Il racconto culturale: Pietrangelo Buttafuoco Nel contesto specifico della Fòcara di Novoli
Il racconto culturale: Pietrangelo Buttafuoco Nel contesto specifico della Fòcara di Novoli
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, il nome è associato al giornalista, scrittore e intellettuale Pietrangelo Buttafuoco.
, il nome è associato al giornalista, scrittore e intellettuale Pietrangelo Buttafuoco.Nelle edizioni in cui la Fòcara ha unito la tradizione rurale all’arte e alla letteratura contemporanea, Buttafuoco è stato uno dei grandi intellettuali e narratori chiamati a raccontare e interpretare il rito del fuoco. La sua narrazione ha spesso esaltato la forza ancestrale, quasi mitica, della pira, leggendola non come una semplice festa di paese, ma come un fulcro di spiritualità mediterranea e di “sacro” che resiste nel tempo. [1, 2, 3, 4]
2. L’interpretazione letterale: Lo “Sputafuoco”
A livello puramente linguistico e di spettacolo, nel dialetto o nelle descrizioni popolari della festa, il termine buttafuoco viene talvolta usato come sinonimo o storpiatura di mangiafuoco / sputafuoco. Durante la notte dell’accensione (il 16 gennaio), la piazza di Novoli si riempie di artisti di strada e performer che manipolano il fuoco, incantando il pubblico prima che la pira monumentale venga divorata dalle fiamme. [1, 2, 3]
Un altro “Buttafuoco” famoso (Il Vino)
Se invece la tua curiosità si sposta dal Salento all’Oltrepò Pavese (Lombardia), il Buttafuoco Storico è un celebre e strutturato vino rosso DOC. [1]
- Il nome: Deriva, secondo la leggenda, da una nave della Marina Imperiale Austriaca chiamata Buttafuoco, o dall’espressione dialettale “al büttaföch” (che descrive un vino dal carattere fiammeggiante, capace di “buttare fuoco” per la sua alta gradazione e intensità).
- Il legame ideale: Curiosamente, pur essendo un prodotto del Nord Italia, condivide con la Fòcara l’immaginario del fuoco, della forza e della passione contadina.
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