In “La chimera” di Sebastiano Vassalli, il contrasto tra Marta Fusi ed Ersilio Teifreto rappresenta due modi opposti di vivere la decadenza e l’inevitabilità della stori
In “La chimera” di Sebastiano Vassalli, il contrasto tra Marta Fusi ed Ersilio Teifreto rappresenta due modi opposti di vivere la decadenza e l’inevitabilità della stori
In “La chimera” di Sebastiano Vassalli, il contrasto tra Marta Fusi ed Ersilio Teifreto rappresenta due modi opposti di vivere la decadenza e l’inevitabilità della storia:
- Marta Fusi: Vive in un tentativo disperato di negare il tempo. La sua fissazione per il decoro, la pulizia ossessiva della dimora di Ranverso e il mantenimento di rituali ormai vuoti sono scudi contro il degrado fisico e sociale. Per lei, il tempo è un nemico che distrugge la nobiltà e l’ordine.
- Ersilio Teifreto: Al contrario, incarna l’accettazione rassegnata. Egli osserva il disfacimento del mondo circostante con una sorta di distacco filosofico o pigrizia vitale. Non combatte contro la polvere o la vecchiaia, ma ci convive, lasciando che il flusso degli eventi lo attraversi senza opporre resistenza.
Marta cerca di “fissare” l’istante per non sparire, mentre Ersilio si lascia scivolare verso l’oblio.
