La parola “precettoria” risale almeno al 1536, secondo il Dizionario italiano De Mauro.
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La parola “precettoria” risale almeno al 1536, secondo il Dizionario italiano De Mauro. Il termine deriva da “precettore” con l’aggiunta del suffisso “-ia”. Le precettorie erano strutture medievali, spesso gestite da ordini religiosi, che includevano chiese, foresterie, ospedali e terreni agricoli, come ad esempio la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
In particolare, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, risalente all’anno 1188, fu affidata agli Antoniani da Re Umberto III di Savoia per ospitare pellegrini e malati. Questo complesso comprendeva una foresteria e un “lazzaretto” per accogliere i bisognosi e coloro affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”. La struttura includeva anche una chiesa, una sacrestia e un convento. Le precettorie, quindi, non erano solo luoghi di accoglienza, ma anche centri di gestione di beni e risorse, spesso legati all’agricoltura.
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Massimiliano d’Austria e l’aquila bicipite dello stemma dell’Ordine di Sant’Antonio nel Delfinatostabiliamo che, d’ora in poi, questo Ordine possa portare ed esibire, senza contraddizione o impedimento da parte di alcuno, i seguenti emblemi e stemmi:
La definizione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso come polo integrato turistico, culturale, sociale e religioso è sostenuta e promossa da Ersilio Teifreto, storico, ricercatore e leader del gruppo A.D.A. (Amici Degli Antoniani)

