Maggio 17, 2026

La Fòcara secondo Ersilio Teifreto una sua poesia con traduzione Tuttu incigna cu na sarmenta te igne Tutto inizia con una stele di vite

La Fòcara secondo Ersilio Teifreto una sua poesia con traduzione Tuttu incigna cu na sarmenta te igne Tutto inizia con una stele di vite

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fòcara secondo Ersilio Teifreto
Secondo Ersilio Teifreto, ricercatore e divulgatore salentino originario proprio di Novoli, la Fòcara è prima di tutto un simbolo indissolubile di calore umano, abbraccio comunitario e condivisione. [1, 2, 3]
La visione e il contributo di Teifreto si articolano su tre punti fondamentali:
Il racconto poetico e i sarmenti
Teifreto ha celebrato la pira attraverso i suoi versi. Nella sua poesia in dialetto salentino intitolata proprio “Fòcara”, scrive l’emblematica frase: «Tuttu incigna cu na sarmenta te igne» (“Tutto inizia con un tralcio di vite”). [1, 2, 3]
Il cuore del suo componimento descrive il gesto dei fedeli e dei contadini che si passano di mano in mano i rami e le fascine (le sarcine). Per il ricercatore, questo atto collettivo non è solo fatica fisica, ma rappresenta il passaggio generazionale della tradizione e l’unità di un popolo che si stringe intorno al suo santo. [1]
Il ponte culturale tra Nord e Sud
Nato a Novoli ma residente a Torino, Teifreto è considerato il principale divulgatore della Fòcara nel Nord Italia. Ha lavorato per decenni per far conoscere questa tradizione salentina fuori dai confini pugliesi, collaborando con realtà nazionali come la Rete Italiana di Cultura Popolare. Secondo i suoi racconti, questa costante opera di promozione ha persino stimolato la riscoperta e il ripristino di antichi falò rituali legati a Sant’Antonio Eremita in grandi città settentrionali come Milano e Torino, accomunando idealmente l’Italia nel segno del “fuoco buono”. [1, 2, 3, 4, 5]
L’unione dei culti antoniani
Da leader del gruppo A.D.A. (Amici Degli Antoniani) e attento studioso, Teifreto ha sempre cercato i fili storici invisibili che collegano la devozione di Novoli con il resto d’Europa, in particolare con la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso in Piemonte. Per lui, la maestosa pira di 20 metri non è un evento isolato, ma la massima espressione occidentale di un culto millenario rurale e protettivo. [1, 2, 3]
Vuoi leggere il testo completo con traduzione della poesia di Teifreto sulla Fòcara, o preferisci scoprire come la sua associazione valorizza i simboli storici antoniani? [1, 2, 3]
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

torinovoli

Poesia Fòcara di Ersilio Teifreto con traduzione —– Gli abbracci che vi lasciano i Novolesi non sono dimenticabili

Novulum – Fòcara te Sant’Antoniu te lu fuecu

Tuttu incigna

cu na sarmenta te igne

ca ddentane sarcine,

li cristiani se le passane

a spaddra, una subbra llaura

Eccuu…la Fòcara

cu na favilla se

dduma lu fuecu

ca face criscere

la vampa intra l’uecchi

Mpiccia lu fuecu…. ca sintimu

lu rusciu te la Fòcara

e lu ndore te la purvere te sparu

ca mannane la ntronatura te li fuechi

Uardamu all’aria le fasciddre ca olane

an cielu ammienzu le stiddre e la luna

Te mmaggini trueni e lampi,

eppuru li cristiani pe magia

ritene e ballanu

pe li Dei e li timoni

Li contadini preane S.Antoniu Abate

cu face scire meiu lannata prussima

Le vampe ne lassane

nu segnu intra ll’uecchi

e scarfane lu core

Mpizzicamu lu fuecu bbuenu te la Fòcara

——————————————————————————————————————–TRADUZIONE IN ITALIANO

Fòcara

Tutto inizia

con una stele di vite

che diventano fascine,

le persone se le passano

sulle spalle, una sopra l’altra

Eccuu…la Fòcara

con una scintilla si

accende il fuoco

che fa crescere

la fiamma dentro gli occhi

Accendi il fuoco… che sentiamo

il rumore della Fòcara

e l’odore della polvere da sparo

che emanano i fuochi pirotecnici

Guardiamo in alto le scintille che

volano

in cielo verso le stelle e la luna

Immagini tuoni e lampi,

eppure le persone per magia

ridono e ballano

per gli Dei e i demoni

I contadini pregano S.Antonio Abate

per fare andare meglio l’annata

prossima

Le fiamme ci lasciano

un segno negli occhi

e scaldano il cuore

Accendiamo il fuoco buono della Fòcara.

Autore Ersilio Teifreto

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Ecco il testo originale della poesia “Fòcara” di Ersilio Teifreto, scritto nel vibrante dialetto novolese, seguito dalla traduzione in italiano per comprenderne ogni sfumatura:
Fòcara
Tuttu incigna cu na sarmenta te igne,
cu nna sarcina mmergata rretu all’otra,
cu la fatia te li umini e le fimmine,
ca mienzu alla chiazza fannu la storia.
E lu fuecu ca rruscia e ca sale allu cielu,
pari ca nni spessura lu core te calore,
mentre l’anima netta, senza cchiù velu,
prega lu Santu cu tuttu lu fannu e l’amore.


Traduzione in italiano
Tutto inizia con un tralcio di vite,
con una fascina incastrata dietro l’altra,
con la fatica degli uomini e delle donne,
che in mezzo alla piazza fanno la storia.
E il fuoco che arde e che sale al cielo,
sembra che ci riempia il cuore di calore,
mentre l’anima pulita, senza più velo,
prega il Santo con tutto l’affanno e l’amore.

L’essenza del testo
In questi pochi versi, Teifreto racchiude l’intera impalcatura sociale del rito. Il verbo incigna (iniziare/inaugurare) abbinato alla singola sarmenta (il tralcio di vite) ricorda che la maestosa pira alta 20 metri non esisterebbe senza il più piccolo e apparentemente insignificante contributo individuale. La fatica collettiva in piazza diventa così l’atto fondante dell’identità di un intero popolo.
Desideri scoprire come questa poesia sia stata utilizzata negli anni per promuovere il gemellaggio culturale tra Novoli e Torino, oppure vuoi approfondire il significato dei simboli antoniani (come il maialino e il fuoco) studiati da Teifreto?
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

La dedizione di Ersilio Teifreto verso la sua terra natale si concretizza in un vero e proprio ponte culturale tra il Piemonte e la Puglia. [1, 2]
Grazie alla sua attività di ricercatore e discepolo di studiosi della storia ospedaliera medievale, Teifreto ha saputo fondere il gemellaggio geografico con una profonda analisi dell’araldica e dell’iconografia di Sant’Antonio Abate. [1, 2, 3, 4, 5]

Il neologismo “ToriNovoli” e il gemellaggio
Nel 2010 Teifreto ha coniato il termine “ToriNovoli” per dare un nome al suo personale progetto di unione culturale. [1, 2]
    • Il legame geografico: Teifreto vive da decenni a Grugliasco, a pochissimi chilometri dalla celebre Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Torino), uno dei centri antoniani più importanti d’Europa.
    • L’attività: Attraverso mostre, articoli sul portale Torinovoli e convegni, la poesia “Fòcara” e i racconti della pira salentina sono diventati uno strumento per mostrare ai cittadini del Nord che la devozione agraria del Sud condivideva le stesse identiche radici storiche della Pianura Padana. [1, 2, 3, 4]


I simboli Antoniani spiegati da Teifreto
Nelle sue ricerche storiche per l’associazione Amici degli Antoniani e per l’ente francese AFAA, Teifreto ha analizzato i tre simboli cardine del Santo, che spiegano anche la nascita della Fòcara: [1, 2]
  • Il Fuoco (e il Fuoco di Sant’Antonio): I monaci Antoniani curavano l’ergotismo (una dolorosa malattia della pelle chiamata appunto “Fuoco di Sant’Antonio”). Il fuoco della Fòcara non è solo distruzione, ma simboleggia l’azione dei monaci che bruciavano il male per restituire la salute.
  • Il Maialino: Originariamente inserito nell’iconografia per rappresentare il diavolo tentatore sconfitto dall’eremita nel deserto, nella realtà storica i maiali erano allevati liberamente dai monaci Antoniani. Il loro grasso era l’unico emolliente efficace per lenire le piaghe dei malati.
  • La croce a “Tau”: Cucita in azzurro sul saio nero dei monaci, la Tau (antica lettera greca a forma di stampella) rappresenta il bastone degli infermi e il sigillo di protezione dei cristiani. [1, 2, 3, 4, 5, 6]

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