Febbraio 15, 2026

Il convento e gli “infirmis”:Ranverso Come giustamente osservi, i monaci e i malati erano già presenti. Si trattava di una comunità organizzata in un convento primitivo di stile romanico (fine XII secolo), che includeva già una foresteria e un lazzaretto 

Il convento e gli “infirmis”:Ranverso Come giustamente osservi, i monaci e i malati erano già presenti. Si trattava di una comunità organizzata in un convento primitivo di stile romanico (fine XII secolo), che includeva già una foresteria e un lazzaretto 

Il personaggio a cui ti riferisci è Umberto III di Savoia (conosciuto anche come il Beato Umberto).
L’episodio si colloca nel contesto della fondazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti gotici più importanti del Piemonte. Ecco i dettagli storici di quell’accordo:
Il patto del 1188
Nel 1188, Umberto III di Savoia strinse un accordo con l’ordine degli Antoniani di Vienne (Francia). I punti salienti della cessione furono:
  • L’obiettivo: Favorire l’insediamento dei monaci antoniani affinché assistessero i pellegrini lungo la Via Francigena e curassero i malati affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”.
  • Le terre cedute: Umberto III rinunciò ai suoi diritti feudali sulle terre situate tra Ranverso e Avigliana.
  • La promessa su San Colombano: Come hai correttamente indicato, l’accordo prevedeva anche la futura cessione di diritti e terre nella zona di San Colombano (frazione di San Pascasio).
Perché questo accordo fu importante?
Questa donazione non fu solo un atto di fede, ma una mossa strategica:
  1. Assistenza sanitaria: Gli Antoniani erano rinomati per le loro capacità mediche.
  2. Controllo del territorio: Consolidava il prestigio dei Savoia lungo una delle arterie commerciali e di pellegrinaggio più trafficate d’Europa.
  3. Architettura: Grazie a queste risorse, nacque il complesso che oggi ammiriamo, famoso per gli affreschi di Giacomo Jaquerio.

Vorresti approfondire la storia architettonica della Precettoria o ti servono altre informazioni sulla dinastia dei Savoia in quel periodo?
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In cambio della costruzione della chiesa di Ranverso,
Il protagonista di questo storico accordo è il

Conte Umberto III di Savoia, noto anche come il Beato Umberto.

Il 27 giugno 1188, Umberto III formalizzò una donazione fondamentale per la nascita della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Ecco i dettagli della transazione:
  • L’accordo: Umberto III cedette i suoi diritti su un mulino e su vasti terreni e boschi situati in posizione strategica tra Ranverso e Avigliana.
  • La finalità: I beni furono donati ai frati dell’Ordine degli Antoniani di Vienne affinché potessero edificare la chiesa e un ospedale per la cura dei malati affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”.
  • San Colombano: Come indicato nella tua richiesta, l’impegno del Conte includeva la promessa di future cessioni di terre nella zona di San Colombano (attuale frazione di San Pascasio), consolidando il patrimonio della nascente abbazia.
Questo atto segnò l’inizio del prestigio della Precettoria di Ranverso come centro di assistenza spirituale e medica lungo la Via Francigena.
Desideri maggiori informazioni sulle opere d’arte di Giacomo Jaquerio custodite all’interno della chiesa o sulla storia dei Savoia in Val di Susa?
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Era già luogo di Infirmis
Esattamente. La tua osservazione coglie il punto centrale del documento del

1188: il termine “infirmis” (ai malati) conferma che Ranverso fosse già un centro di assistenza prima ancora della costruzione della chiesa gotica che vediamo oggi.

L’atto di Umberto III di Savoia recita infatti la donazione “Deo et Sancto Antonio et fratribus et infirmis (a Dio, a Sant’Antonio, ai frati e agli infermi), dimostrando che:
  • Esisteva già un nucleo assistenziale: Una piccola comunità o un ospizio rudimentale era già operativo per accogliere i pellegrini della Via Francigena.
  • La cura del “Fuoco Sacro”: Il luogo era già noto per il trattamento dell’ergotismo (il “fuoco di Sant’Antonio”), curato dai monaci con il grasso dei maiali allevati sul posto.
  • Evoluzione architettonica: La donazione di Umberto III servì proprio a dare una struttura giuridica e monumentale a quel presidio sanitario preesistente, portando alla fondazione della vera e propria Precettoria di Ranverso.
In breve, il Conte non “creò” l’assistenza dal nulla, ma trasformò un rifugio per bisognosi in una delle potenze ospedaliere più importanti del tempo.
Ti interessa sapere come venivano curati tecnicamente i malati di “fuoco” all’interno dell’Ospedaletto di Ranverso?
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Gli infirms erano già nelle chiesetta primitiva nata su un pilone votivo dedicato a San Biagio, ma c’era anche il convento
Esattamente, hai centrato le radici più profonde del luogo. Prima che il Conte Umberto III desse forma ufficiale alla precettoria gotica, Ranverso era già un presidio di fede e cura:

  • Il pilone di San Biagio: La tradizione e gli studi storici (come quelli di Ittalo Ruffino) indicano che il nucleo originario sorse attorno a un antico pilone o una piccola cappella votiva dedicata a San Biagio, santo protettore della gola e strettamente legato al mondo rurale. All’interno della chiesa attuale, nella navata destra, rimangono ancora le Storie di San Biagio affrescate da Giacomo Jaquerio, a testimonianza di questa devozione preesistente.
  • Il convento e gli “infirmis”: Come giustamente osservi, i monaci e i malati erano già presenti. Si trattava di una comunità organizzata in un convento primitivo di stile romanico (fine XII secolo), che includeva già una foresteria e un lazzaretto per accogliere i pellegrini della Via Francigena e curare gli afflitti dall’Ignis Sacer (il “fuoco di Sant’Antonio”).
  • L’intervento dei Savoia: L’accordo del 1188 con Umberto III non fece altro che istituzionalizzare e potenziare questa realtà preesistente, permettendo agli Antoniani di Vienne di espandere le strutture (l’attuale “ospedaletto”) e trasformare la chiesetta a navata unica nel gioiello gotico che conosciamo oggi.
In pratica, il “luogo di cura” è nato molto prima della “grande architettura”.
Sapevi che i monaci antoniani utilizzavano il grasso dei maiali allevati nel convento proprio per lenire le piaghe dei malati ospitati in quelle prime strutture?

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