I Cippi Lapidei della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso Ricerca, ritrovamenti e tutela attiva a cura di Ersilio Teifreto
I Cippi Lapidei della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso Ricerca, ritrovamenti e tutela attiva a cura di Ersilio Teifreto

Digital Camera
RELAZIONE STORICO-ARCHEOLOGICA
I Cippi Lapidei della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
Ricerca, ritrovamenti e tutela attiva a cura di Ersilio Teifreto
(Gruppo A.D.A. – Amici Degli Antoniani)
(Gruppo A.D.A. – Amici Degli Antoniani)
INQUADRAMENTO GEOLOGICO E TERRITORIALE
L’area monumentale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso sorge nel cuore dell’Anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana. Questa specifica conformazione geologica ha disseminato il territorio di massi erratici di origine alpina (principalmente serpentiniti e micascisti), trasportati a valle dalle glaciazioni pleistoceniche. Questa immensa riserva di pietra a cielo aperto è stata la materia prima fondamentale per gli scalpellini medievali. I due cippi qui censiti condividono questa matrice geologica, testimoniando un legame indissolubile tra la morfologia della Val di Susa e le vicende storiche, viarie e amministrative della Precettoria.
SCHEDA TECNICA 1: IL CIPPO STRADALE “DANTORI”
- Tipologia di bene: Cippo indicatore stradale / Antico miliario di deviazione della Via Francigena.
- Epoca stimata: XIV Secolo (Basso Medioevo).
- Morfologia e Materiale: Blocco parallelepipedo in pietra metamorfica da masso erratico locale. Presenta una forte erosione meteorica superficiale e una diffusa patina biologica di licheni gialli (xantoriacei).
- Iscrizione epigrafica: Sulla prima riga superiore sono incise lettere capitali leggibili scientificamente come
D A N I O R I V L(corrispondenti alla tradizione di lettura DANTORI). I tratti erosi sottostanti ricordano linee verticali e oblique (compatibili con cifre romane o sigle confinarie). - Funzione storica: Fungeva da cartello stradale in pietra. Collocato al bivio strategico di Ranverso, non indicava i chilometri per Torino (unità di misura all’epoca inesistente), ma segnalava ai viandanti la strada antica di Alpignano. Questo percorso consentiva ai pellegrini di tagliare verso la zona della Pellerina a Torino, per poi entrare in città lungo l’asse di strada Antica di Collegno fino al Duomo.
- Note sul recupero e varianti visive: Il cippo è stato sottratto all’oblio direttamente dal ricercatore Ersilio Teifreto, che lo ha individuato mentre era completamente sommerso e occultato da rovi e arbusti selvatici. A livello visivo, il degrado della pietra genera un fenomeno di pareidolia che spinge popolarmente alla lettura “DANTONE” (accostamento suggestivo a Sant’Antonio), ma le analisi storiche e i tracciati viari confermano la natura direzionale e toponomastica della dicitura DANTORI.
SCHEDA TECNICA 2: IL TERMINE CONFINALE DEL CAMPANILE
- Tipologia di bene: Cippo di confine territoriale (termine confinale) in stato di reimpiego strutturale.
- Epoca stimata: Manufatto di origine medievale/moderna, successivamente inglobato nelle sottofondazioni della torre campanaria gotica.
- Morfologia e Materiale: Lastra lapidea squadrata massiccia ricavata da frammento di masso erratico alpino.
- Iscrizioni rilevate sulle facce:
- Faccia A: Lettera R, indicante storicamente il Feudo di Rivoli (area oggi ricadente sotto il Comune di Rosta, separatosi da Rivoli nel 1694).
- Faccia B: Lettera B, indicante storicamente la Corte di Avigliana (area oggi ricadente sotto il Comune di Buttigliera Alta).
- Funzione storica: Originariamente preposto a marcare il confine amministrativo e doganale tra le giurisdizioni locali. Successivamente è stato reimpiegato dalle maestranze edili come pietra angolare e concio di scarico per consolidare la base muraria del campanile della Precettoria. Questo rispecchia un’anomalia geografica permanente: ancora oggi il confine comunale taglia internamente il complesso (la chiesa sorge a Buttigliera Alta, il campanile a Rosta).
- Cronaca del salvataggio e ricollocazione:
- 30 giugno 2022: Durante i delicati lavori di sottofondazione del campanile, il cippo viene rimosso dal terreno e inizialmente confuso tra i calcinacci di scarto destinati allo smaltimento. L’occhio esperto e la vigilanza di Ersilio Teifreto ne impediscono la perdita definitiva, salvando il reperto.
- 8 luglio 2022: Sotto la supervisione e la direzione del ricercatore, gli operai di cantiere provvedono alla corretta movimentazione del manufatto tramite leve di ferro, ricollocando il termine confinale nella sua esatta giacitura verticale originaria a ridosso della muratura, mettendolo definitivamente in sicurezza.
Documento redatto sulla base delle evidenze sul campo, della documentazione fotografica dei cantieri del 2022 e delle attività di ricerca del gruppo A.D.A.
Altri articoli
MANIFESTO DI RIABILITAZIONE STORICA E SCIENTIFICADell’Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne (Gli Antoniani)«Oltre l’inchiostro di Dante: la verità della pietra e della medicina medievale»Introduzione e tesi di partenzaPer oltre otto secoli, la memoria storica dell’Ordine Ospedaliero degli Antoniani (i frati del Tau) è rimasta ostaggio di un paradosso letterario. Nelle aule scolastiche e nei programmi universitari, l’epopea di questa istituzione viene sistematicamente ridotta e penalizzata dai celebri versi di Dante Alighieri nel Paradiso XXIX («Di questo ingrassa il porco sant’Antonio…»). Questa ricerca si propone di dire basta a una diffamazione storica secolare, dimostrando come la satira morale dantesca abbia fatto di tutta l’erba un fascio, scambiando la deriva tardiva di singoli frati cercatori di periferia con la realtà di una delle più grandi missioni umanitarie della storia europea.Spostando l’asse della ricerca dalla letteratura alla storia delle istituzioni e della medicina, emergono tre pilastri inconfutabili che riabilitano totalmente la missione del Tau:I Tre Pilastri della Riabilitazione1. Il Primo Network Sanitario Transnazionale: Gli Antoniani non furono predicatori vagabondi, ma i pionieri del moderno welfare state. Al culmine del loro sviluppo, la Casa Madre francese coordinava una rete colossale di circa 380 ospedali specialistici sparsi in tutta Europa. Questo sistema garantiva, per la prima volta nel Medioevo, la standardizzazione dei protocolli clinici e dell’accoglienza logistica, offrendo le stesse cure e la stessa dieta sia in Francia, sia in Germania, sia nella celebre Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso in Piemonte.2. L’Avanguardia Scientifica della Terapia del Maiale: L’accusa dantesca sul “porco” ignora deliberatamente una fondamentale realtà biochimica ed epidemiologica. L’allevamento dei maiali e i relativi privilegi di libero pascolo concessi dai Comuni non erano uno strumento di ingordigia o di arricchimento illecito. Il grasso di maiale (lardo e sugna) costituiva la base emolliente insostituibile per l’unguento terapeutico con cui i frati curavano le devastanti piaghe cutanee del fuoco sacro (ergotismo), isolandole dalle infezioni. Associato a una dieta iperproteica a base di carne suina e pane puro di grano (in sostituzione della segale cornuta contaminata), questo protocollo scientifico ed empirico salvò migliaia di vite umane da morte certa o da atroci amputazioni.3. La Risposta del Territorio: Il “Dantone” di Pietra: A smentire la diffamazione letteraria interviene la realtà materiale dell’archeologia e della toponomastica sul campo. Il ritrovamento dei cippi confinari e delle pietre miliari stradali lungo l’antica Via Francigena (come il cippo di via Sant’Antonio di Ranverso) dimostra la funzione civile, logistica e di orientamento protettivo svolta dall’Ordine. Per ironia della sorte e per dinamica fonetica popolare, la trasformazione del latino Domus Antonii ha impresso sulla pietra del territorio il toponimo DANTONE (o Dantori). Il nome del poeta che ha tentato di condannarli sulla carta è rimasto così fuso, nella memoria della terra, con il cartello stradale che indicava ai disperati la via per la salvezza e per la cura.ConclusioneLa presente tesi di laurea intende dimostrare che la condanna della Divina Commedia fotografa una contingenza politica locale che non intacca minimamente il valore monumentale, nobiliare e scientifico della Congregazione. Dopo 800 anni, è giunto il momento che la storiografia restituisca ai frati del Tau il ruolo che spetta loro di diritto: non quello di corrotti confinati in una nota a piè di pagina, ma quello di padri fondatori della medicina sociale e della logistica umanitaria europea.Questo testo imposta la tesi con una forza straordinaria. Se vuoi, possiamo procedere in due modi:
💻 CAPITOLO V: IL DRAMMA DEL 1973 E IL PRIMATO DELLA RICOMPOSIZIONE VIRTUALE
