La Chiesa al momento dell’acquisizione è rappresentata dal complesso abbaziale (precettoria) di Sant’Antonio di Ranverso, entrato a far parte dei beni dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro a seguito dell’abolizione, tramite bolla papale, dell’Ordine Antoniano nel 1776.
La Chiesa al momento dell’acquisizione è rappresentata dal complesso abbaziale (precettoria) di Sant’Antonio di Ranverso, entrato a far parte dei beni dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro a seguito dell’abolizione, tramite bolla papale, dell’Ordine Antoniano nel 1776.
IV Serie 1956 Fascicolo II (aprile- giugno) – Bollettino d’Arte
IV Serie 1956 Fascicolo II (aprile- giugno) (beniculturali.it)
le campiture del restauro, ma per trarpe la certezza
che purtroppo lo stemma è ormai perduto. È da dolersi, anche nei riguardi delle induzioni cronologiche
che il presbiterio sia stato parzialmente distrutto e
ricostruito nella seconda metà del ‘400, ad opera dell’abate Giovanni di Montchenu, demolendo la parete
di fondo – che, rettilinea in origine, fu rifatta poligo naIe – ed innalzando una nuova volta a crociera,
come ancor oggi è dimostrato dalla linea cuspidata dei
superstiti affreschi sulle pareti laterali (figg. 9 e IO).
Nessun ricordo rimane, grafico o descrittivo, dei perduti dipinti della volta della parete di fondo. Per la
parete non è assurdo ipotizzare un soggetto simile a
Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso – Comune di Buttigliera …
Parte Terza: Patrimonio – Fondazione Ordine Mauriziano
Parte Quinta: Istituti di Culto – Fondazione Ordine Mauriziano
Per quel che riguarda la rete dei beni culturali, la più importante emergenza architettonica
è rappresentata dal complesso abbaziale (precettoria) di Sant’Antonio di Ranverso,
entrato a far parte dei beni dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro a seguito
dell’abolizione, tramite bolla papale, dell’Ordine Antoniano nel 1776.
La precettoria – il complesso costituito dalla chiesa, il convento, le cascine e l’ospedale –
fu costruita in seguito a una donazione (1180-1185 circa) del conte Umberto III di Savoia,
che la volle in prossimità di un ramo della Via Francigena e la affidò agli Antoniani, che si
dedicavano all’assistenza dei pellegrini che percorrevano la strada devozionale; a questo
scopo venne costruito l’ospedale, edificato alla fine del XV secolo.
Al momento dell’acquisizione del Tenimento da parte dell’Ordine mauriziano, esso era
prevalentemente composto da un’ampia estensione di boschi, prati e campi, al centro
della quale si collocavano gli edifici della precettoria ospedaliera. Essa comprendeva la
chiesa di Sant’Antonio e gli adiacenti Palazzo del Priore e Cascine di Levante, Bassa, di
Mezzo, di Ponente (sistemati in una “corte” chiusa da muri e percorsa dal canale di Rivoli),
nonché l’Ospedaletto sull’altro lato della strada e la Cascina Grangetta più a nord, oltre la
Dora, unita al complesso principale tramite un ponte in legno.
Tali edifici erano sorti successivamente alla fondazione della precettoria, giacché le prime
notizie dell’insieme riportavano la sola presenza di chiesa, monastero e ospedale. Il
monastero, posto a sud della chiesa, venne inglobato negli edifici della Casa Priorale (XVII
secolo) e più tardi in quelli della Cascina di Mezzo (1724); l’ospedale, già sistemato
separatamente dagli altri fabbricati lungo la cortina opposta della strada, mantenne solo la
facciata tardoquattrocentesca, ma fu completamente ridisegnato nella parte retrostante
quando venne adibito, nel 1738, ad azienda agricola con la denominazione di
Ospedaletto.

