Gennaio 21, 2022

La precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, che in realtà comprende l’abbazia, il vicino ospedaletto (dove i frati curavano i malati affetti dal fuoco di S. Antonio), il convento e le cascine, porta tale nome perché un tempo il responsabile (il precettore, appunto) veniva nominato dall’Abate degli Antoniani.

La precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, che in realtà comprende l’abbazia, il vicino ospedaletto (dove i frati curavano i malati affetti dal fuoco di S. Antonio), il convento e le cascine, porta tale nome perché un tempo il responsabile (il precettore, appunto) veniva nominato dall’Abate degli Antoniani.

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Una delle chiese più pregevoli del Piemonte

Recensione di Precettoria di Sant’Antonio di RanversoRecensito 10 settembre 2019

La precettoria, che in realtà comprende l’abbazia, il vicino ospedaletto (dove i frati curavano i malati affetti dal fuoco di S. Antonio), il convento e le cascine, porta tale nome perché un tempo il responsabile (il precettore, appunto) veniva nominato dall’Abate degli Antoniani.

La costruzione, che risale al XII secolo (1180-1185), fu frutto di una donazione del Conte Umberto III di Savoia che volle presidiare questo tratto della vicina Via Francigena.

Alla chiesa si accede tramite un piccolo chiostro mentre l’interno, che risulta di pianta irregolare ed a tre navate, era originariamente ad una sola navata.
Nel corso del tempo (XIV-XVI sec.) vennero costruite le cappelle laterali, il presbiterio, la sacrestia ed il coro.

Nell’interno della chiesa lo stile è decisamente gotico ed anche i pilastri in laterizi reggono le crociere della navata centrale in un ordito gioco di sovrapposizioni e decorazioni pittoriche, come peraltro visibile anche nelle cappelle, nel presbiterio e nella sacrestia.

Tra gli affreschi ed opere presenti segnalo:
lo splendido altare con il polittico di Defendente Ferrari;

gli affreschi dedicati alle “Storie di S. Antonio abate” che decorano la facciata interna;

quelli della parete settentrionale e meridionale del presbiterio con figure di Santi, vescovi (Martino e Nicola) re e profeti dell’Antico Testamento (tra i quali si riconosce Davide);

il pregevole ciclo “Imago Pietatis” di Giacomo Jaquerio che decora abside, presbiterio e sagrestia;

la Cappella della Storia della Vergine.

Una chiesa assolutamente da visitare ed ammirare con attenzione…certamente tra le più pregevoli di tutto il Piemonte, anche solo per la sua atmosfera carica di spiritualità ed intimità.

Segnalo che: la tariffa d’ingresso è di € 5 (gratis con la tessera Abbonamento Musei); orari e giorni apertura sono limitati (9-12:30; 13:30-17 mercoledì e domenica); possibilità di visite guidate (con maggiorazione tariffa e ad orari stabiliti: per ulteriori informazioni consiglio di telefonare 011 936 7450)Data dell’esperienza: settembre 2019

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