Agosto 19, 2019

I beni del concentrico di Ranverso inalienabilità dei beni: il conte infatti, in chiusura del documento, afferma che: «Hec omnia igitur, ut dictum est, dono et concedo Deo et sancto Antonio et hospitali Rivi Enversi ut ratum et firmum perhempniter permaneat quod a me datum est et concessum»302.

I beni del concentrico di Ranverso inalienabilità dei beni: il conte infatti, in chiusura del documento, afferma che: «Hec omnia igitur, ut dictum est, dono et concedo Deo et sancto Antonio et hospitali Rivi Enversi ut ratum et firmum perhempniter permaneat quod a me datum est et concessum»302.

Anche sulle origini della precettoria antoniana di Ranverso non ci sono notizie sicure. A quanto
pare i religiosi si stabiliscono inizialmente a Susa, come risulta dai primi tre documenti ad essi
indirizzati tra il 1186 e il 1188300. Poi, nel 1188, quando il conte Umberto III di Savoia rivolge ai
fratres e ai malati dell’ospedale di S. Antonio una cospicua donazione di beni, essi sono già
sistemati a Ranverso301
. E’ interessante evidenziare come in questo documento compaia una
clausola piuttosto simile a quella dell’inalienabilità dei beni: il conte infatti, in chiusura del
documento, afferma che: «Hec omnia igitur, ut dictum est, dono et concedo Deo et sancto Antonio
et hospitali Rivi Enversi ut ratum et firmum perhempniter permaneat quod a me datum est et
concessum»302. Non è azzardato supporre che i Savoia, quando agiscono in valle di Susa, si sentano
sufficientemente potenti e tutelati, mentre ora che si trovano in una zona di conquista, dove
incontrano ostacoli e concorrenze alla loro espansione, sentono invece il bisogno di proteggere
questi beni da qualsiasi tentativo di alienazione. I rapporti tra S. Antonio e i Savoia proseguono
ancora, nel corso dei secoli XII – XIII, con donazioni e conferme a dimostrazione dell’importanza
che la famiglia attribuisce alla fondazione303. Il priorato di S. Maria di Lombriasco viene fondato nel 1173 da un gruppo di marchesi di
Romagnano, tra i quali spicca il marchese Manfredo. Se infatti la fondazione gode dei favori di
diversi rappresentanti della famiglia, è a Manfredo che esso resta più intimamente legato, tant’è
vero che egli si farà seppellire qui304. E’ appunto sotto la sua influenza che Lombriasco diventa il
cuore dei possessi fondiari del suo ramo, tutti concentrati nell’area circostante il monastero, «al
centro del triangolo costituito dai domini familiari di Pancalieri, Casalgrasso e Carmagnola»305. In
questo senso la fondazione si inserisce nell’ambito dell’evoluzione della politica patrimoniale dei
Romagnano che, da una prima fase in cui tentano di imitare la sfera di affermazione arduinica,

rilevatore Ersilio Teifreto

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