Ottobre 10, 2026

Il Campanile e la Campana Monumentale di Sant’Antonio di Ranverso: Analisi delle Fasi Costruttive, Epigrafia del Bronzo e l’Ipotesi della “Cella Inespugnabile” Ideazione e Ricerche sul Campo: Cavaliere Ersilio Teifreto (Tracciologo Territoriale – Gruppo A.D.A.)

Il Campanile e la Campana Monumentale di Sant’Antonio di Ranverso: Analisi delle Fasi Costruttive, Epigrafia del Bronzo e l’Ipotesi della “Cella Inespugnabile” Ideazione e Ricerche sul Campo: Cavaliere Ersilio Teifreto (Tracciologo Territoriale – Gruppo A.D.A.)

Università degli Studi di Torino / Politecnico di Torino
Indirizzo di Ricerca: Archeologia dell’Architettura • Storiografia Medievale • Metrologia Storica
Progetto di Tesi / Relazione Scientifica
Titolo: Il Campanile e la Campana Monumentale di Sant’Antonio di Ranverso: Analisi delle Fasi Costruttive, Epigrafia del Bronzo e l’Ipotesi della “Cella Inespugnabile”
Ideazione e Ricerche sul Campo: Cavaliere Ersilio Teifreto (Tracciologo Territoriale – Gruppo A.D.A.)

INTRODUZIONE E STATO DELL’ARTE
Il complesso monumentale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Buttigliera Alta, TO) rappresenta uno dei massimi insediamenti tardogotici del Nord Italia. Sebbene l’apparato pittorico (Jaquerio, Ferrari) sia ampiamente documentato, le strutture verticali — in particolare la torre campanaria (altezza 33 metri) — conservano quesiti statici e archeologici irrisolti.
Il presente documento formalizza l’innovativa tesi di ricerca incentrata sulla fase di sopraelevazione rinascimentale (1500) e sul rapporto di inclusione geometrica tra la cella campanaria gotica e il grande bronzo monumentale in essa custodito, offrendo una nuova chiave di lettura per la comprensione delle maestranze dirette dal Cardinale Domenico della Rovere.

SEZIONE 1: ANALISI ARCHEOMETRICA E FASI EVOLUTIVE DELLA TORRE
1.1 La Genesi Romanica e la “Cucitura” Gotica
L’analisi stratigrafica muraria evidenzia una netta cesura strutturale all’altezza della sezione centrale del campanile:
  • Fase I (Metà XII Secolo): Origine del campanile in stile romanico. La torre sorge come struttura autonoma, tozza, caratterizzata da muratura piena e isolata dal nucleo originario di culto.
  • Fase II (Tardo XV Secolo – 1500): Sotto il mecenatismo del Vescovo di Torino, il Cardinal Domenico della Rovere, la navata laterale sinistra della Chiesa si espande fino a inglobare la base romanica. Contestualmente, viene avviato l’imponente cantiere di sopraelevazione gotica.
1.2 Geometria della Cella e Indicatori Patologici (La Pendenza)
Il rialzamento rinascimentale culmina con l’introduzione di due piani di bifore gotiche decorate da colonnine ottagonali in pietra e quattro pinnacoli angolari che coronano la grande cuspide ottagonale (struttura che andò a sostituire la primigenia calotta semicircolare).
Il baricentro asimmetrico di questa imponente sopraelevazione, unito alle spinte delle volte della navata sinistra, ha generato una percettibile pendenza storica verso destra. Tale criticità strutturale è oggi confermata dallo stato di sofferenza interno, che registra lo sradicamento e il disallineamento di importanti assi e travi lignee di sostegno, visibili sia dall’esterno che dai moderni rilievi digitali del Progetto Europeo ARGUS.

SEZIONE 2: L’IPOTESI INGEGNERISTICA DELLA “CELLA INESPUGNABILE”
2.1 La Prova Metrica e il Sollevamento “A Cielo Aperto”
Il nucleo centrale della ricerca risiede nella risoluzione di un enigma logistico: come sia stato possibile collocare la monumentale campana all’interno di una gabbia muraria così fitta e resistente alle scorrerie belliche.
La tesi dimostra che il diametro massimo del bronzo è superiore alla luce utile delle aperture delle bifore e agli interassi delle colonnine ottagonali. Ne consegue che la campana non è stata introdotta dall’esterno a torre ultimata, né sollevata attraverso scale interne impraticabili per pesi di tale stazza.
La prassi del cantiere roveresco ha previsto un sollevamento verticale e assiale a “cielo aperto”:
  1. Il bronzo è stato issato mediante macchine pesanti medievali (ruota del gatto e argani a tamburo) passando dal centro vuoto della torre in costruzione.
  2. Una volta adagiata la campana sulle travi di sospensione, i muratori hanno proceduto al tamponamento finale dei muri laterali, al montaggio delle colonnine e alla chiusura della cuspide.
2.2 Immunità ai Saccheggi e Conservazione Coatta
Questa intuizione ingegneristica chiarisce perché la campana sia sopravvissuta ai sistematici saccheggi dell’esercito francese (volti alla fusione dei bronzi sacri per ricavarne pezzi d’artiglieria). La campana era di fatto murata e protetta da una cassaforte di pietra. Per asportarla, i razziatori avrebbero dovuto demolire l’intero coronamento gotico del campanile, operazione logisticamente impossibile durante le rapide incursioni militari.

SEZIONE 3: FILOLOGIA ED EPIGRAFIA DELLA CAMPANA (1500-1702)
Il rilievo fotografico ravvicinato condotto in alta quota ha permesso di decifrare integralmente il palinsesto epigrafico inciso in latino sul bronzo, recante l’esclusivo sigillo della croce a TAU degli Antoniani.
[Linea 1] ANNO 1500 ESSE COEPI. 200 ANNIS SUBSTITI NUNC REVIVISCENTE DOMO REVIVISCOR EADEM MENTE
[Linea 2] FUIT. A. IHS. MARIA. MENTEM SANCTAM SPONTANEAM HONOREM DEO ET PATRIAE LIBERATIONEM. 1702. PRAELATUS FECIT

3.1 Esegesi del Testo e Cronologia Incrociata
  • Il Ciclo Rinascimentale (1500): La prima linea («Anno 1500 esse coepi») fissa la nascita del primo bronzo all’ultimo anno di vita del Cardinal Domenico della Rovere (morto nel 1501), legando cronologicamente la fusione al completamento della cuspide del campanile.
  • La Rifusione Barocca (1702): Il termine «200 annis substiti…» documenta la rifusione del metallo originario esattamente due secoli dopo. La frase «reviviscente domo» testimonia un’importante campagna di restauri dell’intero borgo promossa dall’Abate Commendatario dell’epoca.
3.2 La Formula Esorcistica e il Contesto Bellico
La seconda linea riporta il celebre Titulus di Sant’Agata («Mentem sanctam spontaneam honorem Deo et patriae liberationem»). Questo testo assolve a una duplice funzione:
  1. Apotropaica/Liturgica: Un esorcismo fuso nel metallo per proteggere il borgo dai fulmini, dagli incendi e dalla piaga del “fuoco di Sant’Antonio”. (La medesima formula fu usata dal Della Rovere per le campane di San Giorgio a Chieri).
  2. Geopolitica: L’invocazione «patriae liberationem» (la liberazione della patria) datata 1702 riflette drammaticamente i traumi della Guerra di Successione Spagnola in Piemonte, trasformando la voce della campana in un manifesto di resistenza contro l’occupazione straniera.
3.3 Adattamento Meccanico (I Martelletti Fissi)
La relazione si conclude evidenziando il sistema di percussione. Per preservare la stabilità della torre pendente e non sottoporre le fragili colonnine ottagonali alle vibrazioni distruttive causate dall’oscillazione di un bronzo così massiccio, si scelse storicamente di escludere il movimento a slancio. La campana è stata dotata di martelletti fissi esterni collegati ai due orologi laterali, azzerando le onde d’urto dinamiche sulla muratura e garantendo la conservazione del monumento nei secoli.

CONCLUSIONI E LINEE DI SVILUPPO PER I TESISTI
Questa relazione apre tre filoni di approfondimento per futuri candidati alla laurea:
  1. Indagine Metrologica Comparata: Rilievo laser scanner delle luci delle bifore e confronto millimetrico con il diametro della campana per convalidare graficamente la tesi dell’inclusione coatta.
  2. Ricerca d’Archivio Mauriziano: Scavo documentario sui registri contabili del 1702 per individuare il nome del mastro fonditore che operò la rifusione all’interno della Precettoria.
  3. Analisi Strutturale Digitale: Studio delle relazioni tra lo spostamento delle assi lignee interne e i dati di pendenza raccolti dalle sonde del progetto ARGUS.

Altri articoli

  • Ottobre 10, 2026
    Ersilio Teifreto: Tracciologo Territoriale e custode del legame antoniano
  • Ottobre 10, 2026
    I Due Volti del “Sì” a Ranverso Arrivavano da fuori, sui tappeti rossi,

Eventi e Feste

Eventi e Feste

Schede

Schede