Giugno 16, 2026

IL CANYON DI RANVERSO: DOVE L’ALTA VELOCITÀ CORRE SOPRA L’ACQUA DEL 1310

IL CANYON DI RANVERSO: DOVE L’ALTA VELOCITÀ CORRE SOPRA L’ACQUA DEL 1310

IL CANYON DI RANVERSO: DOVE L’ALTA VELOCITÀ CORRE SOPRA L’ACQUA DEL 1310
Un’esegesi tra l’ingegneria della Torino-Modane e i secolari turni d’allagamento dei contadini
La vera autostrada dell’acqua
Al confine esatto tra Rosta e Buttigliera Alta, la vita dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso non è legata solo ai suoi mattoni gotici, ma a una vera e propria arteria idrica che attraversa la pianura: la Bealera di Rivoli [15.1]. Questo grandioso canale nasce nel 1310 come una deviazione del fiume Dora Riparia a partire dalla Chiusa di San Michele, all’imbocco della Val di Susa, e viaggia per chilometri servendo la bellezza di 26 comuni della cintura torinese. È l’acqua che da sette secoli dà vita al Concentrico, alimentando lo storico Molino e irrigando i campi.
La modernità sopra, la tradizione sotto
Quando a metà dell’Ottocento lo Stato sabaudo progettò la linea ferroviaria storica Torino-Modane, gli ingegneri si trovarono davanti a questo tracciato idraulico preesistente [15.1]. Non potendo interrompere il flusso vitale che dissetava il borgo, costruirono la ferrovia sopra il canale, scavalcandolo con un ponte stabile.
Oggi, in quel punto che possiamo chiamare il “Canyon di Ranverso”, si compie un paradosso straordinario [15.1]:
  • In alto, sulle rotaie: Corrono forti i treni merci internazionali, i convogli giornalieri e sfreccia il TGV per la Francia. La massima velocità moderna corre sopra la testa del borgo.
  • In basso, sotto il ponte: Scorre silenziosa l’acqua del 1310. Entrando nel Concentrico, permette ai contadini e ai fittaioli di ripetere ancora oggi un rito medievale intatto: coordinarsi per alzare le paratoie a turno, incanalando il flusso per irrigare i campi di frumento attraverso lo storico metodo dell’allagamento.
Le quattro mura riscoperte dalle panchine
Questo fitto reticolo idraulico e infrastrutturale spiega l’importanza delle quattro mura precise, parallele e perfettamente allineate affiorate sotto l’attuale viale alberato [15.1]. Analizzate sul campo nel 2019 da Ersilio Teifreto insieme al Professor Germano Bellicardi (Presidente di Segusium) e agli archeologi della SABAP inviati dopo i colloqui a Palazzo Chiablese, quelle pareti non erano un muretto agricolo, ma le antiche spalle in muratura e le chiuse storiche edificate nei secoli per regolare questi passaggi e gestire i turni dell’acqua senza allagare la vecchia via d’accesso alla Domus Hospitalis [15.1, 18.2].
Mentre la gestione temporanea della FOM si concentra sui marchi commerciali di “Precettoria” e ignora persino la cessione dei terreni adiacenti alla Regione Piemonte, il Gruppo Storico Virtuale A.D.A. — Amici Degli Antoniani continua a fare esegesi reale, dimostrando dalle sue panchine che il DNA di Ranverso è vivo e scorre ancora nei canali della sua terra [15.1].

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