Ottobre 12, 2017

Informa giovani Che maiali a Torino! quando lattuale stupenda via garibaldi si chiamava “dora grossa” erano i maiali di SantAntonio Abate di Ranverso

Informa giovani Che maiali a Torino! quando lattuale stupenda via garibaldi si chiamava “dora grossa” erano i maiali di SantAntonio Abate di Ranverso

Itinerari – Via Garibaldi – Curiosa

LA FINESTRA SUL CORTILE… DEGLI ELFI E DELLE FATE

Pare che un’attiva signora scozzese, nel disegnare la mappa mondiale di fate ed elfi, abbia incluso Torino.
Tra i luoghi segnalati due cortili di via Barbaroux.
Attenzione, dunque, qualcuno vi osserva!

LA TORRE CHE NON C'È

In via Garibaldi, all'angolo con via San Tommaso, sorgeva un tempo una torre medioevale molto alta, considerata il simbolo di Torino. Fu abbattuta nel 1802.
via Garibaldi

CHE MAIALI A TORINO!

Lo sapevate che alla fine del ‘200 numerosi maialini grufolavano indisturbati per via Dora Grossa?
Erano i maiali dei frati di San’Antonio di Ranverso: con il loro grasso i religiosi preparavano una speciale medicina per combattere il fuoco di Sant’Antonio.

MARTÌRI E MARTIRI

Neppure i torinesi sanno a chi sia dedicata
la chiesa dei "Santi Martiri".
Secondo la leggenda si tratterebbe dei primi cristiani, trucidati nel 300 d.C. per non aver voluto compiere riti pagani; più probabilmente, invece, semplici cittadini giustiziati nella zona delle Basse di Dora, oltre la Porta Palatina.
Santa Giuliana raccolse, ricompose e seppellì i cadaveri fuori le mura, da dove furono spostati nella nuova sede in via Dora Grossa, ora via Garibaldi.

AGRODOLCE M'È IL NAUFRAGAR
IN QUESTO MARE

In via San Tommaso, nel cortile detto del Gamelotto, si svolgeva il mercato degli agrumi, dei fichi secchi, del pesce e si vendeva l’olio prodotto dai contadini della collina torinese, in particolare quello di noci (l’olio d’oliva, importato dalla contea di Nizza, era molto costoso).

IN CHIESA IN COMPAGNIA

In passato tutte le compagnie di arti e mestieri avevano un santo patrono, con relativa cappella dedicata nelle varie chiese della città.
In Duomo: i Pittori e Scultori, i Chirurghi, i Calzolai, gli Orefici, i Panificatori riuniti nella Compagnia di S. Luca; nel complesso dei Gesuiti in via Dora Grossa (attuale via Garibaldi): i Banchieri, i Negozianti, i Mercanti, i Nobili e gli Avvocati; in S. Francesco: i Sarti, i Serraglieri, i Maestri da Muro, gli Scalpellini e gli Stuccatori luganesi, gli Speziali e i Notai.

NON PIÙ IN RIGA MA IN COLONNA

Per l’aumento vertiginoso della popolazione, Emanuele Filiberto fu costretto a dare luogo alla sopraelevazione degli edifici della zona.
Con l’innalzamento delle case a cinque o sei piani, le strade sembravano ancora più strette.
Mai le cose sono così come ci appaiono…

CONTRADA GUARDINFANTI

Se in via Garibaldi l’universo femminile esibisce abiti all’ultima moda, questa contrada invece deve il suo nome ai guardinfanti, le ingombranti strutture di legno con cui un tempo le signore usavano tenere gonfie le loro gonne, quelle alla "Via col Vento", e che venivano vendute nella vicina via Barbaroux.
Delimitata da via Barbaroux, via dei Mercanti e via S. Tommaso

TOPONOMASTICA

Via Giovanni Botero era nota un tempo come "contrada del fieno", via Monte di Pietà come "Contrada dei due Buoi e della Caccia Reale" e via dei Mercanti come "Contrada San Giuseppe".

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