LA BUSSATA DEL PELLEGRINO DESTAGIONALIZZATO DEL TERZO MILLENNIO
LA BUSSATA DEL PELLEGRINO DESTAGIONALIZZATO DEL TERZO MILLENNIO

3. LA BUSSATA DEL PELLEGRINO DESTAGIONALIZZATO DEL TERZO MILLENNIO
Diario di bordo e rilievi sul campo del Tracciologo Territoriale Ersilio Teifreto
Ci sono giorni in cui la storia non va cercata nei grandi registri d’archivio, ma va ascoltata nel silenzio profondo delle pietre. Il formato destagionalizzato con cui frequento e studio la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso risponde a questa precisa necessità antropologica: allontanarsi dal rumore delle sagre e delle feste patronali affollate per addentrarsi, in totale solitudine, negli anfratti più reconditi del borgo medievale.
Il 30 agosto 2017, mentre camminavo lungo gli antichi sentieri battuti per secoli dai pellegrini della Via Francigena, la terra mi ha fatto dono di una traccia straordinaria: un bastone di legno naturale, un ramo grezzo la cui estremità superiore riproduce in modo spontaneo e fedele la fisionomia a “T” della Croce di Tau o del bastone da eremita di Sant’Antonio Abate.
[INSERIRE QUI LA FOTO DI ERSILIO CON IL BASTONE SUI GRADINI DI RANVERSO – 30 AGOSTO 2017]
Poggiare quel legno naturale direttamente contro lo storico portale in legno massiccio, proprio sotto la grande arcata gotica in cotto della facciata principale di Ranverso, è stato un gesto dal valore simbolico assoluto. Rappresenta, nel senso più puro, la bussata del pellegrino destagionalizzato del terzo millennio.
Quel legno grezzo evoca tre grandi storie che si fondono in una sola traccia:
- È il medesimo appoggio che sosteneva i passi dei malati di ergotismo (fuoco degli ardenti) diretti all’antico Ospedaletto medievale in cerca di una speranza di vita;
- È lo stesso strumento di sostegno che ha guidato i passi feriti del mio Maestro, Monsignor Italo Ruffino, dopo la drammatica ritirata nella steppa russa;
- È il custode del mio biculturalismo, capace di unire la fatica delle mie braccia ereditata dall’università della terra, il misticismo della Val di Susa e l’energia ancestrale del fuoco della Fòcara di Novoli.
[INSERIRE QUI LA FOTO DEL BASTONE NATURALE POGGIATO IN SOLITUDINE SUL PORTONE CHIUSO]
Questo bastone lasciato davanti al portone chiuso è la firma del Tracciologo Territoriale. Dichiara che il cammino continua, la ricerca sul territorio è viva e la memoria millenaria dell’Ordine Ospedaliero è presidiata contro l’oblio del tempo.
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Mentre Dante condannava i frati al disprezzo eterno nei versi del Paradiso, la storia reale raccontava e avrebbe raccontato altro: la nascita di ben 390 ospedali in tutto il continente, dove la carne e il lardo del maiale ridavano dignità e vita ai diseredati della Terra.
GAM la ricomposizione del Polittico di Ranverso effettuata virtualmente e filologicamente da Ersilio Teifreto
