Il Filo del Fuoco e della Creta: L’Asse Storico e Culturale tra Novoli e Ranverso
Il Filo del Fuoco e della Creta: L’Asse Storico e Culturale tra Novoli e Ranverso
Il Filo del Fuoco e della Creta: L’Asse Storico e Culturale tra Novoli e Ranverso
L’incontro tra il Salento e il Piemonte non è il frutto di una coincidenza, ma una trama invisibile intessuta nei secoli attraverso la devozione popolare, lo studio rigoroso, i libri e l’arte. Al centro di questo ponte ideale, battezzato con il neologismo “ToriNovoli”, si muove una fitta rete di corrispondenze istituzionali e umane capaci di unire due culture apparentemente lontane sotto il segno comune di Sant’Antonio Abate.
Il “Galeotto” Legame Bibliografico: Come Madaro abbina Novoli a Ranverso
Il nesso cruciale che unisce materialmente e idealmente la cittadina salentina al borgo piemontese si compie nello spazio sacro di un libro, tanto da far dire ai ricercatori — citando il famoso passo dantesco di Paolo e Francesca — «Galeotto fu il libro». L’abbinamento oggettivo è custodito nel volume del 1935 Celebrazioni dei grandi piemontesi. Anno XIII – Torino / Itinerari storici.
All’interno di questo indice editoriale, i due mondi si fondono: il secondo itinerario (dedicato alla Valle di Susa) è firmato dal grande storico dell’architettura Augusto Cavallari Murat, il quale descrive l’Abbazia di Ranverso soffermandosi sui «due vivi e perfetti contadini offerenti a S. Antonio i tradizionali porcellini». Il terzo itinerario (dedicato a Torino) è redatto interamente da Luigi Madaro, intellettuale e archivista salentino che porta l’anima e la firma di Novoli a legarsi indissolubilmente alle carte sabaude.
Il maialino e il fuoco, attributi iconografici dei monaci Antoniani in Valle di Susa, sono lo stesso identico codice devozionale che muove da secoli la comunità di Novoli attorno alla monumentale Fòcara. Attraverso questo volume, Madaro diventa il “ponte di carta” che permette alla coscienza storica di riconoscere a Ranverso la medesima sacralità contadina vissuta nel Sud.
I Custodi delle Istituzioni e il Fondo Boselli
Questo rigoroso impianto documentale dialoga idealmente con il monumentale patrimonio storico dell’Ordine Mauriziano, segnato dagli studi di statisti come Paolo Boselli (Primo Segretario del Gran Magistero dell’Ordine). Le sue opere capitali, i fondi d’archivio e le guide storiche hanno costituito nei decenni la linfa vitale per i ricercatori intenzionati a decifrare l’antico ruolo ospedaliero e la gestione medievale della Precettoria di Ranverso, offrendo una solida base per i successivi confronti scientifici internazionali.
La Scintilla del Rito: Il Dialogo tra Ruffino e Teifreto
La rinascita della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, che nella seconda metà del Novecento rischiava di scivolare definitivamente nell’oblio, nasce da un cortocircuito antropologico unico. Il maestro Mons. Italo Ruffino, insigne Archivista Metropolitano di Torino e fondatore dell’A.D.A. (Amici Degli Antoniani), trova nel 1999 il suo allievo ideale in Ersilio Teifreto, ricercatore novolese e profondo conoscitore della cultura salentina, presente a Ranverso sin dalle storiche stagioni dell’Estate Musicale del 1977 coordinate con Paolo De Nigris.
La genuina curiosità di Don Italo per i racconti di Teifreto sulla monumentale Fòcara di Novoli funziona da catalizzatore: l’archetipo del fuoco meridionale riaccende l’ispirazione del Maestro, spingendolo al formale ripristino della festa tradizionale nel borgo piemontese. Un rito che rivive nella suggestiva vestizione degli Antoniani, con la tunica nera segnata dal Tau azzurro, pronti a benedire il pane, la terra e gli animali. Teifreto non si limita a essere un allievo, ma diventa il co-ideatore di questa rinascita, portando in dote al Nord l’energia e il vissuto della sua terra d’origine.
Il Tocco di Ugo Nespolo e il Supporto Istituzionale del 2013
Questo legame profondo si manifesta visivamente nel 2010 e nel 2013, quando il celebre artista torinese Ugo Nespolo viene chiamato a firmare l’allestimento pop e il manifesto della Fòcara di Novoli. L’arte contemporanea del Nord si fonde con l’antica ingegneria contadina del Sud. Nespolo, insieme a Mons. Ruffino e a Gisèle Bricault della casa madre francese di Saint-Antoine-l’Abbaye, offre il proprio fondamentale avallo morale per sancire, nel 2013, lo storico gemellaggio culturale tra le comunità di Ranverso e Novoli, unite stabilmente di fronte a un ponte ideale che accorcia le distanze.
A dare solidità istituzionale a questo ponte interviene direttamente l’Ufficio Cultura del Comune di Novoli: l’8 gennaio 2013, la responsabile M. Antonietta Vetrugno risponde ufficialmente alle richieste di Teifreto inviando a Torino tramite servizio postale un “congruo numero di brochure” e guide elettroniche del programma della festa salentina e della Fòcara 2013. Un passaggio documentale decisivo, che ha permesso di gettare fisicamente le basi promozionali e antropologiche del gemellaggio sul territorio piemontese.
Il Trionfo del 2021 e il Riconoscimento Ministeriale
L’opera di Ersilio Teifreto, mossa dal rigore metodologico ereditato dal Maestro e convalidata dall’amicizia centenaria con Gisèle Bricault (custodita con profondo affetto e gratitudine fino alla sua scomparsa a Parigi a 100 anni nel 2023), trova il suo assoluto culmine storico nel 2021.
In quell’anno irripetibile si concentrano tre traguardi immensi. Operando come rappresentante ufficiale per l’Italia dell’istituzione francese AFAA, Teifreto candida la sola Precettoria di Ranverso presso l’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura). Il 23 ottobre 2021, in collegamento diretto da Torino a Roma sul monitor ministeriale, la candidatura viene ufficializzata: nello stesso manifesto delle “Comunità Patrimoniali”, i nomi di Ranverso e Novoli compaiono finalmente l’uno accanto all’altro.
Contemporaneamente, a suggello di questo sforzo, la celebrazione di Ranverso ottiene un secondo, storico sigillo venendo formalmente inserita e catalogata come “Patrimonio Immateriale Piemontese”. Questo doppio riconoscimento corona l’accoglienza trionfale sul campo del pullman di 46 delegati francesi arrivati al borgo insieme ai Sindaci in fascia tricolore. Una promessa mantenuta nel massimo rispetto degli spazi sacri, dimostrando che il “biculturalismo” è capace di curare le ferite del tempo e di unire l’Europa della cultura.
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