Settembre 30, 2021

La festa Patronale di Sant’Antonio di Abate Ranverso con benedizione degli animali e mezzi di lavoro in generale.

La festa Patronale di Sant’Antonio di Abate Ranverso con benedizione degli animali e mezzi di lavoro in generale.

RANVERSO nei Comuni di Buttigliera Alta e Rosta (TO)

Ricorrenza Gennaio

Titolo Festa Patronale

Dal 2006 è stata ripristinata presso la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la festa di sant’Antonio Abate, invocato come patrono dei contadini e protettore degli animali domestici. La festa si svolge rispettando alcune antiche consuetudini.

Ogni anno a Ranverso si svolge nella Domenica prima del giorno-17- o quella successiva, in onore di Sant’Antonio Abate, patrono del borgo: ” La festa continua con la benedizione degli animali e dei mezzi agricoli da lavoro “, un avvenimento che richiama molte persone anche dai paesi limitrofi.

Non si sa con esattezza a quando risale la venerazione dei Ranversini per il “santo del fuoco”, ma è da ritenere molto antica, secondo molti studiosi probabilmente risale al 1.532 Questa considerazione nasce dal fatto che gli abitanti di Moncalieri una cittadina alle porte di Torino donarono il Polittico alla Chiesa in devozione a Sant’Antonio Abate che li aveva salvati dalla Peste, ogni anno il 17 Gennaio giorno della sua festa si recavano a piedi fino Ranverso per pregare e portare in processione il Santo del deserto, appunto la festa del fuoco con benedizione degli animali tipicamente Antoniana.

Sant’Antonio è anche detto Santo del porcello, o più esattamente degli animali, perché la cultura popolare gli ha attribuito la facoltà di proteggere tutti gli animali da cortile e da stalla.

La festa Patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso , in provincia di Torino.

Testo a cura di Ersilio Teifreto volontario virtuale A.S.A.R (Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso. Il borgo fino al 1980 contava circa 150 abitanti nel 2021 è completamente disabitato. Ranverso sin dall’origine ha maturato il culto per il Santo eremita e nel corso del tempo ha maturato una duplice vocazione il Culto per il Santo del deserto e vita agricola, l’emblema identitario viene tuttavia recuperato nei momenti più importanti della sua vita sociale. Tra questi, il più importante è certamente la festa patronale di Sant’Antonio Abate, che cade a gennaio, ma il programma con i preparativi per la festa cominciano molto tempo prima della data canonica, poiché l’organizzazione della stessa, viene curata dai volontari, dal Parroco , la Proloco e comitato festa. si sviluppa già da Dicembre e si articola in una pluralità di iniziative (con riti religiosi, benedizione degli animali e trattori)
Il monaco egiziano è venerato a Ranverso dal 1.156 quando fu costruita la prima Chiesa in Italia a lui dedicata. Le autorità civile e il clero chiesero al vescovo il riconoscimento del santo come protettore, privilegio concesso dalla Sacra Congregazione dei Riti, nel 1883 la Chiesa viene dichiarata Monumento Nazionale.

A Ranverso, nei comuni di Rosta e Buttigliera Alta, si celebra ancor oggi il 17
gennaio di ogni anno la festa di Sant’Antonio abate; vi partecipano soprattutto i
contadini e gli abitanti dei dintorni. Si benedicono in particolare gli animali con un
buon augurio per l’imminente annata.
Ma la festa ha radici antiche. Un ricordo è presente ancora negli affreschi
gotici dell’abside sulla porta della sacrestia: due contadini, dipinti con icastico senso
della realtà, camminano verso l’altare portando al guinzaglio due maiali neri molto
simili alle cinte senesi.
Maggiore fu sicuramente la festa del 17 gennaio 1532, sotto il governo degli
Antoniani. Dovette essere ben singolare, irripetibile, nella chiesa illuminata dai ceri,
dalle candele e soprattutto dallo splendore aureo del nuovo superbo polittico di
Defendente, probabilmente con grande partecipazione dei contadini del tempo, sui
volti dei quali si stampò il miracolo delle luci del memorabile giorno.
in “Arte Cristiana”, Anno XCVIII 857, marzo – aprile 2010

I preparativi per la festa cominciano molto tempo prima della data canonica, poiché l’organizzazione della stessa, a cura dei volontari e dal comitato festa. Alle ore 10.30 davanti alla precettoria si radunano i trattori e gli animali da lavoro. Quindi alle ore 11.00 viene celebrata la Santa messa, durante la quale avviene la benedizione dei pani (dolci a forma di animali) e la lettura della preghiera del contadino. Al termine della funzione alcune persone in costumi d’epoca e abiti monastici con simbolo del Tau provvedono alla distribuzione dei pani benedetti. Segue nella graziosa piazzetta e nei viali della precettoria la sfilata dei trattori e degli animali, per la benedizione solenne. Il pranzo conviviale, organizzato dai coltivatori diretti di Buttigliera Alta e Rosta, conclude la manifestazione.

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La festa di Ranverso nel 2021 è stata inserita nella Rete Italiana per la salvaguardia e Valorizzazione delle feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

Festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso (Rosta e Buttigliera Alta) – Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate (santantuono.it)

SIG. PRESIDENTE CHRISTIAN SE VUOI POSSIAMO SCAVARE SUL LUOGO DI RANVERSO TI INVIO DE CENNI,

le foto puoi sceglierle sui vari Siti Internet , CONSIDERANDO che sono 3 le Pagine da completare sul periodico semestrale AFAA .

I PELLEGRINAGGI LUNGO LA VIA FRANCIGENA

La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è ubicata lungo la Via Francigena, che da Canterbury, conduceva i pellegrini in Terra Santa. In Francia tutte le rotte dei fedeli confluivano su Chambery e da qui i pellegrini si avviavano verso la Valle dell’Arc, per salire al Colle del Moncenisio. Giunti sulla sommità trovavano ristoro presso l’Ospizio fondato nel IX secolo da Ludovico il Pio con il compito di accogliere i viandanti. Essi, percorrendo la Strada Reale, scendevano a Novalesa, dove si trova l’abbazia fondata nel 726, una delle più antiche dell’arco alpino occidentale. L’itinerario proseguiva a Susa e nella valle, con una tappa fondamentale: la Sacra di San Michele. I pellegrini non potevano accedervi in quanto l’ingresso in questa abbazia millenaria era riservato a pochi eletti. Essi si fermavano a Sant’Ambrogio e proseguivano poi verso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Il complesso è stato fondato nel 1188 per volere del Beato Umberto III. Egli voleva una chiesa dotata di foresteria per i pellegrini e di lazzaretto per la cura dei malati di ergotismo e ne affidò la gestione agli Antoniani, detti anche “cavalieri del fuoco sacro”. Da qui i fedeli ripartivano in direzione di Torino, Chivasso e Vercelli, fino a raggiungere Pavia, un’altra tappa fondamentale del loro lungo viaggio.

Sant’Antonio di Ranverso nel 2021 resta disabitata.

L’ultima famiglia nel Gennaio 2021 ha lasciato con nostalgia  la casa  nella cascina Bassa  di Ranverso dove sono cresciuti i loro 4 figli , ed  e stata  salutata con gli applausi da noi volontari, giornalmente  passavano nei vialetti del borgo speciale di Sant’Antonio di Ranverso per  portare  le mucche al pascolo era sempre un momento di gioia  tra la curiosità dei visitatori che s’immaginavano di vivere in un luogo medievale, continua Ersilio Teifreto la cascina era attrezzata per  l’allevamento di bovini e suini gestita dalla famiglia e  sistemata in una”corte” chiusa  da mura  e percorsa dal canale della bealera, la famiglia mancherà  molto ai  frequentatori del borgo che durante la giornata avvertono la loro assenza, la cascina bassa  era l’ultima cascina ancora abitata nel concentrico della precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.

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