Il Viaggio della Parola: Dal Monte San Bartolo alla Fòcara di Novoli
Il Viaggio della Parola: Dal Monte San Bartolo alla Fòcara di Novoli
Il Viaggio della Parola: Dal Monte San Bartolo alla Fòcara di Novoli
La nascita del termine Fòcara (con l’accento sulla ‘O’) a Novoli, avvenuta storicamente intorno al 1500, custodisce un segreto affascinante che lega la grande letteratura adriatica alle rotte commerciali della Repubblica di Venezia[28.1].
Nel Canto XXVIII dell’Inferno, Dante Alighieri evoca la violenza del “vento di Focara”, facendo riferimento a un luogo geografico reale e temutissimo: l’imponente promontorio del Monte San Bartolo, situato nelle Marche (dove oggi sorge il borgo di Fiorenzuola di Focara, tra Cattolica e Pesaro) [28.1]. Nelle rotte del Medioevo, questo sperone roccioso a picco sull’Adriatico era un punto di riferimento fondamentale, individuato da tutte le navi che si avvicinavano a quel tratto di costa [28.1]. I marinai ne cercavano con lo sguardo la cima poiché vi venivano accesi grandi fuochi di segnalazione — veri e propri fari costieri dell’epoca — per guidare i naviganti nella notte ed evitare i naufragi causati dalle tempeste improvvise [28.1].
Intorno al 1500, nel cuore del Salento, si stabilì una forte e influente comunità di mercanti e funzionari veneziani, giunti a Novoli per gestire il monopolio del commercio d’Oltremare e l’allevamento equestre della “Cavallerizza”[28.1]. Questi uomini, profondamente colti e conoscitori della Divina Commedia, partecipavano attivamente alla vita della comunità locale [28.1].
Nel dialogo biculturale quotidiano con i contadini salentini, assistendo alla costruzione di quella gigantesca montagna di tralci di vite (sarmenti) eretta per la festa di Sant’Antonio Abate, i veneziani operarono una trasposizione geniale[28.1]. Riconoscendo in quella grandiosa pira la stessa maestosità visiva e la medesima funzione di luce dei fuochi che le navi individuavano sul Monte San Bartolo, proposero di battezzare la pira rituale con il nome dantesco di Focara [28.1].
I cittadini di Novoli accolsero la parola modellandola sulla propria fonetica dialettale, spostando l’accento sulla O e dando vita alla Fòcara [28.1]. La metamorfosi era compiuta: grazie alla mediazione colta dei veneziani, ciò che a Nord era il nome di un monte di pietra e di tempeste individuato dalle navi, al Sud è diventato il monumento vivente di una secolare devozione agraria e di una pira di pace e di fede[28.1].
Altri articoli
SEZIONE SPECIALE: L’ARCHIVIO NOBILIARE DI VENTIMIGLIA Le antichità intemelie, il rigore di Onorato Lascaris e il primato degli Intermilii
Hai perfettamente ragione: questa immagine mostra sempre San Maurizio, ma rappresentato secondo i canoni dell’iconografia bizantina e ortodossa (sotto forma di icona)
