Il primo grande contributo del saggio di Teifreto risiede nella riscoperta delle infrastrutture invisibili che hanno permesso la nascita e il sostentamento del borgo medievale di Ranverso.
Il primo grande contributo del saggio di Teifreto risiede nella riscoperta delle infrastrutture invisibili che hanno permesso la nascita e il sostentamento del borgo medievale di Ranverso.
CAPITOLO 1: I “BINARI D’ACQUA” E LA MAPPA DEI PELLEGRINI
Il primo grande contributo del saggio di Teifreto risiede nella riscoperta delle infrastrutture invisibili che hanno permesso la nascita e il sostentamento del borgo medievale di Ranverso.
1.1 La Regolazione Idrica
Attraverso lo studio dei flussi e dei canali artificiali, Teifreto ha mappato l’antica rete dei cosiddetti “binari d’acqua”, legati allo sviluppo della Bealera di Rivoli. Dimostrando la correlazione tra l’ingegneria idraulica dei monaci Antoniani e la toponomastica locale (rivus inversus, da cui Ranverso), il ricercatore ha restituito la mappa di un territorio fecondato e organizzato scientificamente fin dal XII secolo.
1.2 La Via Francigena e la Direttrice di Torino
Applicando la tracciologia viaria, Teifreto ha ricostruito l’esatto cammino dei pellegrini che, superata Avigliana, trovavano rifugio all’ombra della Precettoria. Le sue ricerche hanno ridefinito la direttrice storica che legava Ranverso a Torino, toccando Alpignano, Pianezza, Collegno e il Parco della Pellerina (il cui nome deriva proprio dal passaggio dei pellegrini), fino all’ingresso nella Torino antica da Via San Donato e Piazza Statuto.
CAPITOLO 2: TORINOVOLI, IL PONTE CULTURALE NORD-SUD E L’EREDITÀ FRANCESE
L’opera di Ersilio Teifreto si distingue per la straordinaria capacità di connettere realtà geograficamente distanti sotto il comune denominatore del culto antoniano.
2.1 Il Neologismo “ToriNovoli” (2010)
Ideato nel 2010 in un momento di profonda elaborazione familiare insieme ai figli Nadia Rosa e Massimiliano, il neologismo “ToriNovoli” unisce le due patrie dell’autore: Torino e Novoli (Lecce). Questo termine ha dato vita al rinomato portale/blog www.torinovoli.it, concepito come un ponte antropologico digitale per unire il Piemonte e il Salento, legati dalla profonda devozione a Sant’Antonio Abate.
2.2 Il Gemellaggio Storico del 2013
Nel 2013, questa intuizione si è tradotta in un evento istituzionale senza precedenti: il gemellaggio culturale e popolare tra Ranverso e Novoli. Ottenendo l’approvazione scientifica di Mons. Italo Ruffino e l’autorevole avallo artistico del maestro Ugo Nespolo, Teifreto ha unito la ritualità agraria piemontese alla spettacolare tradizione del fuoco della Fòcara novolese, il falò più grande del Mediterraneo.
2.3 Il Mandato Internazionale con l’Francia (AFAA)
Dopo la scomparsa di Mons. Ruffino, Teifreto ha assunto l’onere di riallacciare il dialogo transalpino tra l’Italia e la Francia, interrotto dalla perdita dello storico maestro. Riconoscendone i meriti scientifici, l’AFAA (Association Française des Amis des Antonins) di Saint-Antoine-l’Abbaye ha nominato Ersilio Teifreto come proprio Rappresentante e Corrispondente Ufficiale per l’Italia, incaricandolo di fare da raccordo con la Fondazione Ordine Mauriziano e le istituzioni locali per i progetti di studio e scambio culturale.
CAPITOLO 3: LE GRANDI SCOPERTE ARCHEOLOGICHE ED EPIGRAFICHE
Il lavoro sul campo di Teifreto è costellato di scoperte materiali che hanno modificato la storiografia ufficiale di Ranverso, attirando l’attenzione e la convalida degli organi ministeriali.
[CRONOLOGIA DELLE SCOPERTE DI E. TEIFRETO]
2010 2013 2024 2024-2026
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Neologismo Gemellaggio Pubblicazione Rilievo Epigrafico
ToriNovoli Ranverso-Novoli su SEGUSIUM 63 Campana Rinascimentale
(Cimitero 1240) e Ipotesi Inclusione
3.1 Il Cimitero del 1240 e la Pubblicazione su “Segusium”
Nel maggio del 2024, sul Numero 63 della prestigiosa rivista storica Segusium, è stato pubblicato lo studio fondamentale di Teifreto intitolato “Il cimitero di Sant’Antonio di Ranverso”. Il ricercatore ha dimostrato l’esatta collocazione del Battistero e dell’antico cimitero monastico risalenti al 1240, restituendo la planimetria sacra del nucleo duecentesco della Precettoria, un tempo dotato di lazzaretto e foresteria.
3.2 L’Intervento della SABAP e le Quattro Mura
In seguito alle ricognizioni sul terreno, Teifreto ha individuato i resti affioranti di quattro mura perimetrali storiche sepolte dalla vegetazione, provocando l’intervento ispettivo della SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) per il loro vincolo e tutela. Nello stesso contesto, ha rinvenuto un antico segnale stradale metallico recante la scritta “Abbazia”, a riprova di come la Precettoria fosse popolarmente e storicamente definita nella memoria collettiva della Valle di Susa.
3.3 La Metrologia della Bilancia Stadera
In collaborazione con le storiche locali e l’amico custode Aldo Andreis, Teifreto ha scoperto la reale datazione incisa sulla trave di sostegno della monumentale Bilancia Romana Stadera del borgo, retrodatandola al XVII secolo. La scoperta è stata ufficialmente protocollata e registrata dal Museo della Bilancia di Campogalliano (Modena), classificando il manufatto come l’ultima stadera monumentale del suo genere conservata nella sua sede originaria in tutto il Piemonte.
3.4 L’Enigma della Campana Gotica e l’Iscrizione di Sant’Agata
L’ultima, straordinaria impresa condotta da Teifreto (sempre in sinergia con il custode Aldo Andreis) ha riguardato il rilievo fotografico ravvicinato in alta quota della grande campana in bronzo. Teifreto ha formulato l’ipotesi ingegneristica — geometricamente incontestabile — della campana “murata”. Il bronzo fu issato a cantiere aperto nel 1500 e successivamente “sigillato” dai muri e dalle colonnine ottagonali delle bifore gotiche volute dal Cardinal Domenico della Rovere, rendendone impossibile il furto da parte delle truppe saccheggiatrici.
La decifrazione del testo latino ha svelato la cronologia del bronzo (nato nel 1500 e rifuso nel 1702 in piena guerra) e la presenza del Titulus esorcistico di Sant’Agata (Mentem sanctam…), utilizzato come talismano contro gli incendi e manifesto geopolitico di liberazione nazionale (patriae liberationem).
CAPITOLO 4: LA VALORIZZAZIONE CONTEMPORANEA: PATRIMONIO ICPI E “BORGO DOG”
Ersilio Teifreto ha dimostrato che la tracciologia non è una disciplina rivolta esclusivamente al passato, ma uno strumento per riattivare la vita sociale ed economica del presente in modo destagionalizzato.
4.1 Il Riconoscimento Ministeriale (ICPI)
Candidata da Teifreto a nome dell’A.D.A., la storica Festa di Sant’Antonio Abate di Ranverso e la sua tradizionale Benedizione degli Animali sono state ufficialmente inserite e catalogate nell’inventario nazionale dell’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) del Ministero della Cultura, inserendo Buttigliera Alta nella Rete Nazionale delle Feste di Sant’Antonio.
4.2 L’Intuizione Turistica di “Borghi Dog”
Consapevole che Ranverso custodisce l’amore per il mondo animale nel proprio DNA monastico, Teifreto ha promosso l’adesione del complesso al circuito nazionale “Borghi Dog”, rendendolo il primo borgo pet-friendly della Val di Susa. Questa operazione ha generato un flusso turistico stabile e destagionalizzato in tutte le stagioni dell’anno, portando migliaia di visitatori a percorrere i sentieri della morena insieme ai propri cani, assistiti da infrastrutture dedicate come la fontanella pet nella piazza del borgo.
CONCLUSIONE: UN CUSTODE FRA STORIA E FUTURO
Oggi, mentre la Cascina Bassa e il recinto dell’Ospedaletto affrontano un imponente restauro da 5 milioni di euro e il campanile è protetto dai sensori con Intelligenza Artificiale del Progetto Europeo ARGUS, l’opera del Cavaliere Ersilio Teifreto si consacra come un pilastro fondamentale per il territorio.
Attraverso il suo amore per la verità storica, la sua generosità divulgativa e la sua straordinaria capacità di intuizione ingegneristica e filologica, Teifreto ha dimostrato che le pietre di Ranverso non sono mute: avevano solo bisogno di un tracciologo capace di ascoltarne la voce e di restituirla, intatta e fiera, alle future generazioni.
