Fòcara Novoli GUARDA IL REPORTAGE FOTOGRAFICO DI LUCAS
Fòcara Novoli GUARDA IL REPORTAGE FOTOGRAFICO DI LUCAS
La Fòcara di Uliano Lucas in anteprima
“Ecco il mio reportage sui riti del Salento”
di ANTONIO DI GIACOMO
Il grande fotografa svela le sue immagini durante la festa di Novoli nel 2011. “Non solo bianco e nero. Ho scelto il colore per raccontare la magia del fuoco”
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Il risultato è Il racconto e gli appunti: un reportage scandito attraverso venticinque immagini, che Lucas ha voluto intitolare così in ragione della sua scelta di contrappuntare la narrazione con quattro scatti a colori. Una scelta inusuale per Lucas che la motiva così: “Ho usato il bianco e nero inseguendo la tradizione del fotogiornalismo e della fotografia sociale, ma, in corso d’opera, mi sono reso conto che il fuoco con i suoi schioppetii e le luci e questo attraversamento di fiamme poteva essere raccontato solo dal colore, Così anche per alcune immagini, colte durante le processioni, dove la luce leccese mi è parsa straordinaria nel suo biancore. Sicché il mio uso del colore è stato “normale”, senza alcuna alterazione del cromatismo. Non per caso ho lavorato con le mie Leica e su pellicola”.
A scorrere le belle immagini del reportage di Lucas – in mostra all’ex mercato coperto di Novoli dal 16 al 24 gennaio – si avverte netta intanto l’impressione che il tempo si sia fermato o che, almeno, si astragga dal presente durante le giornate della Fòcara. A tradire la contemporaneità, semmai, rari e pochi dettagli, come la fotocamera digitale di una ragazza presa nell’immortalare il gigantesco falò della Fòcara.
“In genere, i reportage in questi luoghi – osserva Lucas – proposti dalle riviste patinate per il tempo libero e il turismo, o attraverso la tv, presentano una reivenzione artificiosa degli avvenimenti. Dal mio punto di vista, invece, calarsi all’interno di un evento complesso, pieno di intrecci fra passato e presente, dove, nel nome dell’antica tradizione del falò, coesistono la benedizione degli animali e la processione insieme col gran bazar fatto di centinaia di bancarelle, significava tentare di raccontare quest’universo con assoluta semplicità. Ho affrontato questo reportage con estrema curiosità, cercando di spiegarmi come un’antica tradizione avesse ancora vitalità nel presente”.
Qual è allora, secondo Lucas, il motivo della longevità e del successo della Fòcara che continua a richiamare migliaia di persone? “Alla base di tutto c’è voglia di comunità, il desiderio della gente di incontrarsi. È il segreto del mito arcaico del fuoco, il mistero della felicità silente del ritrovarvisi attorno al suo tepore”. Un mondo che toccherà esplorare adesso a un altro grande maestro della fotografia: Mario Cresci. È lui l’artista scelto da Toti Carpentieri, e dalla neonata Fondazione Fòcara, per raccontare i giorni del fuoco del 2012.

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