione templare era chiamata “domus”, “magione” o “precettoria”. Il Templare responsabile della conduzione e di quanti dimorano nella casa era il “precettore”. Vi erano precettorie maggiori e minori: quelle minori erano in genere, situate in zone rurali e avevano alle loro dipendenze “grange” o fattorie. La precettorie maggiori erano quelle poste in città e che avevano alle loro dipendenze altre case. L’insieme di più precettorie formava la “balia”, più balie costituivano una “provincia”.  A  capo  delle “domus”, grandi o piccole che fossero, e delle “balie” spettava il titolo di “precettore” (preceptor), a quelli preposti alla guida delle provincie competeva il titolo di “Maestro provinciale” (magister provincialis). Sopra a tutti c’era il “Maestro generale” dell’Ordine (magister generalis) conosciuto come “Gran Maestro” perché così tramandato, impropriamente da molti storici. La suddivisione dell’Ordine del Tempio in Provincie non fu sempre uguale: mutò nel corso degli anni e con l’accrescimento dei possedimenti. La prima provincia ad essere costituita fu nel 1130 la Francia e il suo Maestro provinciale fu Payen de Montdidier, compagno di Hugues de Payns. Fino al magistero di Bertrand de Blanquefort (1156-1169), sesto Maestro generale, non vi fu un assetto territoriale ben definito. Egli si rese conto che il moltiplicarsi degli insediamenti europei non consentiva più, a ogni singola casa del Tempio, di fare riferimento al solo Maestro in Terra Santa. Le donazioni ci danno esempi da cui si può dedurre che i possessi Templari in Occidente iniziarono ad essere raggruppati in entità territoriali, dette poi provincie ( dopo il 1160). Troviamo infatti donazioni fatte ai seniores de Templo Domini de Jherusalem, al  servus Dei et Miliciae Templi  in Aragona, ai ministri in Inghilterra e Aquitania  e ai missi de templo de Jerusalem in Italia. Durante il Magistero di Bertrand de Blanquefort si trovano i primi documenti con citazioni di “preceptor” riferentesi a una provincia. A capo di ognuna di queste provincie vi era un precettore con ampia autonomia decisionale, controllato da un procuratore generale, poi da un visitatore cismarino che potremmo definire, grossomodo, un Maestro  d’Occidente.  Questi però, a  differenza del “magister generalis” che risiedeva in Oriente nella casa madre di Gerusalemme, era itinerante e con compiti essenzialmente di controllo. La gerarchia templare, come descritta negli articoli della regola ( versione francese) è la seguente: Maestro (Art.77-80), Siniscalco (Art.99-100), Maresciallo (Art.101-103), Commendatore del Regno di Gerusalemme (Art.110), Commendatore della Città di Gerusalemme (Art.120-124), Commendatore di Tripoli e di Antiochia (Art.125-126), Drappiere (Art.130-131), Commendatore delle Case (Art.132-136), Commendatore dei Cavalieri (Art.137), Fratelli cavalieri  e  sergenti del Convento  (Art.138-141), Turcopolerio “Turcoples” o “Turcopoles” (Art.169-172), Sotto – Maresciallo (un sergente)  (Art.173-176), Gonfaloniere (un sergente) (Art.177-179), Fratelli Sergenti commendatori delle case (Art.180), Fratelli Domestici (frères casaliers) (Art.181), Fratelli infermieri (frères infirmiers ) (Art. 190-197). Nel loro insieme, i ranghi, e in special modo i cinque ranghi più alti, corrispondevano alla gerarchia feudale dell’Europa medievale. La distinzione tra cavalieri e sergenti è quella di maggiore rilevanza, anche nei casi in cui i sergenti, per mancanza di cavalieri in una piccola casa, o per loro qualità personali, occupavano posti apparentemente uguali a quelli dei loro “fratelli cavalieri”. Man mano che l’Ordine si espandeva in tutta Europa si moltiplicavano le anomalie nei titoli e nei ranghi, tanto che non sembra esserci stata una norma d’applicazione universalmente valida per titoli come quello di Commendatore. La confusione riguardante l’attribuzione dei titoli aumentò durante il secolo XII. Con l’istituzione della flotta si svilupparono altri ruoli e, di conseguenza, altri ranghi come quello di “commendatore della flotta” simili a quello in uso tra gli Ospitalieri . Al centro di questa immensa struttura, i Cavalieri Templari, erano solo una minoranza che rappresentava un’élite militare. L’intero Ordine, a partire della gerarchia, la finanza, l’agricoltura, fino al reclutamento, era finalizzato ad un unico scopo: il mantenimento di questo corpo ben equipaggiato e ben preparato di cavalieri pronti ad ogni momento ed entrare in azione. Il rapporto tra fratelli e cavalieri era circa di 10 a 1 come stima il Lea traendolo dai dati in suo possesso.

Bibliografia:

BURMAN E. , I Templari. L’Ordine dei poveri cavalieri del Tempio di Salomone, Firenze, 1988,  p.48;  RILEY-SMITH J. ,The Knights of St. John, in Jerusalem and Cyprus c.1050 – 1310, Londra, 1967, pp. 329-330; Cit. in BURMAN, p. 68;

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