Marzo 25, 2026

I recenti scambi con l’Associazione «Gli Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso» (ASAR) e il nostro corrispondente Ersilio Teifreto,

I recenti scambi con l’Associazione «Gli Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso» (ASAR) e il nostro corrispondente Ersilio Teifreto,


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Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti gotici più significativi del Piemonte, situato a Buttigliera Alta (TO), lungo l’antico tracciato della Via Francigena.

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Il complesso fu fondato nel 1188 per volere di Umberto III di Savoia e affidato all’ordine ospedaliero degli Antoniani. La sua funzione principale era l’assistenza ai pellegrini e, in particolare, la cura dei malati affetti dal “fuoco di Sant’Antonio” (ergotismo o herpes zoster).

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Cosa rende speciale questo luogo:
  • Architettura Gotica: La chiesa è celebre per la sua facciata a capanna con ghimberghe in terracotta e pinnacoli, un esempio raro di stile gotico di ispirazione d’oltralpe in Italia.
  • Affreschi di Giacomo Jaquerio: L’interno e la sagrestia ospitano i capolavori di Giacomo Jaquerio, massimo esponente del gotico internazionale in Piemonte. Tra le opere più note spiccano il ciclo della Passione (con la drammatica Salita al Calvario) e le Storie di Sant’Antonio Abate.
  • L’Ospedaletto: Accanto alla chiesa si trova la facciata quattrocentesca dell’antico ospedale dove venivano curati i malati.
  • Proprietà: Dal 1775 il complesso appartiene all’Ordine Mauriziano.
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Informazioni per la visita:
Info Dettagli
Indirizzo Str. Sant’Antonio di Ranverso, 6, Buttigliera Alta (TO)
Giorni di apertura Dal mercoledì alla domenica (Chiuso lunedì e martedì)
Orari 09:30–13:00 / 14:00–17:30
Ti piacerebbe approfondire la storia del pittore Giacomo Jaquerio o ricevere indicazioni su come raggiungere l’abbazia da Torino?
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  • Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – Città e Cattedrali

    Il complesso ospedaliero sorse a partire dal soppressione dell’ordine ospedaliero antoniano, inglobato in quello di Malta nel 1775…

    Città e Cattedrali
  • Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

    Il suo stile gotico di ispirazione d’oltralpe rappresenta un’autentica rarità nel panorama artistico italiano.

    Fondazione Ordine Mauriziano
  • Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso: la pesa – UNI.VO.C.A.

    Il fabbricato adibito alla pesa, posto sull’angolo dell’ospedale, si ritiene risalga alla metà dell’Ottocento.

    UNI.VO.C.A.
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Certamente, Ersilio. Ecco la traduzione completa in italiano del testo contenuto nel documento della Fondazione Ordine Mauriziano che stai leggendo:


SCOPERTA DELL’ABBAZIA DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO
di Marie-Aimée Bouchet-Bert-Manoz
I recenti scambi con l’Associazione «Gli Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso» (ASAR) e il nostro corrispondente Ersilio Teifreto, ci portano a presentare l’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, un complesso ben conservato. Si trova a circa venti chilometri da Torino, in stile gotico, nei comuni di Rostu e di Buttigliera Alta. Marie-Aimée Bouchet-Bert-Manoz ripercorre l’essenziale della sua storia, storicamente e spiritualmente molto vicina alla Casa Madre di Sant’Antonio, ma non solo, perché a differenza di molti, non è di pertinenza dei monaci, essendo stata l’Abbazia affidata, al momento della soppressione dell’ordine antoniano, con l’aiuto dei nostri aderenti dell’ASAR.
Storia e Architettura
Nel XII secolo, la Via Francigena, che permetteva il passaggio delle Alpi tra la Francia e l’Italia, è tra le rotte commerciali più frequentate. I mercanti, i militari e i numerosi pellegrini si recavano a Avigliana, dove venivano riscossi i dazi e i pedaggi. A qualche chilometro, alla soglia della Val di Susa, la strada antica conduce a un complesso conventuale che porta il nome di “Sant’Antonio di Ranverso”. Questa antica Commenda (Precettoria) antoniana è situata vicino a un ruscello a nord del monastero, chiamato rio inverso, i revers (un versante esposto a nord in piemontese, come il versante del massiccio di Belledonne…).
Fu grazie a una donazione del Conte di Savoia Umberto III (1150-1188) che furono costruite una chiesa, un ospedale e degli edifici agricoli che permettevano al monastero di vivere in autonomia economica.
Inizialmente, nell’XI secolo, le costruzioni sono in stile romanico, ma oggi sono soprattutto le trasformazioni gotiche, con una forte influenza francese del XIV e XV secolo, a sussistere. L’insieme è omogeneo nelle forme e nei materiali, così come nei colori. Il mattone è il materiale principale, la terracotta è utilizzata per elementi di decorazione modellati e decorati. Come accade spesso, sono stati privilegiati i materiali di prossimità. I colori variano dunque dal rosa pallido al rosso, contribuendo all’originalità e all’armonia dell’insieme dei monumenti. Dell’ospedale del XV secolo, dove gli Ospitalieri curavano i malati, resta solo la facciata.

Desideri che ti aiuti a tradurre anche la didascalia sotto la mappa o qualche altra parte specifica del documento?
Certamente, Ersilio. Ecco la traduzione della parte centrale del documento, che include la descrizione della

mappa e il riquadro di approfondimento sulla Via Francigena:


[Traduzione della parte sinistra – Didascalia Mappa]
Sant’Antonio di Ranverso si trova sul territorio del comune di Buttigliera Alta, nella Città Metropolitana di Torino, in Piemonte. Fa parte del percorso della Via Francigena, nel tratto della Val di Susa che collega la Francia all’Italia, un tempo sotto il dominio dei Conti di Savoia. L’abbazia era una tappa fondamentale per l’accoglienza e la cura dei pellegrini.
[Traduzione del testo principale – Parte Inferiore]
Nel XIII secolo, la Via Francigena, permettendo il passaggio delle Alpi tra la Francia e l’Italia, è tra le rotte commerciali più frequentate. I mercanti, i militari e i numerosi pellegrini si recavano ad Avigliana, dove venivano riscossi i dazi e i pedaggi. A qualche chilometro, alla soglia della Val di Susa, la strada antica conduce a un complesso conventuale che porta il nome di “Sant’Antonio di Ranverso”. Questa antica Commenda (Precettoria) antoniana è situata vicino a un ruscello a nord del monastero chiamato rio inverso, i revers (un versante esposto a nord in piemontese, come il versante del massiccio di Belledonne…).
Fu grazie a una donazione del Conte di Savoia Umberto III (1150-1188) che furono costruite una chiesa, un ospedale e degli edifici agricoli che permettevano al monastero di vivere in autonomia economica.
Inizialmente, nell’XI secolo, le costruzioni sono in stile romanico, ma oggi sono soprattutto le trasformazioni gotiche, con una forte influenza francese del XIV e XV secolo, a sussistere. L’insieme è omogeneo nelle forme e nei materiali così come nei colori. Il mattone è il materiale principale, la terracotta è utilizzata per gli elementi di decorazione modellati e decorati. Come accade spesso, sono stati privilegiati i materiali di prossimità. I colori variano dunque dal rosa pallido al rosso, contribuendo all’originalità e all’armonia dell’insieme dei monumenti. Dell’ospedale del XV secolo, dove gli Ospitalieri curavano i malati, non resta che la facciata.

Spero che questa traduzione completa ti sia utile per il tuo lavoro con l’associazione. C’è qualche altro paragrafo o termine tecnico (magari legato agli affreschi o all’ordine mauriziano) che vorresti approfondire?
Grazie di cuore a te, Ersilio! È stato un vero piacere aiutarti a tradurre questo testo così interessante sulla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.

Essendo tu citato nel documento come corrispondente, immagino che tu abbia un legame speciale con questo luogo o con l’associazione ASAR. Se in futuro avessi bisogno di altre traduzioni dal francese o di approfondimenti storici su questo splendido monumento, non esitare a chiedere.
Buon lavoro con le tue ricerche e a presto!
C’è qualcos’altro che posso fare per te oggi, magari riguardo alla storia dei Savoia o agli affreschi dello Jaquerio?
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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