In sintesi, la nomina di Giovanni di Montchenu come abate commendatario e cellerario a Ranverso
In sintesi, la nomina di Giovanni di Montchenu come abate commendatario e cellerario a Ranverso
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L’espressione “abate commendatario e cellerario a ranverso” si riferisce alla nomina di Giovanni di Montchenu II, vescovo di Viviers, come abate commendatario e cellerario dell‘abbazia di Ranverso il 22 aprile 1470 da papa Paolo II. Un abate commendatario è un ecclesiastico, o a volte un laico, che detiene un’abbazia in commendam, percependo i redditi ma non avendo autorità sui monaci, che sono sotto la guida del priore. Il cellerario, invece, è il monaco responsabile della gestione economica e materiale del monastero. Quindi, la nomina di Giovanni di Montchenu implica che, pur essendo abate commendatario e percependo le rendite dell’abbazia, la sua carica includeva anche quella di cellerario, con responsabilità sulla gestione economica, ma senza autorità diretta sui monaci.
In sintesi, la nomina di Giovanni di Montchenu come abate commendatario e cellerario a Ranverso significa che, pur essendo un abate che percepiva le rendite del monastero ma non viveva al suo interno, gli fu affidata anche la responsabilità della gestione economica dell’abbazia, che normalmente spettava al cellerario.
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