Ottobre 14, 2026

La prima volta a due voci di Mauro Pecchenino in ‘COMPLEMENTARI’

La prima volta a due voci di Mauro Pecchenino in ‘COMPLEMENTARI’

 

 

 

La prima volta a due voci di Mauro Pecchenino in ‘COMPLEMENTARI’

 

Nel panorama intellettuale italiano ed internazionale, la figura di Mauro Pecchenino incarna una rara sintesi tra il rigore della saggistica d’impresa e l’assoluta libertà della parola poetica.

Chi segue da tempo il nostro Blog sa quanto la sua firma sia sinonimo di avanguardia, sia come Romanziere, sia come Saggista. Oggi, però, la sua produzione segna un punto di svolta inedito: per la prima volta nella sua carriera letteraria, Pecchenino sceglie di condividere lo spazio sacro del verso, facendosi affiancare da una firma e da una sensibilità femminile, quella dell’autrice romana Arianna Tomassetti.

Il frutto di questo connubio è la plaquette d’arte e poesia dal titolo emblematico “COMPLEMENTARI” (edita nella prestigiosa collana La Porta Nera).

Per comprendere la portata di questa evoluzione, occorre fare un passo indietro e divulgare la solidità delle radici bibliografiche di Pecchenino, che è universalmente riconosciuto per aver introdotto e strutturato il primo grande Format sistematico sulla Comunicazione d’Impresa e le Relazioni Pubbliche, anche grazie ai suoi saggi pubblicati da IlSole24Ore. Un lavoro monumentale che ha ridefinito le regole della disciplina in Italia e all’estero, con testi confluito in oltre 20 saggi specialistici (pubblicati con editori, come Il Sole 24 Ore, Laterza, Rizzoli, Carocci, FrancoAngeli).

Quell’attitudine a “costruire ponti” e a interpretare le relazioni umane, codificata nei suoi storici manuali di comunicazione, ha trovato poi una nuova via di fuga: la poesia.

Se nei saggi dominava la pragmatica aziendale, nelle sue raffinate Plaquette artistiche emerge l’essenza dell’anima. E i numeri parlano chiaro: con quest’ultima fatica letteraria, la sua produzione lirica, da oltre tre anni con la Collana ‘La Porta Nera’ è ormai giunta oltre le 10 pubblicazioni poetiche, scritte in italiano, francese e inglese (tra cui le acclamate, in Francia, “La vie en rouge” e “La vie se déroule”).

Nel dualismo con Tomassetti non c’è subalternità, ma un incontro tra pari. Arianna Tomassetti non è semplicemente una spalla, ma il vero valore aggiunto della plaquette. Articolista di spessore per testate del calibro di HuffPost Italia [www.huffingtonpost.it] e Flipmagazine [www.flipmagazine.eu], la Tomassetti si muove da anni con naturalezza tra la comunicazione istituzionale, il social media marketing e la narrazione d’inchiesta.

Nella critica letteraria, Tomassetti è nota per la sua dote di saper orientare lo sguardo oltre i confini del convenzionale. La sua scrittura poetica si distingue per un equilibrio evidente: un “dire” denso di richiami evocativi e simbolici, che sa però alternarsi a una parlata piana, vivida, non priva di una sottile ironia e porta nel testo la solidità di una professionista della parola, unita alla grazia della sua sensibilità.

Fino a oggi, la figura femminile nell’universo di Pecchenino era stata oggetto di narrazione o musa evocata nelle sue trame romanzesche (pensiamo a personaggi come Samira in Blues Baldacc o Melod in Go Around Jazzy). In “COMPLEMENTARI”, invece, la donna smette di essere “raccontata” e diventa coautrice del tessuto lirico.

L’opera non si configura come un semplice scritto a quattro mani, ma come un autentico dialogo speculare e antifonale. Il testo è concepito per una recitazione alternata che mette a confronto:

  • La prospettiva maschile (Pecchenino): più legata a un’eco crepuscolare, al viaggio, alle atmosfere e ai ritmi delle grandi capitali.
  • L’armonia femminile (Tomassetti): portatrice di una freschezza emotiva, capace di cogliere il dettaglio invisibile del sentimento e restituirlo con forza, mossa da una penna eticamente libera.

Per i lettori di ToriNovoli abituati a rintracciare la poesia nella esegesi dei sentieri storici e nelle radici popolari, “COMPLEMENTARI” rappresenta la dimostrazione di come la vita, esattamente “come l’erba che torna”, sappia sempre rigenerarsi attraverso l’incontro, lo studio e la sinergia profonda con l’altro.

E.R.

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