Ottobre 28, 2021

La caratteristica facciata della Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso arricchita con ghimberghe e coronamenti in cotto, pinnacoli e decori di gotico flamboyant, fu voluta dal priore commendatario Jean de Montchenu II.

La caratteristica facciata della Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso arricchita con ghimberghe e coronamenti in cotto, pinnacoli e decori di gotico flamboyant, fu voluta dal priore commendatario Jean de Montchenu II.

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L’Avvento nell’arte italiana | 9 dic

Antichi profeti sulla Via delle Gallie

Giacomo Jaquerio, «Profeta». Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso (To)Giacomo Jaquerio, «Profeta». Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso (To)ARABELLA CIFANI | 9 dicembre 2020  | Buttigliera Alta (TO)

Sulla antica Via delle Gallie, in bassa Valle di Susa, sorge una delle più belle chiese italiane: la chiesa di Sant’Antonio di Ranverso, della Precettorìa degli Antoniani. Il complesso, comprendente un ospedale per i pellegrini, fu fondato nel 1188 dai canonici dell’ordine di Sant’Antonio di Vienne che curavano, con il grasso dei maiali lì da loro allevati, il «fuoco di sant’Antonio». L’ordine fu protetto dai Savoia fino alla soppressione, avvenuta nel 1776. In seguito l’edificio con tutti i suoi cospicui beni passò all’Ordine Mauriziano cui ancora appartiene.

L’edificio all’inizio del XIII secolo era stato finito ma nel Quattrocento fu molto rimaneggiato con l’aggiunta di due navate laterali.

All’interno vi sono cicli di affreschi che si collocano fra il XII secolo e il XV secolo. Nell’abside, dove troneggia uno dei capolavori italiani del Rinascimento, il grande polittico della Natività realizzato nel 1531 da Defendente Ferrari e dalla sua scuola, è conservato un ciclo di affreschi iniziato da Giacomo Jaquerio nel 1406 e da lui firmato. «[Picta] fuit ista capella p[er] manu Iacobi Iaqueri de Taurino». Gli affreschi raffigurano nella parte alta la Vergine con il Bambino sotto una complessa edicola gotica; ai lati della Vergine elementi architettonici gotici e negli sguanci delle finestre i santi Giovanni Battista, Antonio Abate, Marta e  Margherita, e poi ancora  san  Nicola e san  Martino.

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