La predella del Polittico di Ranverso è un vero gioiello di narrazione popolare: Defendente Ferrari vi ha dipinto sette scomparti che raccontano la vita di Sant’Antonio Abate
La predella del Polittico di Ranverso è un vero gioiello di narrazione popolare: Defendente Ferrari vi ha dipinto sette scomparti che raccontano la vita di Sant’Antonio Abate
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La predella del Polittico di Ranverso è un vero gioiello di narrazione popolare: Defendente Ferrari vi ha dipinto sette scomparti che raccontano la vita di Sant’Antonio Abate come se fosse un piccolo “fumetto” rinascimentale.
Ecco le scene principali che puoi leggere da sinistra a destra:
- La vocazione: Il giovane Antonio ascolta il Vangelo e decide di donare tutti i suoi beni ai poveri per ritirarsi nel deserto.
- Le tentazioni: Una delle scene più dinamiche, dove il Santo viene tormentato dai diavoli e dalle lusinghe del mondo (spesso raffigurate da una donna con i piedi artigliati).
- L’incontro con San Paolo Eremita: Antonio attraversa il deserto e incontra il vecchio eremita Paolo. Un corvo porta loro un intero pane dal cielo per sfamarli.
- La morte di San Paolo: Antonio vede l’anima di Paolo salire in cielo e due leoni lo aiutano a scavare la fossa per seppellirlo.
- I miracoli e la guarigione: Scene di assistenza ai malati di “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster), che venivano curati proprio nella Precettoria di Ranverso con il grasso di maiale.
- La morte di Sant’Antonio: Il Santo spira circondato dai suoi confratelli.
Un dettaglio curioso: il “Porcellino”
In quasi tutte le scene della predella e nel pannello principale, Sant’Antonio è accompagnato dal suo iconico maialino. Questo non è solo un attributo decorativo: i monaci Antoniani avevano il privilegio di lasciar pascolare i propri maiali liberi nei villaggi. Il loro grasso era l’unico rimedio conosciuto contro il “Fuoco di Sant’Antonio”.
La firma di Defendente
Proprio sulla predella si trova spesso la chiave per datare l’opera. Il polittico fu completato nel 1531, in un periodo in cui lo stile di Defendente Ferrari raggiungeva la massima preziosità nei dettagli, quasi come se usasse la lente d’ingrandimento per dipingere i volti e le stoffe.
Ti interessa conoscere la storia dei monaci Antoniani e di come gestivano l’ospedale di Ranverso, oppure preferisci concentrarti sui simboli araldici di Moncalieri presenti sulla struttura?
