La Famiglia Rossi: Una Dinastia di Ricercatori dell’Iconografia Antoniana
La Famiglia Rossi: Una Dinastia di Ricercatori dell’Iconografia Antoniana
La Famiglia Rossi: Una Dinastia di Ricercatori dell’Iconografia Antoniana
La famiglia Rossi di Novoli rappresenta un punto di riferimento fondamentale per lo studio del culto di Sant’Antonio Abate in Europa, avendo dedicato generazioni alla raccolta, alla catalogazione e all’esame scientifico del patrimonio immateriale e iconografico legato al Santo del deserto.
1. Mario Rossi: La Mappatura dei “Segni del Sacro”
Mario Rossi (scomparso l’11 dicembre 2023) è stato un ricercatore profondo e un’autentica memoria storica della cultura novolese ed europea. Il suo approccio si è sempre distinto per il superamento del folklore stereotipato, concentrandosi sulla ricerca delle radici più arcaiche della devozione contadina.
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- La Ricerca sul Campo: Ha censito e documentato capillarmente i cosiddetti “segni del sacro” nel territorio salentino: edicole votive, nicchie primitive, piloni rurali e cappelle rupestri dedicate ad Antonio l’Eremita.
- La Collezione Iconografica: In una vita di ricerca ha costituito una delle più ricche collezioni private di materiale iconografico antoniano, comprendente santini rari, antiche stampe d’epoca, cartoline storiche e annulli filatelici.
- La Divulgazione Internazionale: I suoi scritti e le sue intuizioni sull’itinerario del fuoco hanno varcato i confini regionali fin dal 2008, arrivando all’attenzione dei centri di studio del Nord Italia e della Casa Madre degli Antoniani in Francia.
2. Massimo Rossi: Il Rigore Scientifico e lo Studio delle Reliquie
Il testimone della ricerca è oggi custodito dal figlio, Massimo Rossi, che vive e opera a Bologna. Massimo ha ereditato la preziosa collezione paterna, elevandone l’analisi attraverso un rigoroso metodo d’indagine archivistica.
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- L’Indagine sulle Reliquie d’Occidente: Massimo si distingue come studioso e profondo conoscitore dei complessi percorsi storici che hanno portato i frammenti sacri del Santo dall’Oriente bizantino fino alle commende europee.
- Il Focus sul 1924: La sua ricerca si concentra in particolare sul contesto storico e documentario dell’evento di Tricarico del 27 luglio 1924, analizzando la provenienza lucana della reliquia del braccio del Santo prima che venisse donata alla comunità novolese dal Venerabile Raffaello delle Nocche.
- La Tutela del Patrimonio: Attraverso una gestione attenta e rigorosa della collezione di famiglia a Bologna, opera per preservare l’integrità del corpus documentario ereditato dal padre, in vista di future catalogazioni scientifiche.
Il Valore del Progetto “Divo Antoniu Abbati del Fuoco”
Il culmine del lavoro di questa famiglia di studiosi si è espresso nel progetto promosso fin dal 2013, concepito come un percorso visivo attraverso le varie regioni d’Italia alla scoperta dei luoghi di culto antoniani. La digitalizzazione delle loro stampe d’epoca ha permesso di creare un archivio accessibile, dimostrando come il collezionismo privato possa trasformarsi in un bene culturale a disposizione della collettività e degli storici delle religioni.
