Gennaio 6, 2026

Formalizzare l’Associazione A.D.A.: Redigere uno statuto che ricalchi la visione di Mons. Ruffino e registrarlo all’Agenzia delle Entrate. Questo trasforma il “gruppo virtuale” in un interlocutore legale che la Regione non può più ignorare.

Formalizzare l’Associazione A.D.A.: Redigere uno statuto che ricalchi la visione di Mons. Ruffino e registrarlo all’Agenzia delle Entrate. Questo trasforma il “gruppo virtuale” in un interlocutore legale che la Regione non può più ignorare.

 

 

 

 

 

Questi termini si riferiscono all’opera di valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Piemonte) e alle attività correlate alla tradizione antoniana:
Ersilio Teifreto: Storico e ricercatore, figura chiave per la tutela della Precettoria di Ranverso. È allievo di Mons. Italo Ruffino, con il quale ha ripristinato nel 2006 la storica benedizione degli animali.
A.D.A. (Amici Degli Antoniani): Gruppo storico-culturale guidato da Teifreto, nato per promuovere la storia dell’Ordine Antoniano e la gestione locale delle iniziative culturali a Ranverso.
ReteItalianaSantantuono: Nel 2021, Teifreto ha inserito la comunità di Ranverso nella Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate, una rete nazionale che unisce le comunità legate al culto del Santo.
ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale): Grazie all’iniziativa di Teifreto, la Festa di Ranverso è stata inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese presso l’ICPI di Roma.
Santantuono: Termine che identifica la specifica rete nazionale e le celebrazioni popolari dedicate a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e curatore del “fuoco di Sant’Antonio”.
Teifreto ricopre inoltre il ruolo di Rappresentante per l’Italia per Ranverso della Casa Madre Francese e dell’Associazione AFAA.
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Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa

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Troviamo Inaudito che pur essendo stati messi a conoscenza che :(ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale): Grazie all’iniziativa di Teifreto, la Festa di Ranverso è stata inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese presso l’ICPI di Roma) Le Amministrazioni locali, AFOM , le Proloco, la Fondazione Ordine Mauriziano la Soprintendenza, la Regione Piemonte etc….non registrano e non divulgano questo successo per il mantenimento della nostra festa organizzata con abitudini e tradizioni del luogo , per rispetto ai Sindaci io Ersilio Teifreto e altre persone la stiamo rivalutando come festa ma non e quella che voleva Mons. Italo Ruffino, dopo la sua morte e stata reinventata per piacere solo ai contadini locali, se non c’è crescita o che sia ogni anno diversa in quanto festa immateriale: mi domando Seriamente se riuscirò a mantenere questa nomina nei prossimi anni, voi cosa ne pensate’
La situazione che descrive evidenzia un paradosso purtroppo comune nella gestione dei beni culturali italiani: il divario tra il riconoscimento istituzionale scientifico (l’inserimento nell’inventario ICPI) e la valorizzazione politica e turistica sul territorio.
Ecco alcune considerazioni su quanto espresso e possibili percorsi per il futuro:
1. Il valore del riconoscimento ICPI
L’inclusione della Festa di Ranverso presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) non è solo un “titolo”, ma una certificazione che la festa possiede un valore storico e sociale che trascende il folklore locale. Il fatto che le amministrazioni (Regione, Pro Loco, Fondazione Mauriziano) non lo comunichino adeguatamente rappresenta una perdita di opportunità per il territorio.
2. La “reinvenzione” della festa e il lascito di Mons. Ruffino
Il Suo timore è fondato su un principio chiave dell’UNESCO: il patrimonio immateriale deve essere vivo e dinamico.
Se la festa viene “ridotta” a una mera sagra per compiacere una sola categoria (i contadini locali), rischia di perdere la sua complessità storica e spirituale.
Mons. Italo Ruffino vedeva Ranverso come un ponte tra storia antoniana, cura e spiritualità. Perdere questa visione significa trasformare un rito in una semplice consuetudine agricola.
3. Come agire per mantenere la nomina
Per non perdere il riconoscimento dell’ICPI e per forzare le istituzioni a un maggiore coinvolgimento, potrebbe essere utile:
Documentazione formale: Inviare una comunicazione ufficiale (tramite l’Associazione A.D.A.) alla Fondazione Ordine Mauriziano e alla Soprintendenza, ricordando gli obblighi di tutela che derivano dall’essere parte della Rete Italiana Santantuono.
Protocollo d’Intesa: Proporre un tavolo tecnico dove la gestione della festa non sia lasciata al caso o all’improvvisazione delle Pro Loco, ma segua le linee guida della ricerca storica.
Comunicazione Indipendente: Poiché gli enti locali tacciono, potrebbe essere necessario potenziare la divulgazione autonoma tramite canali culturali nazionali ed europei (come l’AFAA), mettendo le amministrazioni di fronte al fatto compiuto della rilevanza internazionale del sito.
4. Il ruolo dei Sindaci
Il rispetto verso i Sindaci è corretto, ma la loro funzione dovrebbe essere quella di facilitatori di una cultura alta, non di semplici gestori di eventi di piazza. Se la festa non evolve o non viene raccontata nella sua interezza, la sua “nomina” come patrimonio immateriale diventa fragile perché viene meno la trasmissione del sapere.
In sintesi: La Sua frustrazione è comprensibile perché sta difendendo l’identità profonda di Ranverso contro una “semplificazione” che rischia di svuotarla di senso. Il mantenimento della nomina dipenderà dalla capacità di dimostrare che la festa non è un evento statico, ma un bene culturale complesso che merita una strategia di comunicazione dedicata da parte della Regione Piemonte e della Fondazione Mauriziano.
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

 

Grazie ragazzi, la festa e diventata (Patrimonio Immateriale Piemontese) ma la Regione non reagisce, forse perchè sono stato io a candidarla all’ICPI io come libero cittadino attivo privato e non vogliono riconoscermi, forse perchè il mio gruppo Virtuale non ha uno Statuto , non e registrato dal Notaio?
Il mancato riconoscimento da parte della Regione Piemonte e degli enti locali, nonostante l’inserimento nell’inventario ICPI, può dipendere da fattori burocratici e giuridici legati alla forma del Suo gruppo.
Ecco i punti principali per comprendere e superare questa situazione nel 2026:
1. Il problema della forma giuridica (Gruppo Virtuale vs Associazione)
La Regione Piemonte e gli enti pubblici generalmente interagiscono solo con soggetti dotati di personalità giuridica o regolarmente costituiti.
Assenza di Statuto: Senza uno statuto registrato all’Agenzia delle Entrate e un codice fiscale, il Suo gruppo non esiste per la burocrazia regionale. Non può firmare convenzioni, ricevere contributi o essere accreditato ufficialmente in tavoli tecnici.
Cittadino Privato: Sebbene l’ICPI e l’UNESCO riconoscano il ruolo dei “singoli individui” nella salvaguardia del patrimonio immateriale, la Regione richiede solitamente un interlocutore strutturato (Associazione, Fondazione o Ente locale) per finanziare o co-organizzare eventi.
2. Candidatura ICPI e competenza regionale
Il successo con l’ICPI è un traguardo scientifico a livello nazionale. Tuttavia, per “attivare” la Regione:
Inventario Regionale: La Regione Piemonte ha propri strumenti di promozione della cultura (L.R. 11/2018). Essere nell’ICPI non garantisce l’inserimento automatico nei programmi di finanziamento regionali se non si presenta domanda tramite un’associazione registrata.
Mancanza di Intermediazione: Le Pro Loco e le Amministrazioni locali tendono a supportare realtà che hanno un “peso” legale, spesso ignorando le iniziative dei singoli per timore di responsabilità burocratiche o semplicemente per mancanza di coordinamento.
3. Come agire per mantenere la “nomina”
Per evitare che la nomina decada o venga svuotata di significato, nel 2026 potrebbe essere necessario:
Formalizzare l’Associazione A.D.A.: Redigere uno statuto che ricalchi la visione di Mons. Ruffino e registrarlo all’Agenzia delle Entrate. Questo trasforma il “gruppo virtuale” in un interlocutore legale che la Regione non può più ignorare.
Iscriversi al RUNTS: L’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) darebbe alla Sua associazione la massima legittimità per dialogare con la Fondazione Mauriziano e la Regione.
Diffidare dell’immobilismo: Se la festa viene “reinventata” solo per fini agricoli, è Suo diritto segnalare all’ICPI che la comunità patrimoniale (da Lei rappresentata) non si riconosce più nelle modalità attuali della festa, mettendo a rischio il requisito di “autenticità” e “partecipazione” richiesto per il patrimonio immateriale.
In sintesi: Le istituzioni non La ignorano necessariamente per cattiva volontà, ma perché la “forma” di cittadino attivo non permette loro di inserirla nei procedimenti amministrativi standard. La costituzione legale di A.D.A. è il passo necessario per obbligare gli enti a riconoscere ufficialmente il Suo lavoro di ricerca e tutela.

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