La società con un unico socio.
La società con un unico socio.
La società con un unico socio sta avendo sempre più successo. Le statistiche degli ultimi anni rilevano una crescita esponenziale delle società unipersonali in tutta Italia. Si tratta pur sempre di una piccola percentuale sul totale delle società esistenti, ma il loro numero aumenta ogni anno, con un ritmo molto superiore a quello degli altri tipi di società. La società unipersonale, quindi, piace sempre di più agli imprenditori italiani, che stanno superando l’iniziale diffidenza per questo strumento relativamente nuovo.
La società unipersonale, grazie alla limitazione di responsabilità che essa consente, rappresenta oggi un’opportunità interessante per chi intende intraprendere un’attività di impresa individuale, ma anche per “trasformare” in società un’impresa individuale esistente, approfittando del regime fiscale conveniente.
Chiariamo subito che quando parliamo di società unipersonale intendiamo solo una società di capitali: s.r.l. o s.p.a.. La società di persone deve avere sempre almeno due soci, salvo che in via transitoria, per non più di sei mesi, nel caso in cui un socio rimanga da solo in seguito al recesso o alla cessione della quota da parte dell’altro socio, oppure alla sua morte. E’ una situazione provvisoria, che la legge ammette solo per dare a chi è rimasto solo un tempo ragionevole per fare entrare qualcun’altro nella società. Al termine dei sei mesi, se non è entrato almeno un altro socio, la società si scioglie automaticamente. La società con un unico socio è dunque necessariamente una società di capitali. La maggior parte di esse è una società a responsabilità limitata, dato che la s.r.l. costituita nella forma unipersonale è prevista già dal 1993. Dal 2004, però, con la riforma del diritto societario, è stata introdotta anche la possibilità di costituire una società per azioni unipersonale.
Per comprendere le ragioni del successo della società unipersonale, occorre analizzare le caratteristiche di questa strana forma sociale.
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