Ottobre 12, 2017

fave e cicoria

fave e cicoria

“Tanto va la gatta al lardo…”! finchè non ci lascia lo zampino è toccato anche a Pietro Spnazzola , eroe di un sequel che ci ha tenuto col fiato sospeso per mesi.
Come succede spesso nel caso dei tombeur de femme, arriva un bel giorno in cui, chissà perchè, chissà per come, l’irriducibile reo decide di mettersi in regola e giunge  nella prestigiosa villa Boriglione di Grugliasco per la fatidica firma . In tutto questo tempo questi anni Pietro nella sua naturale tendenza all’innamoramento facile, tipica dell’eterno adolescente. Grazie a lui siamo entrati nelle storie dei  paesani Salentini e Barlettani abbiamo assistito a feste di paese e percorso in bicicletta stradine tormentate da breccio e buche. Campagna, sole, luce ,colori e mare, piazze e dichiarazioni d’amore
Nadia Rosa Teifreto  mamma di 2 bambini Alessandro e Clara, è stata  la prescelta da Pietro compiendo  il miracolo. Insieme da   16 anni il matrimonio farà cessare questo lungo periodo di fidanzamento.  No, signori miei, questa ragazza ha scelto il mese di aprile non ha usato discorsi nè rimostranze ufficiali tanto care al genere femminile, ma semplicemente astuzia, istinto ,  quel giorno gli mancherà la sua mamma Pina Sorrenti la Canosina scomparsa nel 2009 a 57 anni, mentre il padre Ersilio Teifreto l’accompagnerà alla firma porgendole il braccio sinistro speriamo di sopravvivere ai tacchi di Nadia.  Sarebbe il caso di coniare allora un nuovo detto Salentino accanto al ben più classico.

 “Ci pija muiere ccatta uai”= (Chi prende moglie compera guai).

E sostituirlo con:  “Lu maritu ccu la muiere” tallu liettu allu fuacalire).=

(La moglie con il marito dal letto al focolare )

Un po’ di sceneggiata.

Tice lu masculu: pirdunatime, ma osce  m’a ttuccàtu cu me scruciucchiu le ossa cu me pozzu nzurare =

Il maschio dice: perdonatemi ma oggi mi è  toccato  rompermi le ossa per potermi sposare.

La fimmina tice: Uarda bbiti all’aria perta  ce nne tocca a fare a nnui  poere muieri quannu nni mmaritamu …imu  llàre puru le ncucchiate  te lu maritu=

La donna  dice maliziosamente: guarda quando ci sposiamo cosa dobbiamo fare all’aria aperta mentre insaponava una pantalone del marito.   

Proverbi sulle nozze a Barletta

  • Li maccarùne sò com' a lu muatremònie, ss' cunzùmene quann' sò bèll' càll' càll' – I maccheroni sono come il matrimonio, devono essere consumati quando sono molto caldi.
  • Ci tène la fàccia toste se marìte e la fèmmena onèste arremàne zìte – Chi è sfrontata si marita e la donna onesta rimane zitella.

Quale quadretto più delizioso, a questo punto sulla storia  delle nozze tracciato dal Papà Ersilio?

 Banchetto misto  ipotetico semplice a suono di balli e canti con mandolino tamburelli e pizzica

MENù Salentino
– peperoni con mollica
– fave e cicoria
– polpette, rustici
– orecchiette cime di rapa
– pezzetti di cavallo 
– patate al forno
– pasticciotto
– acqua e vino

Ma qui, a Grugliasco e poi ad Avigliana nel bellissmo locale Green Village Club scelto  ‘Passato il santo…’ non finisce la festa e la giovane vita coniugale è simpaticamente retta da Nadia  che non smentisce la sua natura di saggia  Salentina, e bizzarramente colorata dal nostro eroe che non smentisce invece la sua natura di allegro trastullone Barlettano.
Auguri Pietro Spinazzola  per questo matrimonio inaspettato e, lasciami dire  un abbraccio riconoscente agli amici testimoni Manuela,e Natasha, Lino e Gaetano  che hanno intrecciato il fantastico al vero con una conclusione degna della miglior favola d’ogni giorno: “Vissero così d’amore e d’accordo”

(Stretta la foglia, larga e la via, dite la vostra che ho detto la mia)

autore Ersilio Teifreto

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