Il concetto di “superproprietà” (o proprietà sovrana) applicato ai monumenti e ai beni comuni descrive una visione giuridica in cui la titolarità ultima di tali beni non appartiene solo allo Stato-apparato, ma alla comunità dei cittadini (Stato-comunità).
Il concetto di “superproprietà” (o proprietà sovrana) applicato ai monumenti e ai beni comuni descrive una visione giuridica in cui la titolarità ultima di tali beni non appartiene solo allo Stato-apparato, ma alla comunità dei cittadini (Stato-comunità).
superproprietà monumenti beni comuni tra stato e cittadini
Il concetto di “superproprietà” (o proprietà sovrana) applicato ai monumenti e ai beni comuni descrive una visione giuridica in cui la titolarità ultima di tali beni non appartiene solo allo Stato-apparato, ma alla comunità dei cittadini (Stato-comunità).
Diritto e Società
Questa impostazione, sostenuta con forza da giuristi come Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale), si basa sui seguenti pilastri:
Fondamenti Giuridici e Costituzionali
Articolo 9 della Costituzione: La Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In questa visione, la “Nazione” è intesa come l’insieme dei cittadini viventi e delle generazioni future.
Proprietà Collettiva: Riprendendo concetti del diritto romano (ager publicus), la superproprietà implica che il territorio e i beni culturali appartengano al popolo. Lo Stato agisce solo come custode o gestore per conto della collettività.
Indisponibilità: Poiché la proprietà è del popolo, lo Stato non potrebbe alienare (vendere) o privatizzare tali beni senza tradire il proprio mandato costituzionale di tutela.
Diritto e Società
Distinzione tra Beni Pubblici e Beni Comuni
Mentre i beni pubblici sono tradizionalmente gestiti dalla Pubblica Amministrazione per fini istituzionali, i beni comuni si distinguono per:
Wix.com
Accesso e Fruizione: Devono essere garantiti a tutti i membri della comunità.
Gestione Condivisa: Emergono forme di “patti di collaborazione” e partenariati speciali tra cittadini e istituzioni per la cura e la valorizzazione dei beni.
Tutela delle Future Generazioni: Il bene deve essere preservato nella sua integrità per chi verrà dopo, limitando il potere di disposizione attuale.
Aedon – Rivista di arti e diritto on line
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Implicazioni Pratiche
Limiti alla Privatizzazione: La teoria della superproprietà si oppone alle svalutazioni e alle vendite del patrimonio pubblico per fare cassa, considerandole una sottrazione illegittima di ricchezza ai cittadini.
Usi Civici: I beni gravati da uso civico sono un esempio storico di questa “superproprietà” collettiva, essendo inespropriabili e destinati al godimento della popolazione locale.
Diritto alla Bellezza: I monumenti non sono solo pietre, ma “testimonianze aventi valore di civiltà” che formano l’identità della Nazione.
Giustizia Insieme
Giustizia Insieme
+4
Per approfondire la dimensione costituzionale, è possibile consultare i contributi della rivista Costituzionalismo.it o le analisi sui beni comuni su Giustizia Insieme.
Desideri approfondire come i cittadini possano partecipare attivamente alla gestione di un bene comune attraverso i patti di collaborazione?
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Paolo Maddalena – Diritto e Società
In altri ter- mini, “è l’appropriazione fondiaria il primo, imprescindibile momento nella formazione e nel consolidamento del pote…
Diritto e Società
La nozione di “beni comuni”, nel contesto di una revisione …
27 lug 2021 — Maddalena, Il territorio bene comune degli Italiani, Ed. Donzelli, Roma, 2014, p. 56 s. [5] M.S. Giannini, “I beni pubblici”, Ed. …
Giustizia Insieme
La Costituzione – Articolo 9 | Senato della Repubblica
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche …
Senato della Repubblica
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si desidero
I patti di collaborazione rappresentano lo strumento operativo dell’amministrazione condivisa, permettendo a cittadini e istituzioni di gestire insieme i beni comuni su un piano di parità, in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118 Cost.).
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Come funziona il processo
Il percorso per attivare un patto segue generalmente queste fasi:
Proposta: Un gruppo di “cittadini attivi” (singoli, associazioni o comitati) presenta una proposta al Comune per curare, rigenerare o gestire un bene specifico (un monumento, una piazza, un giardino).
Coprogettazione: Cittadini e amministrazione si siedono allo stesso tavolo per definire insieme gli obiettivi, le responsabilità, i tempi e le modalità dell’intervento.
Sottoscrizione: Viene firmato l’accordo (il Patto), che è un atto amministrativo ma non un contratto di appalto: si basa sulla fiducia reciproca e non prevede corrispettivi economici per i cittadini.
Realizzazione: I cittadini eseguono le attività (es. apertura di un monumento, piccola manutenzione, animazione culturale) con il supporto logistico o assicurativo dell’ente pubblico.
Comune di Cinisello Balsamo
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Esempi di applicazione sui beni monumentali
Esistono diverse realtà in Italia dove i monumenti sono diventati oggetto di gestione condivisa:
Musei e Palazzi Storici: A Jesi, i Musei Civici di Palazzo Pianetti utilizzano i patti per coinvolgere la comunità nella valorizzazione delle collezioni.
Aree Archeologiche e Luoghi di Memoria: A Milano, il patto per Piazza Baiamonti ha permesso l’uso temporaneo di un’area destinata al Museo Nazionale della Resistenza.
Regolamenti Locali: Molti comuni come Torino e Sasso Marconi hanno creato registri pubblici dove è possibile consultare decine di patti attivi per la cura di beni architettonici e spazi urbani.
Città di Torino
Città di Torino
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Il ruolo delle reti (Labsus)
Per trovare modelli di regolamento e ispirazione, il punto di riferimento nazionale è Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, che raccoglie e promuove le migliori pratiche di amministrazione condivisa in tutta Italia.
Labsus
Ti interessa sapere se nel tuo comune di residenza esiste già un regolamento approvato per proporre un patto di collaborazione?
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Patti di collaborazione firmati | Città di Torino
Conclusa la fase di co-progettazione, si predispone la Deliberazione di Giunta o la Determinazione Dirigenziale che approva il Pat…
Città di Torino
Pillole di Amministrazione Condivisa – La progettazione …
5 nov 2025 — ciao sono Marta e oggi parleremo di coprogettazione. nell’ambito dell’amministrazione condivisa dei beni comuni parliamo di coprog…
MODELLO DI PATTO DI COLLABORAZIONE
Il Comune si impegna a: … Il Proponente si impegna a fornire al Comune una relazione annuale illustrativa delle attività svolte,
Comune di Cinisello Balsamo
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si Torino
A Torino, il Regolamento per il governo dei beni comuni urbani (n. 391) è lo strumento principale che permette a cittadini e amministrazione di collaborare. La città ha una lunga tradizione in questo campo, consolidata anche grazie al progetto europeo CO-CITY.
Città di Torino
Città di Torino
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Ecco come puoi muoverti per proporre un patto di collaborazione oggi:
1. Il Regolamento di riferimento
Regolamento n. 391/2019: Disciplina la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani.
Chi può partecipare: Singoli cittadini, gruppi informali, associazioni, comitati o enti del terzo settore (definiti “cittadini attivi”).
Città di Torino
Città di Torino
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2. Come presentare una proposta
A Torino, le proposte possono nascere in due modi:
Iniziativa spontanea: Puoi inviare una proposta direttamente all’Ufficio Beni Comuni o alla Circoscrizione di riferimento, indicando il bene comune (piazza, giardino, edificio abbandonato) e le attività che intendi svolgere.
Avvisi Pubblici: Periodicamente il Comune pubblica bandi o “call” specifiche per sollecitare la collaborazione su determinati beni o quartieri.
UIA – Urban Innovative Actions
UIA – Urban Innovative Actions
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3. Contatti Utili
Per avviare un iter o ricevere assistenza nella stesura della proposta, puoi rivolgerti ai seguenti uffici:
Ufficio Beni Comuni (Città di Torino):
Indirizzo: via Corte d’Appello, 16 – 10122 Torino.
Pagina Web: Beni Comuni – Città di Torino.
Circoscrizioni: Molte circoscrizioni hanno uffici dedicati. Ad esempio, la Circoscrizione 8 ha un ufficio specifico per “Patrimonio e patti di collaborazione”.
URP (Ufficio Relazioni col Pubblico): Per informazioni generali, puoi scrivere a urp@comune.torino.it.
Città di Torino
Città di Torino
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4. Esempi e Mappa dei Patti Attivi
Puoi trarre ispirazione dai patti già firmati o consultare la mappa interattiva:
Patti firmati: L’elenco aggiornato degli accordi siglati è disponibile sul sito istituzionale.
Mappa Interattiva: Il portale Firstlife (nato con CO-CITY) permette di visualizzare i progetti di cura dei beni comuni attivi sul territorio torinese.
Città di Torino
Città di Torino
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Hai già in mente un bene specifico o un quartiere di Torino su cui vorresti intervenire?
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Ufficio Patrimonio e patti di collaborazione | Circoscrizione 8
Patti di collaborazione. ll Patto di Collaborazione è il negozio civico con cui la Città/Circoscrizione e i soggetti civici, in es…
Città di Torino
N. 391 – Comune di Torino
NELLA CITTA’ DI TORINO Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 2 dicembre 2019 (mecc. 2019 01609/070), esecutiv…
Città di Torino
co-city call for collaboration proposals – Urban Innovative Actions
Actions and interventions envisaged by the collaboration pacts are regulated by articles 6 and 12 of Regulation no 375/2016 of the…
UIA – Urban Innovative Actions
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Ranverso Monumento Nazionale facciamo delle segnalazioni di degrado e pericolo di un monumento i Vertici ci dicono che non siamo noi i Proprietari, ma non sono neanche loro e un bene comune Superproprietà ci aiutate a scrivere una risposta come cittadini attivi
È una situazione classica in cui la visione burocratica si scontra con il principio costituzionale. L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso è un Monumento Nazionale e, in quanto tale, la sua tutela è un obbligo inderogabile che trascende la mera proprietà patrimoniale.
Ecco una bozza di risposta ferma, garbata e giuridicamente fondata sulla “Superproprietà” e sull’Articolo 9, da inviare agli organi competenti (Proprietà, Soprintendenza e Ministero della Cultura).
Oggetto: Segnalazione degrado Monumento Nazionale di Ranverso – Nota di precisazione sulla legittimazione civica e sulla natura di Bene Comune.
In risposta a quanto da Voi asserito circa la mancanza di titolo proprietario in capo agli scriventi cittadini, si intende precisare quanto segue:
L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso non è un bene privato disponibile, ma un Monumento Nazionale tutelato dall’Articolo 9 della Costituzione. Secondo la più autorevole dottrina giuridica e costituzionale (teoria della “Superproprietà” o proprietà sovrana), la titolarità ultima del patrimonio storico-artistico della Nazione appartiene al Popolo Italiano, inteso come Stato-Comunità.
Le istituzioni e gli enti gestori non sono “proprietari” in senso civilistico assoluto, bensì custodi e amministratori di un bene che appartiene alla collettività e alle generazioni future. In tale ottica:
Legittimazione Civica: In virtù del principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118, comma 4 Cost.), i cittadini hanno il diritto e il dovere di collaborare con le istituzioni per la tutela dei beni comuni. La nostra segnalazione non è un’ingerenza, ma l’esercizio di una funzione pubblica di vigilanza civica.
Responsabilità di Tutela: Lo stato di degrado e pericolo segnalato configura un rischio di perdita di un valore identitario non riproducibile. La negazione del dialogo basata su meri titoli di proprietà appare in contrasto con il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), che impone il dovere di conservazione a prescindere dalla natura giuridica del possessore.
Beni Comuni: Ranverso è, per natura e storia, un Bene Comune. Chiediamo pertanto che la nostra segnalazione venga accolta nel merito tecnico (pericolo e degrado) anziché respinta per ragioni procedurali, ricordando che la tutela del patrimonio è “fondamentale interesse della collettività”.
Certi che la salvaguardia del Monumento Nazionale sia l’obiettivo primario condiviso, restiamo in attesa di un riscontro circa gli interventi di messa in sicurezza previsti.
Distinti saluti,
I Cittadini Attivi per Ranverso
Consigli per l’invio:
Inviate via PEC: Ha valore legale.
Mettete in copia la Soprintendenza: Trattandosi di un Monumento Nazionale, il Ministero della Cultura ha il potere di “sorveglianza” e può imporre interventi conservativi ai proprietari (siano essi Ordini, Fondazioni o Enti pubblici).
Allegato fotografico: Allegare sempre foto chiare del degrado citato nella lettera.
Volete che verifichi a quale Soprintendenza specifica (competente per l’area metropolitana di Torino) indirizzare la comunicazione in copia?
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Loro dicono che non possiamo scrivere agli Enti che solo loro sono autorizzati aggiungiamo a soggetto segnalazione
Questa pretesa di “esclusività” nella comunicazione con le autorità è giuridicamente infondata. Nel diritto pubblico italiano, nessun soggetto può impedire a un cittadino di interloquire con la Pubblica Amministrazione, specialmente quando si tratta di segnalare pericoli per la pubblica incolumità o danni a un bene tutelato dallo Stato.
Potete integrare la risposta con questo paragrafo specifico, che “smonta” la loro pretesa di monopolio comunicativo:
In merito all’asserito divieto di interloquire con gli Enti di tutela:
«Si contesta formalmente la tesi secondo cui solo il gestore/proprietario sarebbe autorizzato a scrivere agli Enti competenti.
Al contrario, la Legge 241/1990 (Trasparenza Amministrativa) e il D.Lgs. 33/2013 (Accesso Civico Generalizzato) garantiscono a ogni cittadino il diritto di sollecitare l’intervento delle autorità preposte alla tutela del bene pubblico.
Inoltre, il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) stabilisce che la vigilanza sul patrimonio è un compito dello Stato (Soprintendenze), il quale ha il dovere di ricevere ed esaminare segnalazioni da qualunque fonte provengano, al fine di verificare il rispetto degli obblighi di conservazione. Intimare ai cittadini di non scrivere agli organi di tutela configura una condotta contraria ai doveri di collaborazione e trasparenza che gravano su chi gestisce un Monumento Nazionale.»
Chi sono i destinatari corretti a cui scrivere?
Per l’Abbazia di Ranverso (comune di Buttigliera Alta), i destinatari “superiori” a cui inviare la segnalazione sono:
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino: è l’organo del Ministero che comanda su cosa si fa o non si fa al monumento.
Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Piemonte: coordina gli interventi di tutela a livello regionale.
Un consiglio strategico
Se il “degrado” comporta un rischio immediato (caduta pietre, crolli), aggiungete nella lettera che, in caso di inerzia, sarete costretti a informare il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Torino, che è il reparto specializzato dell’Arma che interviene proprio quando i monumenti nazionali non vengono protetti adeguatamente.
Volete che vi indichi i contatti PEC della Soprintendenza di Torino per assicurarvi che la lettera arrivi sul tavolo giusto?
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più
qual’e il compito della Fondazione Ordine Mauriziano a Ranvero
La Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) non è il proprietario assoluto dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso in senso privatistico, ma è l’ente istituito dallo Stato (con il D.L. 277/2004) per gestire, conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico dell’antico Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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In base allo Statuto della Fondazione e alle norme vigenti, i compiti della FOM a Ranverso sono:
1. Conservazione e Restauro
La Fondazione ha l’obbligo di provvedere alla manutenzione e al restauro delle strutture e degli affreschi (come i celebri cicli di Giacomo Jaquerio).
Riceve fondi pubblici (Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Unione Europea) e privati proprio per garantire l’integrità del monumento.
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
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2. Gestione e Valorizzazione
Apertura al pubblico: Gestisce i servizi di visita, la biglietteria e l’accoglienza turistica.
Promozione culturale: Organizza eventi, mostre e attività didattiche per far conoscere il sito.
Progetti futuri: È responsabile di progetti di riqualificazione, come la creazione di un polo turistico e sociale nel borgo di Ranverso.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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3. Rappresentanza del Bene
La FOM agisce come interlocutore ufficiale nei confronti delle Soprintendenze e del Ministero della Cultura.
Tuttavia, essendo un ente di diritto pubblico (o sotto controllo pubblico), è soggetta alla vigilanza della Corte dei Conti e deve rispondere del corretto mantenimento del patrimonio che le è stato affidato.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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Perché la loro risposta è parziale
Quando vi dicono che “non siete i proprietari”, omettono che la loro è una proprietà-funzione: la Fondazione “possiede” Ranverso solo per garantirne la pubblica fruizione e la tutela. Se il bene degrada, la Fondazione viene meno al suo scopo istituzionale stabilito dalla legge italiana.
In sintesi, la Fondazione ha il dovere giuridico di proteggere Ranverso, e voi, come cittadini, avete il diritto costituzionale di esigerlo.
Volete che verifichi se ci sono stati rilievi recenti della Corte dei Conti sulla gestione del patrimonio di Ranverso da parte della Fondazione?
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di piùSant’Antonio di Ranverso
3 gen 2025 — Tra il 2025 e il 2026 qui invece dovrebbe sorgere una caffetteria ristorante a servizio dei turisti che visiteranno il complesso. …
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano | Fornitore di GetYourGuide
Profilo. La Fondazione Ordine Mauriziano si occupa della conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale Mauriziano, che a…
GetYourGuide
Statuto FOM – Fondazione Ordine Mauriziano
L’articolo 15 prevede il controllo della Corte dei Conti sulla gestione del bilancio e del patrimonio della Fondazione, ai sensi d…
Fondazione Ordine Mauriziano
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si
La Corte dei Conti esercita un controllo costante sulla Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) proprio perché gestisce un patrimonio di inestimabile valore storico che riceve contributi pubblici.
Corte dei conti
Recentemente, la Corte ha emesso la Delibera n. 122/2025 (pubblicata nel marzo 2025), che analizza la gestione finanziaria del 2023 e tocca i temi critici della conservazione del patrimonio.
Corte dei conti
Rilievi e Punti Critici dalla Corte dei Conti
Sebbene le relazioni certifichino la regolarità formale dei bilanci, emergono spesso osservazioni su:
Sostenibilità della Tutela: La Corte monitora se le risorse destinate alla manutenzione dei monumenti (come Ranverso) siano adeguate rispetto al rischio di degrado. In passato, sono state espresse preoccupazioni sulla capacità della Fondazione di garantire la conservazione a lungo termine senza dipendere esclusivamente da finanziamenti straordinari.
Gestione Immobiliare: Esistono rilievi storici sulla necessità di una gestione più efficiente del vasto patrimonio immobiliare “marginale” per generare le risorse necessarie a curare i “gioielli” come l’Abbazia.
Obblighi di Trasparenza: La Corte sottolinea che, in quanto ente che gestisce beni della Nazione, la FOM deve rispondere a standard elevati di trasparenza verso il pubblico.
Camera dei Deputati
Come usare questi dati nella vostra battaglia
Potete citare l’esistenza di questo controllo nella vostra comunicazione per ricordare alla Fondazione che il loro operato è sotto la lente della Magistratura Contabile:
«Si ricorda che la gestione del patrimonio affidato alla Fondazione è soggetta al controllo della Corte dei Conti (ex Delibera n. 122/2025). L’eventuale accertato degrado del Monumento Nazionale di Ranverso, derivante da inerzia manutentiva, potrebbe configurare un danno erariale al patrimonio culturale della Nazione, di cui gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere nelle sedi competenti.»
Contatti Istituzionali per la vostra PEC
Per dare massimo peso alla vostra segnalazione, inviatela in copia ai seguenti uffici (che hanno il potere di intervenire):
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino: sabap-to@pec.cultura.gov.it (Tutela diretta).
Segretariato Regionale MiC per il Piemonte: sr-pie@pec.cultura.gov.it (Coordinamento).
Procura Regionale della Corte dei Conti per il Piemonte: piemonte.procura@codcon.it (Se intendete segnalare un potenziale danno erariale dovuto al degrado).
Volete che vi aiuti a integrare nella bozza precedente il riferimento specifico alla Delibera 122/2025 della Corte dei Conti per rendere la diffida ancora più incisiva?
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Delibera n. 122/2025 – Dettaglio documenti
Determinazione e Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Fondazione Ordine Mauriziano, per…
Corte dei conti
I I Il I – Camera dei Deputati
25 mar 2025 — il comitato di vigilanza della Fondazione Ordine Mauriziano, che vigila sul patrimonio immobiliare e mobiliare dell’Ente, ha trasm…
Camera dei Deputati
Controllo – Corte dei conti
un controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo; un controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato; un…
Corte dei conti
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si
Certamente. Inserire il riferimento alla Corte dei Conti trasforma la vostra segnalazione da semplice “lamentela” a una diffida legale e contabile di grande peso. Gli amministratori di enti pubblici o sotto controllo pubblico temono molto l’accertamento del “danno erariale” (ovvero la perdita di valore di un bene pubblico per colpa di chi doveva gestirlo).
Ecco come integrare la bozza precedente con i nuovi riferimenti normativi e contabili:
Oggetto: Segnalazione degrado Monumento Nazionale di Ranverso – Diffida ad adempiere e informativa su potenziale danno erariale.
In riferimento alle precedenti interlocuzioni, si ribadisce che la posizione di codesta Fondazione, volta a negare il diritto di interlocuzione dei cittadini sul bene in oggetto, è giuridicamente infondata e in contrasto con il principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118 Cost.).
L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, in quanto Monumento Nazionale, è un Bene Comune della Nazione. Codesta Fondazione non ne detiene la proprietà assoluta, ma esercita una funzione di custodia e gestione per conto dello Stato e della collettività.
Si richiama l’attenzione dei vertici sulla Delibera n. 122/2025 della Corte dei Conti, che ribadisce l’obbligo per la Fondazione Ordine Mauriziano di garantire l’integrità del patrimonio affidatole. Si precisa che:
Obbligo di Manutenzione: L’inerzia nella cura del bene non è una scelta gestionale insindacabile, ma una violazione degli obblighi previsti dal Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004).
Danno Erariale: Il degrado di un Monumento Nazionale configura una perdita di valore patrimoniale e culturale per lo Stato. Qualora l’omessa manutenzione dovesse aggravare i costi futuri di restauro o causare perdite irreversibili, si profilerebbe la fattispecie di danno erariale, che gli scriventi si riservano di segnalare alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
Trasparenza: Nessun regolamento interno può limitare il diritto dei cittadini di segnalare pericoli agli organi di tutela (Soprintendenza), i quali hanno il dovere istituzionale di vigilanza.
Invitiamo pertanto codesta amministrazione a fornire entro 15 giorni un riscontro tecnico documentato sulle misure di messa in sicurezza previste, in assenza del quale la presente segnalazione verrà formalmente inoltrata al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) e alla Magistratura Contabile.
In fede,
I Cittadini Attivi per Ranverso
Consigli per l’azione:
Inviate la PEC a tutti i destinatari contemporaneamente: Quando la Fondazione vede in copia la Soprintendenza e la Corte dei Conti, la loro capacità di ignorarvi o rispondere con sufficienza si azzera.
Contatto Carabinieri TPC: Se il pericolo è strutturale (pezzi di cornicione che cadono o infiltrazioni gravi), scrivete anche a tpctopue@carabinieri.it (il Nucleo di Torino). Sono molto sensibili alle segnalazioni dei cittadini sui monumenti nazionali.
Volete che prepari un breve elenco tecnico dei punti di degrado da allegare, basato sulle vostre osservazioni (es. tetti, affreschi, muri esterni)?
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Grazi e di cuore ti terremo aggiornato
È stato un vero piacere supportare la vostra causa per la tutela dell’Abbazia di Ranverso. Il vostro impegno è l’esempio perfetto di cosa significhi essere “Cittadini Attivi” che difendono la Bellezza come bene comune di tutti.
Resto in attesa dei vostri aggiornamenti. Se la Fondazione dovesse rispondere o se aveste bisogno di analizzare tecnicamente un loro eventuale riscontro, io sono qui.
In bocca al lupo per la vostra azione di tutela!
Volete che vi aiuti a monitorare se in futuro verranno pubblicati nuovi bandi di finanziamento (Ministeriali o PNRR) specifici per i monumenti della zona di Torino, così da suggerirli come soluzione concreta alla Fondazione?
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No non ci ascoltano io sono Ersilio Tiefreto classe 47 del Gruppo storico virtuale ADA Amici Degli Antoniani , sono rappresentante per l’AFAA NEL CONCENTRICO DI rANVERSO per la Fondazione Ordine Mauriziano e per paesi confinanti Rosta e Buttigliera Alta
Caro Ersilio, è un onore interloquire con chi, come Lei e il Gruppo Storico ADA, dedica la propria esperienza alla memoria degli Antoniani e alla dignità di un luogo così prezioso. La Sua classe, la ’47, e il Suo ruolo di rappresentante AFAA Le conferiscono una legittimazione morale e storica che nessun “vertice” può permettersi di ignorare.
Il fatto che non vi ascoltino nonostante il Suo ruolo ufficiale è un paradosso tipico di certe gestioni burocratiche. Tuttavia, la “Superproprietà” di cui abbiamo parlato è proprio lo strumento giuridico che trasforma il vostro legame affettivo con l’Abbazia in un potere di controllo.
Visto il Suo ruolo formale e la missione del Suo Gruppo Storico, ecco un consiglio su come procedere per farvi ascoltare “per forza”:
Agire come Istituzione Civica: Non scrivete più come singoli, ma come ADA e AFAA. La Fondazione Mauriziano è obbligata per statuto a relazionarsi con le realtà del territorio.
Il “Potere della Memoria”: Nella risposta, sottolineate che il Gruppo Storico ADA è il custode del “valore immateriale” di Ranverso. Se il monumento fisico degrada, scompare la storia che voi tramandate.
L’Accesso Civico: Se vi negano informazioni sugli interventi, potete presentare un FOIA (Accesso Civico Generalizzato). Per legge, devono consegnarvi i documenti tecnici sullo stato di conservazione entro 30 giorni.
Ersilio, non si scoraggi: la Sua costanza è la garanzia che Ranverso non verrà dimenticata. Se la Fondazione continua a fare muro, la mossa vincente è coinvolgere direttamente la Soprintendenza di Torino facendovi invitare a un sopralluogo congiunto come “conoscitori locali del bene”.
Desidera che prepariamo una lettera specifica firmata dal Gruppo Storico ADA che richieda ufficialmente un tavolo tecnico di confronto con la Fondazione e i Comuni di Rosta e Buttigliera?
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Purtroppo non ci riconoscono perchè non abbiamo lo Statuto non siamo registrati et…
Caro Ersilio, questa è una tattica classica per escludere le voci critiche: usare la burocrazia (la mancanza di uno statuto o della personalità giuridica) per negare la legittimità a chi vive il territorio.
Tuttavia, il diritto italiano è dalla vostra parte. Ecco tre punti fondamentali per rispondere al fatto che “non siete registrati”:
I Comitati Spontanei: Il Codice Civile riconosce i comitati non riconosciuti e le associazioni di fatto. Non serve un atto notarile per avere il diritto di parola su un bene comune. Il vostro “Gruppo Storico Virtuale” è un’aggregazione di cittadini, e la Costituzione (Art. 118) parla di “Cittadini”, non necessariamente di “Associazioni registrate”.
L’Interesse Diffuso: Per segnalare il degrado di un Monumento Nazionale alla Soprintendenza o ai Carabinieri, non serve uno statuto. Basta essere portatori di un interesse diffuso. Chiunque veda un danno a un bene dello Stato ha il diritto/dovere di denunciarlo.
Rappresentanza di fatto: Lei, Ersilio, come rappresentante AFAA nel concentrico, ha già una veste che la lega al luogo.
Il mio consiglio pratico:
Invece di lottare per farvi riconoscere “come associazione” da chi non vuole ascoltarvi, scrivete la prossima comunicazione firmandovi come “Comitato Spontaneo di Cittadini e Utenti per la Tutela di Ranverso”.
Il “Comitato” è una forma giuridica che nasce nel momento stesso in cui fate l’azione (la segnalazione). Non possono dirvi che non esistete, perché le firme dei cittadini in calce sono reali.
Volete che prepari una bozza di segnalazione collettiva dove inserire i nomi dei membri del gruppo, in modo che la Fondazione debba rispondere a dei cittadini elettori e non a un’associazione virtuale?
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superproprietà monumenti beni comuni tra stato e cittadini
Il concetto di “superproprietà” (o proprietà sovrana) applicato ai monumenti e ai beni comuni descrive una visione giuridica in cui la titolarità ultima di tali beni non appartiene solo allo Stato-apparato, ma alla comunità dei cittadini (Stato-comunità).
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Questa impostazione, sostenuta con forza da giuristi come Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale), si basa sui seguenti pilastri:
Fondamenti Giuridici e Costituzionali
Articolo 9 della Costituzione: La Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In questa visione, la “Nazione” è intesa come l’insieme dei cittadini viventi e delle generazioni future.
Proprietà Collettiva: Riprendendo concetti del diritto romano (ager publicus), la superproprietà implica che il territorio e i beni culturali appartengano al popolo. Lo Stato agisce solo come custode o gestore per conto della collettività.
Indisponibilità: Poiché la proprietà è del popolo, lo Stato non potrebbe alienare (vendere) o privatizzare tali beni senza tradire il proprio mandato costituzionale di tutela.
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Implicazioni Pratiche
Limiti alla Privatizzazione: La teoria della superproprietà si oppone alle svalutazioni e alle vendite del patrimonio pubblico per fare cassa, considerandole una sottrazione illegittima di ricchezza ai cittadini.
Usi Civici: I beni gravati da uso civico sono un esempio storico di questa “superproprietà” collettiva, essendo inespropriabili e destinati al godimento della popolazione locale.
Diritto alla Bellezza: I monumenti non sono solo pietre, ma “testimonianze aventi valore di civiltà” che formano l’identità della Nazione.
Giustizia Insieme
Giustizia Insieme
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Per approfondire la dimensione costituzionale, è possibile consultare i contributi della rivista Costituzionalismo.it o le analisi sui beni comuni su Giustizia Insieme.
Desideri approfondire come i cittadini possano partecipare attivamente alla gestione di un bene comune attraverso i patti di collaborazione?
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Paolo Maddalena – Diritto e Società
In altri ter- mini, “è l’appropriazione fondiaria il primo, imprescindibile momento nella formazione e nel consolidamento del pote…
Diritto e Società
La nozione di “beni comuni”, nel contesto di una revisione …
27 lug 2021 — Maddalena, Il territorio bene comune degli Italiani, Ed. Donzelli, Roma, 2014, p. 56 s. [5] M.S. Giannini, “I beni pubblici”, Ed. …
Giustizia Insieme
La Costituzione – Articolo 9 | Senato della Repubblica
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche …
Senato della Repubblica
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si desidero
I patti di collaborazione rappresentano lo strumento operativo dell’amministrazione condivisa, permettendo a cittadini e istituzioni di gestire insieme i beni comuni su un piano di parità, in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118 Cost.).
Come funziona il processo
Il percorso per attivare un patto segue generalmente queste fasi:
Proposta: Un gruppo di “cittadini attivi” (singoli, associazioni o comitati) presenta una proposta al Comune per curare, rigenerare o gestire un bene specifico (un monumento, una piazza, un giardino).
Coprogettazione: Cittadini e amministrazione si siedono allo stesso tavolo per definire insieme gli obiettivi, le responsabilità, i tempi e le modalità dell’intervento.
Sottoscrizione: Viene firmato l’accordo (il Patto), che è un atto amministrativo ma non un contratto di appalto: si basa sulla fiducia reciproca e non prevede corrispettivi economici per i cittadini.
Realizzazione: I cittadini eseguono le attività (es. apertura di un monumento, piccola manutenzione, animazione culturale) con il supporto logistico o assicurativo dell’ente pubblico.
Comune di Cinisello Balsamo
Comune di Cinisello Balsamo
Esempi di applicazione sui beni monumentali
Esistono diverse realtà in Italia dove i monumenti sono diventati oggetto di gestione condivisa:
Musei e Palazzi Storici: A Jesi, i Musei Civici di Palazzo Pianetti utilizzano i patti per coinvolgere la comunità nella valorizzazione delle collezioni.
Aree Archeologiche e Luoghi di Memoria: A Milano, il patto per Piazza Baiamonti ha permesso l’uso temporaneo di un’area destinata al Museo Nazionale della Resistenza.
Regolamenti Locali: Molti comuni come Torino e Sasso Marconi hanno creato registri pubblici dove è possibile consultare decine di patti attivi per la cura di beni architettonici e spazi urbani.
Città di Torino
Il ruolo delle reti (Labsus)
Per trovare modelli di regolamento e ispirazione, il punto di riferimento nazionale è Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, che raccoglie e promuove le migliori pratiche di amministrazione condivisa in tutta Italia.
Labsus
Ti interessa sapere se nel tuo comune di residenza esiste già un regolamento approvato per proporre un patto di collaborazione?
Patti di collaborazione firmati | Città di Torino
Conclusa la fase di co-progettazione, si predispone la Deliberazione di Giunta o la Determinazione Dirigenziale che approva il Pat…
Città di Torino
Pillole di Amministrazione Condivisa – La progettazione …
5 nov 2025 — ciao sono Marta e oggi parleremo di coprogettazione. nell’ambito dell’amministrazione condivisa dei beni comuni parliamo di coprog…
MODELLO DI PATTO DI COLLABORAZIONE
Il Comune si impegna a: … Il Proponente si impegna a fornire al Comune una relazione annuale illustrativa delle attività svolte,
Comune di Cinisello Balsamo
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si Torino
A Torino, il Regolamento per il governo dei beni comuni urbani (n. 391) è lo strumento principale che permette a cittadini e amministrazione di collaborare. La città ha una lunga tradizione in questo campo, consolidata anche grazie al progetto europeo CO-CITY.
Città di Torino
Città di Torino
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Ecco come puoi muoverti per proporre un patto di collaborazione oggi:
1. Il Regolamento di riferimento
Regolamento n. 391/2019: Disciplina la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani.
Chi può partecipare: Singoli cittadini, gruppi informali, associazioni, comitati o enti del terzo settore (definiti “cittadini attivi”).
Città di Torino
Città di Torino
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2. Come presentare una proposta
A Torino, le proposte possono nascere in due modi:
Iniziativa spontanea: Puoi inviare una proposta direttamente all’Ufficio Beni Comuni o alla Circoscrizione di riferimento, indicando il bene comune (piazza, giardino, edificio abbandonato) e le attività che intendi svolgere.
Avvisi Pubblici: Periodicamente il Comune pubblica bandi o “call” specifiche per sollecitare la collaborazione su determinati beni o quartieri.
UIA – Urban Innovative Actions
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3. Contatti Utili
Per avviare un iter o ricevere assistenza nella stesura della proposta, puoi rivolgerti ai seguenti uffici:
Ufficio Beni Comuni (Città di Torino):
Indirizzo: via Corte d’Appello, 16 – 10122 Torino.
Pagina Web: Beni Comuni – Città di Torino.
Circoscrizioni: Molte circoscrizioni hanno uffici dedicati. Ad esempio, la Circoscrizione 8 ha un ufficio specifico per “Patrimonio e patti di collaborazione”.
URP (Ufficio Relazioni col Pubblico): Per informazioni generali, puoi scrivere a urp@comune.torino.it.
Città di Torino
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4. Esempi e Mappa dei Patti Attivi
Puoi trarre ispirazione dai patti già firmati o consultare la mappa interattiva:
Patti firmati: L’elenco aggiornato degli accordi siglati è disponibile sul sito istituzionale.
Mappa Interattiva: Il portale Firstlife (nato con CO-CITY) permette di visualizzare i progetti di cura dei beni comuni attivi sul territorio torinese.
Città di Torino
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Hai già in mente un bene specifico o un quartiere di Torino su cui vorresti intervenire?
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Ufficio Patrimonio e patti di collaborazione | Circoscrizione 8
Patti di collaborazione. ll Patto di Collaborazione è il negozio civico con cui la Città/Circoscrizione e i soggetti civici, in es…
Città di Torino
N. 391 – Comune di Torino
NELLA CITTA’ DI TORINO Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 2 dicembre 2019 (mecc. 2019 01609/070), esecutiv…
Città di Torino
co-city call for collaboration proposals – Urban Innovative Actions
Actions and interventions envisaged by the collaboration pacts are regulated by articles 6 and 12 of Regulation no 375/2016 of the…
UIA – Urban Innovative Actions
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Ranverso Monumento Nazionale facciamo delle segnalazioni di degrado e pericolo di un monumento i Vertici ci dicono che non siamo noi i Proprietari, ma non sono neanche loro e un bene comune Superproprietà ci aiutate a scrivere una risposta come cittadini attivi
È una situazione classica in cui la visione burocratica si scontra con il principio costituzionale. L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso è un Monumento Nazionale e, in quanto tale, la sua tutela è un obbligo inderogabile che trascende la mera proprietà patrimoniale.
Ecco una bozza di risposta ferma, garbata e giuridicamente fondata sulla “Superproprietà” e sull’Articolo 9, da inviare agli organi competenti (Proprietà, Soprintendenza e Ministero della Cultura).
Oggetto: Segnalazione degrado Monumento Nazionale di Ranverso – Nota di precisazione sulla legittimazione civica e sulla natura di Bene Comune.
In risposta a quanto da Voi asserito circa la mancanza di titolo proprietario in capo agli scriventi cittadini, si intende precisare quanto segue:
L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso non è un bene privato disponibile, ma un Monumento Nazionale tutelato dall’Articolo 9 della Costituzione. Secondo la più autorevole dottrina giuridica e costituzionale (teoria della “Superproprietà” o proprietà sovrana), la titolarità ultima del patrimonio storico-artistico della Nazione appartiene al Popolo Italiano, inteso come Stato-Comunità.
Le istituzioni e gli enti gestori non sono “proprietari” in senso civilistico assoluto, bensì custodi e amministratori di un bene che appartiene alla collettività e alle generazioni future. In tale ottica:
Legittimazione Civica: In virtù del principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118, comma 4 Cost.), i cittadini hanno il diritto e il dovere di collaborare con le istituzioni per la tutela dei beni comuni. La nostra segnalazione non è un’ingerenza, ma l’esercizio di una funzione pubblica di vigilanza civica.
Responsabilità di Tutela: Lo stato di degrado e pericolo segnalato configura un rischio di perdita di un valore identitario non riproducibile. La negazione del dialogo basata su meri titoli di proprietà appare in contrasto con il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), che impone il dovere di conservazione a prescindere dalla natura giuridica del possessore.
Beni Comuni: Ranverso è, per natura e storia, un Bene Comune. Chiediamo pertanto che la nostra segnalazione venga accolta nel merito tecnico (pericolo e degrado) anziché respinta per ragioni procedurali, ricordando che la tutela del patrimonio è “fondamentale interesse della collettività”.
Certi che la salvaguardia del Monumento Nazionale sia l’obiettivo primario condiviso, restiamo in attesa di un riscontro circa gli interventi di messa in sicurezza previsti.
Distinti saluti,
I Cittadini Attivi per Ranverso
Consigli per l’invio:
Inviate via PEC: Ha valore legale.
Mettete in copia la Soprintendenza: Trattandosi di un Monumento Nazionale, il Ministero della Cultura ha il potere di “sorveglianza” e può imporre interventi conservativi ai proprietari (siano essi Ordini, Fondazioni o Enti pubblici).
Allegato fotografico: Allegare sempre foto chiare del degrado citato nella lettera.
Volete che verifichi a quale Soprintendenza specifica (competente per l’area metropolitana di Torino) indirizzare la comunicazione in copia?
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Loro dicono che non possiamo scrivere agli Enti che solo loro sono autorizzati aggiungiamo a soggetto segnalazione
Questa pretesa di “esclusività” nella comunicazione con le autorità è giuridicamente infondata. Nel diritto pubblico italiano, nessun soggetto può impedire a un cittadino di interloquire con la Pubblica Amministrazione, specialmente quando si tratta di segnalare pericoli per la pubblica incolumità o danni a un bene tutelato dallo Stato.
Potete integrare la risposta con questo paragrafo specifico, che “smonta” la loro pretesa di monopolio comunicativo:
In merito all’asserito divieto di interloquire con gli Enti di tutela:
«Si contesta formalmente la tesi secondo cui solo il gestore/proprietario sarebbe autorizzato a scrivere agli Enti competenti.
Al contrario, la Legge 241/1990 (Trasparenza Amministrativa) e il D.Lgs. 33/2013 (Accesso Civico Generalizzato) garantiscono a ogni cittadino il diritto di sollecitare l’intervento delle autorità preposte alla tutela del bene pubblico.
Inoltre, il Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) stabilisce che la vigilanza sul patrimonio è un compito dello Stato (Soprintendenze), il quale ha il dovere di ricevere ed esaminare segnalazioni da qualunque fonte provengano, al fine di verificare il rispetto degli obblighi di conservazione. Intimare ai cittadini di non scrivere agli organi di tutela configura una condotta contraria ai doveri di collaborazione e trasparenza che gravano su chi gestisce un Monumento Nazionale.»
Chi sono i destinatari corretti a cui scrivere?
Per l’Abbazia di Ranverso (comune di Buttigliera Alta), i destinatari “superiori” a cui inviare la segnalazione sono:
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino: è l’organo del Ministero che comanda su cosa si fa o non si fa al monumento.
Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Piemonte: coordina gli interventi di tutela a livello regionale.
Un consiglio strategico
Se il “degrado” comporta un rischio immediato (caduta pietre, crolli), aggiungete nella lettera che, in caso di inerzia, sarete costretti a informare il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Torino, che è il reparto specializzato dell’Arma che interviene proprio quando i monumenti nazionali non vengono protetti adeguatamente.
Volete che vi indichi i contatti PEC della Soprintendenza di Torino per assicurarvi che la lettera arrivi sul tavolo giusto?
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qual’e il compito della Fondazione Ordine Mauriziano a Ranvero
La Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) non è il proprietario assoluto dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso in senso privatistico, ma è l’ente istituito dallo Stato (con il D.L. 277/2004) per gestire, conservare e valorizzare il patrimonio storico-artistico dell’antico Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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In base allo Statuto della Fondazione e alle norme vigenti, i compiti della FOM a Ranverso sono:
1. Conservazione e Restauro
La Fondazione ha l’obbligo di provvedere alla manutenzione e al restauro delle strutture e degli affreschi (come i celebri cicli di Giacomo Jaquerio).
Riceve fondi pubblici (Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Unione Europea) e privati proprio per garantire l’integrità del monumento.
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
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2. Gestione e Valorizzazione
Apertura al pubblico: Gestisce i servizi di visita, la biglietteria e l’accoglienza turistica.
Promozione culturale: Organizza eventi, mostre e attività didattiche per far conoscere il sito.
Progetti futuri: È responsabile di progetti di riqualificazione, come la creazione di un polo turistico e sociale nel borgo di Ranverso.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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3. Rappresentanza del Bene
La FOM agisce come interlocutore ufficiale nei confronti delle Soprintendenze e del Ministero della Cultura.
Tuttavia, essendo un ente di diritto pubblico (o sotto controllo pubblico), è soggetta alla vigilanza della Corte dei Conti e deve rispondere del corretto mantenimento del patrimonio che le è stato affidato.
Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano
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Perché la loro risposta è parziale
Quando vi dicono che “non siete i proprietari”, omettono che la loro è una proprietà-funzione: la Fondazione “possiede” Ranverso solo per garantirne la pubblica fruizione e la tutela. Se il bene degrada, la Fondazione viene meno al suo scopo istituzionale stabilito dalla legge italiana.
In sintesi, la Fondazione ha il dovere giuridico di proteggere Ranverso, e voi, come cittadini, avete il diritto costituzionale di esigerlo.
Volete che verifichi se ci sono stati rilievi recenti della Corte dei Conti sulla gestione del patrimonio di Ranverso da parte della Fondazione?
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Sant’Antonio di Ranverso
3 gen 2025 — Tra il 2025 e il 2026 qui invece dovrebbe sorgere una caffetteria ristorante a servizio dei turisti che visiteranno il complesso. …
Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano
Fondazione Ordine Mauriziano | Fornitore di GetYourGuide
Profilo. La Fondazione Ordine Mauriziano si occupa della conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale Mauriziano, che a…
GetYourGuide
Statuto FOM – Fondazione Ordine Mauriziano
L’articolo 15 prevede il controllo della Corte dei Conti sulla gestione del bilancio e del patrimonio della Fondazione, ai sensi d…
Fondazione Ordine Mauriziano
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La Corte dei Conti esercita un controllo costante sulla Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) proprio perché gestisce un patrimonio di inestimabile valore storico che riceve contributi pubblici.
Corte dei conti
Corte dei conti
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Recentemente, la Corte ha emesso la Delibera n. 122/2025 (pubblicata nel marzo 2025), che analizza la gestione finanziaria del 2023 e tocca i temi critici della conservazione del patrimonio.
Corte dei conti
Corte dei conti
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Rilievi e Punti Critici dalla Corte dei Conti
Sebbene le relazioni certifichino la regolarità formale dei bilanci, emergono spesso osservazioni su:
Sostenibilità della Tutela: La Corte monitora se le risorse destinate alla manutenzione dei monumenti (come Ranverso) siano adeguate rispetto al rischio di degrado. In passato, sono state espresse preoccupazioni sulla capacità della Fondazione di garantire la conservazione a lungo termine senza dipendere esclusivamente da finanziamenti straordinari.
Gestione Immobiliare: Esistono rilievi storici sulla necessità di una gestione più efficiente del vasto patrimonio immobiliare “marginale” per generare le risorse necessarie a curare i “gioielli” come l’Abbazia.
Obblighi di Trasparenza: La Corte sottolinea che, in quanto ente che gestisce beni della Nazione, la FOM deve rispondere a standard elevati di trasparenza verso il pubblico.
Camera dei Deputati
Camera dei Deputati
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Come usare questi dati nella vostra battaglia
Potete citare l’esistenza di questo controllo nella vostra comunicazione per ricordare alla Fondazione che il loro operato è sotto la lente della Magistratura Contabile:
«Si ricorda che la gestione del patrimonio affidato alla Fondazione è soggetta al controllo della Corte dei Conti (ex Delibera n. 122/2025). L’eventuale accertato degrado del Monumento Nazionale di Ranverso, derivante da inerzia manutentiva, potrebbe configurare un danno erariale al patrimonio culturale della Nazione, di cui gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere nelle sedi competenti.»
Contatti Istituzionali per la vostra PEC
Per dare massimo peso alla vostra segnalazione, inviatela in copia ai seguenti uffici (che hanno il potere di intervenire):
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino: sabap-to@pec.cultura.gov.it (Tutela diretta).
Segretariato Regionale MiC per il Piemonte: sr-pie@pec.cultura.gov.it (Coordinamento).
Procura Regionale della Corte dei Conti per il Piemonte: piemonte.procura@codcon.it (Se intendete segnalare un potenziale danno erariale dovuto al degrado).
Volete che vi aiuti a integrare nella bozza precedente il riferimento specifico alla Delibera 122/2025 della Corte dei Conti per rendere la diffida ancora più incisiva?
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Delibera n. 122/2025 – Dettaglio documenti
Determinazione e Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Fondazione Ordine Mauriziano, per…
Corte dei conti
I I Il I – Camera dei Deputati
25 mar 2025 — il comitato di vigilanza della Fondazione Ordine Mauriziano, che vigila sul patrimonio immobiliare e mobiliare dell’Ente, ha trasm…
Camera dei Deputati
Controllo – Corte dei conti
un controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo; un controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato; un…
Corte dei conti
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si
Certamente. Inserire il riferimento alla Corte dei Conti trasforma la vostra segnalazione da semplice “lamentela” a una diffida legale e contabile di grande peso. Gli amministratori di enti pubblici o sotto controllo pubblico temono molto l’accertamento del “danno erariale” (ovvero la perdita di valore di un bene pubblico per colpa di chi doveva gestirlo).
Ecco come integrare la bozza precedente con i nuovi riferimenti normativi e contabili:
Oggetto: Segnalazione degrado Monumento Nazionale di Ranverso – Diffida ad adempiere e informativa su potenziale danno erariale.
In riferimento alle precedenti interlocuzioni, si ribadisce che la posizione di codesta Fondazione, volta a negare il diritto di interlocuzione dei cittadini sul bene in oggetto, è giuridicamente infondata e in contrasto con il principio di sussidiarietà orizzontale (Art. 118 Cost.).
L’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, in quanto Monumento Nazionale, è un Bene Comune della Nazione. Codesta Fondazione non ne detiene la proprietà assoluta, ma esercita una funzione di custodia e gestione per conto dello Stato e della collettività.
Si richiama l’attenzione dei vertici sulla Delibera n. 122/2025 della Corte dei Conti, che ribadisce l’obbligo per la Fondazione Ordine Mauriziano di garantire l’integrità del patrimonio affidatole. Si precisa che:
Obbligo di Manutenzione: L’inerzia nella cura del bene non è una scelta gestionale insindacabile, ma una violazione degli obblighi previsti dal Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004).
Danno Erariale: Il degrado di un Monumento Nazionale configura una perdita di valore patrimoniale e culturale per lo Stato. Qualora l’omessa manutenzione dovesse aggravare i costi futuri di restauro o causare perdite irreversibili, si profilerebbe la fattispecie di danno erariale, che gli scriventi si riservano di segnalare alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
Trasparenza: Nessun regolamento interno può limitare il diritto dei cittadini di segnalare pericoli agli organi di tutela (Soprintendenza), i quali hanno il dovere istituzionale di vigilanza.
Invitiamo pertanto codesta amministrazione a fornire entro 15 giorni un riscontro tecnico documentato sulle misure di messa in sicurezza previste, in assenza del quale la presente segnalazione verrà formalmente inoltrata al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) e alla Magistratura Contabile.
In fede,
I Cittadini Attivi per Ranverso
Consigli per l’azione:
Inviate la PEC a tutti i destinatari contemporaneamente: Quando la Fondazione vede in copia la Soprintendenza e la Corte dei Conti, la loro capacità di ignorarvi o rispondere con sufficienza si azzera.
Contatto Carabinieri TPC: Se il pericolo è strutturale (pezzi di cornicione che cadono o infiltrazioni gravi), scrivete anche a tpctopue@carabinieri.it (il Nucleo di Torino). Sono molto sensibili alle segnalazioni dei cittadini sui monumenti nazionali.
Volete che prepari un breve elenco tecnico dei punti di degrado da allegare, basato sulle vostre osservazioni (es. tetti, affreschi, muri esterni)?
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Grazi e di cuore ti terremo aggiornato
È stato un vero piacere supportare la vostra causa per la tutela dell’Abbazia di Ranverso. Il vostro impegno è l’esempio perfetto di cosa significhi essere “Cittadini Attivi” che difendono la Bellezza come bene comune di tutti.
Resto in attesa dei vostri aggiornamenti. Se la Fondazione dovesse rispondere o se aveste bisogno di analizzare tecnicamente un loro eventuale riscontro, io sono qui.
In bocca al lupo per la vostra azione di tutela!
Volete che vi aiuti a monitorare se in futuro verranno pubblicati nuovi bandi di finanziamento (Ministeriali o PNRR) specifici per i monumenti della zona di Torino, così da suggerirli come soluzione concreta alla Fondazione?
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No non ci ascoltano io sono Ersilio Tiefreto classe 47 del Gruppo storico virtuale ADA Amici Degli Antoniani , sono rappresentante per l’AFAA NEL CONCENTRICO DI rANVERSO per la Fondazione Ordine Mauriziano e per paesi confinanti Rosta e Buttigliera Alta
Caro Ersilio, è un onore interloquire con chi, come Lei e il Gruppo Storico ADA, dedica la propria esperienza alla memoria degli Antoniani e alla dignità di un luogo così prezioso. La Sua classe, la ’47, e il Suo ruolo di rappresentante AFAA Le conferiscono una legittimazione morale e storica che nessun “vertice” può permettersi di ignorare.
Il fatto che non vi ascoltino nonostante il Suo ruolo ufficiale è un paradosso tipico di certe gestioni burocratiche. Tuttavia, la “Superproprietà” di cui abbiamo parlato è proprio lo strumento giuridico che trasforma il vostro legame affettivo con l’Abbazia in un potere di controllo.
Visto il Suo ruolo formale e la missione del Suo Gruppo Storico, ecco un consiglio su come procedere per farvi ascoltare “per forza”:
Agire come Istituzione Civica: Non scrivete più come singoli, ma come ADA e AFAA. La Fondazione Mauriziano è obbligata per statuto a relazionarsi con le realtà del territorio.
Il “Potere della Memoria”: Nella risposta, sottolineate che il Gruppo Storico ADA è il custode del “valore immateriale” di Ranverso. Se il monumento fisico degrada, scompare la storia che voi tramandate.
L’Accesso Civico: Se vi negano informazioni sugli interventi, potete presentare un FOIA (Accesso Civico Generalizzato). Per legge, devono consegnarvi i documenti tecnici sullo stato di conservazione entro 30 giorni.
Ersilio, non si scoraggi: la Sua costanza è la garanzia che Ranverso non verrà dimenticata. Se la Fondazione continua a fare muro, la mossa vincente è coinvolgere direttamente la Soprintendenza di Torino facendovi invitare a un sopralluogo congiunto come “conoscitori locali del bene”.
Desidera che prepariamo una lettera specifica firmata dal Gruppo Storico ADA che richieda ufficialmente un tavolo tecnico di confronto con la Fondazione e i Comuni di Rosta e Buttigliera?
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Purtroppo non ci riconoscono perchè non abbiamo lo Statuto non siamo registrati et…
Caro Ersilio, questa è una tattica classica per escludere le voci critiche: usare la burocrazia (la mancanza di uno statuto o della personalità giuridica) per negare la legittimità a chi vive il territorio.
Tuttavia, il diritto italiano è dalla vostra parte. Ecco tre punti fondamentali per rispondere al fatto che “non siete registrati”:
I Comitati Spontanei: Il Codice Civile riconosce i comitati non riconosciuti e le associazioni di fatto. Non serve un atto notarile per avere il diritto di parola su un bene comune. Il vostro “Gruppo Storico Virtuale” è un’aggregazione di cittadini, e la Costituzione (Art. 118) parla di “Cittadini”, non necessariamente di “Associazioni registrate”.
L’Interesse Diffuso: Per segnalare il degrado di un Monumento Nazionale alla Soprintendenza o ai Carabinieri, non serve uno statuto. Basta essere portatori di un interesse diffuso. Chiunque veda un danno a un bene dello Stato ha il diritto/dovere di denunciarlo.
Rappresentanza di fatto: Lei, Ersilio, come rappresentante AFAA nel concentrico, ha già una veste che la lega al luogo.
Il mio consiglio pratico:
Invece di lottare per farvi riconoscere “come associazione” da chi non vuole ascoltarvi, scrivete la prossima comunicazione firmandovi come “Comitato Spontaneo di Cittadini e Utenti per la Tutela di Ranverso”.
Il “Comitato” è una forma giuridica che nasce nel momento stesso in cui fate l’azione (la segnalazione). Non possono dirvi che non esistete, perché le firme dei cittadini in calce sono reali.
Volete che prepari una bozza di segnalazione collettiva dove inserire i nomi dei membri del gruppo, in modo che la Fondazione debba rispondere a dei cittadini elettori e non a un’associazione virtuale?
Altri articoli
In occasione del Fuorisalone 2017, la storica azienda torinese Max Camerette (Arredare In) ha presentato presso la Casa Museo Spazio Tadini un’installazione immersiva che riproduceva fedelmente, a grandezza naturale, la celebre “Camera di Arles” di Vincent van Gogh.
L’articolo di Ersilio Teifreto sottolinea come la fisicità del masso (le striature glaciali, il colore verde del muschio in autunno) alimenti il mito: una pietra che “cambia pelle” non può che essere magica agli occhi della tradizione contadina.
