Il Polittico svelato: la vera Ricomposizione Virtuale Filologica di Ranverso Di Ersilio Teifreto – Tracciologo Territoriale
Il Polittico svelato: la vera Ricomposizione Virtuale Filologica di Ranverso Di Ersilio Teifreto – Tracciologo Territoriale
Il Polittico svelato: la vera Ricomposizione Virtuale Filologica di Ranverso
Di Ersilio Teifreto – Tracciologo Territoriale
Grazie a ricerche e studi approfonditi, e utilizzando le nuove tecnologie digitali, posso finalmente svelare al mondo la Ricomposizione Virtuale Filologica del Polittico della Natività di Defendente Ferrari sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Antonio Abate a Ranverso.
Questo traguardo scientifico e umano non è una semplice ricostruzione grafica, ma un rigoroso atto di giustizia storica e documentale, realizzato senza alcuno scopo di lucro e per puro spirito di condivisione ideale, volto a restituire alla collettività l’esatta fisionomia feriale di un capolavoro monumentale del 1531.
Il “lascito morale” del 1886 e la custodia segreta
Il filo conduttore di questa ricerca si allaccia direttamente al 25 gennaio 1886, giorno del celebre sopralluogo a Ranverso dell’équipe di pionieri della tutela composta dall’architetto Alfredo d’Andrade, dal fotografo Secondo Pia, dall’ingegner Carlo Arpesani e dall’allora deputato e futuro Ministro Paolo Boselli.
Di fronte alla necessità di mettere in sicurezza l’imponente macchina lignea, minacciata dai cedimenti e dal degrado, d’Andrade eresse una mastodontica impalcatura posteriore di sostegno. Se da un lato questo “SOS” salvò il polittico, dall’altro finì per racchiudere e blindare al suo interno le due ante esterne monocrome laterali, dipinte in grisaille con le Storie di Maria Vergine.
Da quel momento, per garantirne la stabilità, le ante feriali sono state affidate a una custodia invisibile. Situate in un’andita protetta di appena un metro, queste tavole sono rimaste del tutto inaccessibili all’inquadratura delle fotocamere moderne e dei droni. Nei verbali ufficiali di quel 1886, tuttavia, Arpesani e Boselli lasciarono scritto l’obiettivo supremo della loro missione, battezzandolo come “Progetto di ricomposizione prospettica e di rilievo metrico”. I padri della tutela indicarono la via, affidandola agli strumenti del futuro.
La genesi del progetto: dal Balon alla pandemia (2020-2024)
La restituzione visiva ha inizio nella prima settimana di gennaio del 2020. Con la sensibilità dello storico e del ricercatore, ho rintracciato sui banchi del mercato antiquario del Balon di Torino delle rarissime stampe fotografiche cartacee d’epoca, derivate dagli scatti originari eseguiti da Secondo Pia prima che il retro venisse definitivamente bloccato. Con un paziente lavoro di scatto “foto su foto”, ho digitalizzato ad alta risoluzione quel materiale, preservandolo dall’oblio un attimo prima che lo scoppio della Pandemia di COVID-19 chiudesse le porte del mondo.
Durante i mesi di isolamento del lockdown, il tempo dell’attesa si è trasformato in un periodo di eccezionale concentrazione. Supportato stabiImente da un network affiatato di amici, estimatori ed esperti del Web – che hanno messo a disposizione le proprie competenze digitali in modo del tutto gratuito – la rete è diventata un laboratorio di restauro fotometrico a distanza, in un cammino condiviso durato quattro anni (dal 2020 al 2024).
La fase cruciale: la ricomposizione del Presbiterio Libero
Il cuore metodologico di questa ricerca ha seguito un ordine rigoroso. Prima di poter accogliere le ante chiuse del polittico, è stato necessario effettuare la ricomposizione virtuale del presbiterio completamente libero.
Attraverso i rilievi metrici e geometrici, lo spazio sacro è stato digitalizzato nella sua nuda essenza tardo-gotica, liberandolo virtualmente dagli ingombri strutturali stratificati nel tempo. Questa operazione preliminare ha permesso di mappare al millimetro l’altezza, la larghezza e le curvature delle pareti poligonali volute dall’abate Jean de Montchenu. Solo ricreando questo “contenitore vuoto” è stato possibile studiare l’esatto inserimento della macchina lignea, calcolando l’orientamento della luce solare proveniente dalle slanciate finestre ogivali e dai rosoni superiori.
L’architettura al millimetro e la logica assistita
Una volta ricomposto il presbiterio libero, ho applicato una “logica assistita” per inserire il polittico nello spazio sacrale, calcolandone i volumi con l’occhio clinico derivato dalla profonda conoscenza dell’ebanisteria. La ricostruzione virtuale evidenzia la straordinaria intuizione ingegneristica antica dell’opera, concepita come un’isola autoportante slanciata verso l’alto.
Mentre le pareti absidali di Ranverso vivono una delicata sfida conservativa – con gli splendidi affreschi di Giacomo Jaquerio storicamente esposti all’umidità risalente e al salmastro (le efflorescenze saline della muratura) – il polittico trova la sua salvezza galleggiando nello spazio. Il modello dimostra geometricamente come la struttura lignea fosse mantenuta a una distanza di circa 100 centimetri dal muro di fondo. Quei pochissimi millimetri di distacco creano un’intercapedine e un cuscino d’aria naturale, uno scudo protettivo che isola il legno di pioppo e la pellicola pittorica dai sali della pietra.
Il rendering finale ricolloca le ante in grisaille (Annunciazione, Visitazione e Adorazione dei Magi) in perfetto assetto tridimensionale sull’altare maggiore, restituendo l’aspetto originario che i monaci Antoniani contemplavano durante i 300 giorni del “tempo feriale”.
L’ADA Virtuale ai sensi dell’Articolo 18 e i traguardi scientifici
L’intera ricerca si sviluppa ed esiste pubblicamente avvalendosi dello spirito e dei diritti garantiti dall’Articolo 18 della Costituzione Italiana, che tutela la libera associazione dei cittadini. Si tratta dell’ADA Virtuale: un gruppo spontaneo, senza statuto formale, la cui sede ideale e fisica si ritrova semplicemente sulle panchine del sagrato gotico della Precettoria di Ranverso.
È in questo ruolo attuale di Tracciologo Territoriale, inteso come studio attento dei segni lasciati dal passato, che si inseriscono i recenti successi scientifici e immateriali del progetto:
- La verità filologica (Dicembre 2024): Davanti al rigore delle prove matematiche e d’archivio presentate, l’Associazione Fotografia Storica ha ufficialmente aggiornato i propri dati, eliminando per sempre la parola “ipotetica” dalla scheda biografica di Secondo Pia in riferimento alla ricostruzione del polittico. Viene così sancita l’esistenza della Vera Ricomposizione Filologica Virtuale.
- La Rete Ministeriale (ICPI): Estendendo la ricerca alle tracce viventi della comunità e raccogliendo l’eredità degli studi di Italo Ruffino, il percorso ha portato l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (organo del Ministero della Cultura) a iscrivere la storica Festa di Sant’Antonio Abate di Ranverso nella prestigiosa Rete Italiana per la Salvaguardia delle tradizioni, rendendo la Precettoria l’unico presidio di tutto il Nord Italia inserito in questo elenco di Stato, in linea con la Convenzione di Faro.
Verso il futuro della valorizzazione
Oggi, questo operato si pone come una risorsa complementare rispetto alle moderne attività sul campo, come il monitoraggio scientifico del sistema europeo ARGUS condotto dal Centro Restauri della Venaria Reale. La delicatezza millimetrica della struttura è stata recentemente confermata anche da sguardi d’eccellenza, come l’attento sopralluogo di Vittorio Sgarbi, colto mentre illuminava con una torcia i bordi dell’anta destra osservandone i minimi giochi geometrici.
Il lavoro dell’ADA Virtuale sulle panchine di Ranverso è ora pronto per essere consegnato al futuro del territorio, come volano per il turismo rurale d’inverno e base ideale per lo sviluppo di moderne Applicazioni (App) e sistemi di Realtà Aumentata (AR) capaci di svelare ai futuri visitatori la straordinaria bellezza dell’arte invisibile.
